Banche sotto la lente: lo scenario post-lockdown

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I titoli bancari cercano di recuperare il terreno perso dall’inizio della pandemia. Ma la strada è ancora lunga. La view di Alessandro Allegri (Ambrosetti Am Sim) sul panorama bancario post-lockdown

Indice

Titoli bancari ancora lontani dal recupero e a Piazza Affari c’è aria di risiko

L’ intervista ad Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti Am Sim

“Le banche mettono il turbo a Piazza Affari che ha chiuso la prima seduta della settimana registrando la performance migliore in Europa, con il Ftse Mib in rialzo dell’1,69%. Brillano Banco Bpm (+5,99%) UniCredit (+4,43%) e Mediobanca (+4,45%). Ma per i titoli del comparto bancario, duramente colpito dalla pandemia, la strada per recuperare il terreno perso è ancora lunga. We Wealth ha chiesto ad Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti Am Sim, di fare il punto sul settore bancario con un focus sull’Italia, dove si respira aria di risiko”.

In questo momento di crisi, come si stanno comportando il settore finanziario e, nello specifico, quello bancario a livello globale?

“Veniamo da una condizione di generale difficoltà sui mercati azionari. In particolare, nonostante il recupero, la situazione è sicuramente impegnativa e difficile per il settore finanziario. Stiamo parlando di un mondo azionario a livello globale che, ad oggi, misura performance da  inizio anno attorno a -10%, rispetto a un settore finanziario che è attorno a un -25/26% quindi un aggravarsi di questa performance negativa. Se all’interno del settore finanziario ci focalizziamo sul comparto bancario, i numeri sono ancora più pesanti, siamo circa a -35%. Di certo (ndr, quello bancario) è uno dei due settori più colpiti da questa situazione di crisi insieme al comparto energy. Il recupero c’è stato e sta avvenendo in questa fase. Stiamo registrando un ritorno a favore del settore finanziario all’interno dei portafogli ma al momento è solo marginale rispetto ad altri settori che stanno trainando di più come tecnologia e in generale i consumi.

Qual è invece la situazione sul fronte europeo e in Italia?

“La situazione nell’ area euro non è diversa da quella globale, anche se in questo caso il settore assicurativo ha retto meglio rispetto ai bancari. In Italia ci sono evidenti difficoltà ma non molto distanti da quelle che possono essere le difficoltà di altri paesi europei come ad esempio la Germania. Abbiamo sicuramente player come Mediobanca, Unicredit , Intesa e Bper con perdite pesanti dall’inizio dell’anno anche se stanno lievemente recuperando. In controtendenza abbiamo, da un lato, Ubi, che ha dei risultati annui attorno allo zero ma questi sono effetto della potenziale acquisizione da parte di Intesa, con delle quotazioni che per certi versi scontano già un eventuale accordo e, dall’altro, Mps che sta performando bene dall’inizio dell’anno, anche se con un valore molto basso rispetto ai dati storici.
Questo contesto va incastrato in una situazione di potenziale risiko bancario. La mossa primaria è quella di Intesa su Ubi, un percorso non così lineare e che richiederà alcuni trimestri prima di trovare un equilibrio. Bper dovrebbe subentrare acquisendo 532 filiali di Ubi, in un momento in cui le banche tendono a dismettere le filiali. Quello che viene a mancare all’interno del risiko bancario è la posizione di Mps, che sulla carta è una banca che non può e non vuole continuare ad andare avanti in autonomia. Mps era la candidata ideale per essere comprata ma dopo le mosse dei due potenziali compratori (ndr, Intesa e Ubi) bisognerà capire chi sarà in grado di acquisirla”.

Infine, come commenta ila notizia del via libera dei soci alla trasformazione in spa e al piano di rilancio di Banca Popolare di Bari?

“Per uscire da una situazione di crisi importante in maniera autonoma, dopo l’intervento dei Commissari Straordinari di Banca d’Italia, si è andati nella direzione di trasformare la banca in spa e quindi di rendere più facile un’eventuale scalata o acquisizione da parte di altri istituti di credito”.

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