Banche italiane, S&P: nel 2026 redditività stabile, M&A proseguirà

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Facciata dell'edificio in pietra con la parola "BANK" incisa in lettere d'oro sopra due colonne ornate con disegni floreali.

S&P vede un 2026 stabile per le banche italiane: la crescita del credito sosterrà i ricavi, mentre il consolidamento proseguirà con nuove integrazioni attese.

Indice

Dopo un altro anno straordinario sui mercati, il settore bancario italiano (ed europeo) si avvicina al 2026 con prospettive ancora relativamente solide, nonostante il calo dei tassi registrato nella prima parte dell’anno.
Da inizio 2025 al 14 novembre, il Ftse Italia Banche è salito del 62%, più che raddoppiando il già notevole +30% del Ftse Mib. In Europa lo Stoxx Banks ha guadagnato il 66%, ben sopra il 12% dello Stoxx 600. Un trend che può proseguire? Al di là delle previsioni di Borsa, sul business le proiezioni non sembrano in peggioramento.

Secondo il Global Banks Country-By-Country Outlook 2026 di S&P Global, la redditività delle banche italiane resterà elevata e sostanzialmente in linea con quella del 2025, con un ROAA allo 0,9% nel 2026, identico alla stima per quest’anno e solo leggermente sotto il consuntivo 2024 (1%).

“La capacità reddituale delle banche dovrebbe rimanere robusta – osserva Mirko Sanna, primary credit analyst di S&P. Ci aspettiamo che il ritorno sul capitale resti superiore al costo del capitale, grazie alla riduzione della frammentazione, all’ascesa degli istituti più grandi e a modelli di business più agili”.

Il quadro è dunque solido, ma l’effetto-sorpresa che ha sostenuto le valutazioni nel 2025 potrebbe attenuarsi: i tassi sono scesi meno del previsto e la BCE è in pausa. Oltre alla crescita delle entrate commissionali – che sta ammortizzando il calo del margine d’interesse –, a sostenere quest’ultima componente sarà l’accelerazione dei nuovi crediti, prevede S&P.

Il credito torna a crescere: è qui che si gioca la redditività 2026

Il punto cruciale per interpretare la redditività del 2026 non sono tanto le commissioni, quanto la dinamica combinata tra spread e volumi di credito. Con la discesa dei tassi BCE, il margine d’interesse è destinato a normalizzarsi rispetto ai picchi del biennio 2023–2024. Tuttavia, ciò che cambia la traiettoria è la ripartenza dei prestiti.

Dopo un calo del 3% nel 2024 e un aumento dell’1% nel 2025, l’agenzia prevede una nuova espansione del 2% nel 2026. È l’effetto-volume a dare ossigeno al margine d’interesse, compensandone la fisiologica contrazione.

Secondo Sanna, “tassi più bassi e condizioni economiche migliori sosterranno la domanda di credito, che finora è rimasta modesta a causa dell’incertezza sul commercio globale. La crescita degli impieghi aiuterà le banche ad assorbire il probabile ulteriore calo del margine d’interesse, come già è avvenuto nel 2025”.

La qualità degli attivi dovrebbe deteriorarsi solo marginalmente: le perdite su crediti saliranno a 50–55 punti base, un livello ancora pienamente gestibile. S&P segnala inoltre che “la differenziazione tra banche diventerà più evidente”, con gli istituti più esposti alle PMI che potrebbero soffrire maggiormente la riduzione delle garanzie statali.

Europa e Italia: crescita lenta ma stabile, M&A e NGEU faranno la differenza

Il contesto europeo tratteggiato da S&P contiene luci e ombre. Da un lato, l’85% dei rating bancari globali ha outlook stabile e gli istituti europei presentano bilanci solidi, liquidità ampia e qualità del credito forte. “L’eccesso di capitale e valutazioni migliori favoriranno operazioni di fusione e acquisizione”, osserva l’agenzia – un trend che vede molte banche italiane come possibili protagoniste, soprattutto nei processi di integrazione già avviati.

Infografica che mostra tre strategie di fusione bancaria: Consolidamento nazionale, espansione transfrontaliera e diversificazione delle attività, con riquadri colorati che collegano le banche di Italia, Francia, Regno Unito, Grecia, Spagna, Lussemburgo e Germania.

Tra i dossier più significativi che il mercato seguirà nel 2026, S&P indica “l’integrazione, complessa, di Mediobanca dentro Monte dei Paschi e quella – verosimilmente più agevole – di Banca Popolare di Sondrio in BPER. Gli investitori guarderanno anche a come risponderanno Banco BPM e UniCredit”.

Dall’altro lato, S&P individua rischi ribassisti: rallentamento economico legato ai dazi USA, possibili escalation geopolitiche, volatilità di mercato e un quadro fiscale europeo fragile. Il rischio cyber, in forte aumento, completa la lista delle vulnerabilità.

L’Italia opera all’interno di questa cornice. Le condizioni economiche potrebbero migliorare leggermente nel 2026: S&P prevede un PIL in crescita dello 0,8% nel 2026 e nel 2027, sostenuto dagli investimenti pubblici finanziati dall’UE. “Un mercato del lavoro e un tessuto imprenditoriale ancora solidi – nota Sanna – favoriranno la resilienza della qualità creditizia del settore privato”.

Domande frequenti su Banche italiane, S&P: nel 2026 redditività stabile, M&A proseguirà

Quali sono le prospettive di redditività per le banche italiane nel 2026 secondo S&P?

Secondo S&P, la redditività del settore bancario italiano è prevista stabile nel 2026. Questo si basa su un contesto di crescita lenta ma stabile in Europa e Italia, dove il credito torna a crescere.

Quali fattori influenzeranno la redditività delle banche nel 2026?

La redditività nel 2026 sarà determinata principalmente dalla crescita del credito, che è il motore principale. Inoltre, le operazioni di fusione e acquisizione (M&A) e i fondi NGEU (Next Generation EU) sono indicati come elementi che faranno la differenza.

Come si è comportato il settore bancario italiano in borsa nel periodo recente?

Il settore bancario italiano ha registrato performance straordinarie. Il Ftse Italia Banche è salito del 62% dall'inizio del 2025 al 14 novembre, superando ampiamente il Ftse Mib.

Qual è la previsione per le operazioni di M&A nel settore bancario italiano?

L'articolo suggerisce che le operazioni di fusione e acquisizione (M&A) nel settore bancario italiano proseguiranno. Questi movimenti sono visti come un fattore importante per il futuro del settore.

Qual è il contesto macroeconomico generale per le banche italiane ed europee in vista del 2026?

Le banche italiane ed europee si avvicinano al 2026 con prospettive ancora relativamente solide, nonostante il calo dei tassi registrato nella prima parte dell'anno. Si prevede una crescita lenta ma stabile.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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