Valsabbina, un 2025 di crescita: più filiali, più credito alle PMI

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Ermes Bianchetti in giacca e cravatta nera si trova al chiuso vicino a una grande finestra della Banca Valsabbina, con una vista sfocata di alberi e un edificio bianco a cupola sullo sfondo.

Il 2025 segna un passaggio importante nel percorso di crescita di Banca Valsabbina. La Banca ha rafforzato la propria presenza sul territorio con 75 filiali operative e consolidato il sostegno a famiglie e PMI, affiancando al credito tradizionale strumenti di finanza alternativa come i minibond. Un modello che punta su prossimità, consulenza e sviluppo dell’economia reale.

Indice

Il 2025 rappresenta per Banca Valsabbina un passaggio significativo nel percorso di crescita avviato negli ultimi anni. Non solo un esercizio positivo dal punto di vista economico, ma un periodo che conferma la strategia della Banca: rafforzare la presenza territoriale, sostenere il sistema delle PMI e consolidare un modello di servizio che unisce prossimità e strumenti finanziari evoluti.

I dati della semestrale restituiscono una fotografia chiara: utile in aumento, masse amministrate in crescita e una raccolta che continua a espandersi insieme agli impieghi verso famiglie e imprese. Allo stesso tempo, la Banca ha raggiunto uno degli obiettivi più simbolici di questa fase: arrivare a 75 filiali operative entro fine anno, un traguardo che rafforza il radicamento nei territori e la capacità di intercettare le esigenze delle piccole e medie imprese.

Accanto al modello tradizionale di banca commerciale, Valsabbina sta diventando un punto di riferimento anche nella finanza alternativa, soprattutto grazie al crescente ricorso ai minibond. Uno strumento che consente alle aziende solide di diversificare le fonti di finanziamento senza rinunciare al controllo della governance, affiancandosi al credito bancario in una logica di crescita sostenibile.

Per approfondire numeri, strategie e prospettive, abbiamo incontrato Hermes Bianchetti, Vice Direttore Generale Vicario di Banca Valsabbina, che ci ha raccontato come la Banca stia evolvendo il proprio ruolo a servizio dell’economia reale.

Il 2025 è stato definito per Banca Valsabbina un anno di consolidamento e crescita. Quali sono i principali indicatori che confermano questa tendenza?

A raccontarlo sono innanzitutto i numeri della nostra ultima semestrale: abbiamo registrato un utile netto di 33 milioni di euro, in crescita del 6,3%. Le masse amministrate sono salite a 13,6 miliardi, con un incremento del 10%, e si conferma una solida patrimonializzazione. Sul fronte commerciale gli impieghi alla clientela hanno raggiunto i 3,9 miliardi (+8,9%) e la raccolta complessiva i 9,7 miliardi (+10,5%).

Oltre ai risultati economici, quali altri elementi raccontano la crescita della Banca?

Oltre ai numeri, c’è un risultato particolarmente significativo: abbiamo centrato l’obiettivo di arrivare a 75 filiali operative entro fine 2025. Lo abbiamo raggiunto grazie alle due nuove aperture di ottobre, una a Milano, la quarta in città, e una a Darfo, con cui estendiamo la nostra presenza anche alla Valcamonica.

Qual è la logica alla base delle nuove aperture?

Le nuove filiali rispondono a due esigenze complementari: da un lato presidiare il territorio, dall’altro rafforzare la vicinanza ai territori e alle PMI, che rappresentano un cardine del nostro modello di servizio

La Banca sta rafforzando anche il proprio ruolo nella finanza alternativa, in particolare attraverso i minibond. Perché questo strumento è così centrale nella vostra strategia?

I minibond sono diventati un tassello stabile della nostra offerta: consentono alle aziende sane e ambiziose di finanziare la propria crescita mantenendo comunque saldo il controllo dell’azienda. Il nostro ruolo è quello di accompagnare gli imprenditori dall’idea alla realizzazione, mettendo loro a disposizione competenze, capitali e una rete di partner professionali.

Qual è il valore aggiunto del modello adottato da Banca Valsabbina in questo ambito?

Il nostro modello combina il ruolo di banca tradizionale con servizi aggiuntivi e integrati che accompagnano l’impresa e l’imprenditore: questo ci permette di portare sul mercato operazioni mirate e di dimensioni coerenti con i piani industriali delle PMI. I numeri contano, ma ancora di più contano l’impatto e la continuità: con i minibond mobilitiamo risparmio verso progetti concreti e con le nuove filiali portiamo prossimità, competenze e credito responsabile nei territori. È questo connubio di finanza, consulenza e presenza locale che ci rende un punto di riferimento per chi vuole sviluppare una crescita sostenibile.

Domande frequenti su Valsabbina, un 2025 di crescita: più filiali, più credito alle PMI

Quali sono i principali indicatori economici che confermano la crescita di Banca Valsabbina nel 2025?

Nel 2025, Banca Valsabbina registra un utile in aumento e un incremento delle masse amministrate. Questi dati semestrali evidenziano una solida performance economica per la banca.

Oltre ai risultati economici, quali altri elementi dimostrano la crescita di Banca Valsabbina?

La crescita di Banca Valsabbina nel 2025 è confermata anche dal rafforzamento della sua presenza territoriale e dal sostegno al sistema delle PMI. Questi aspetti sottolineano una strategia di espansione e supporto al tessuto economico.

Qual è la strategia dietro le nuove aperture di filiali di Banca Valsabbina?

La logica alla base delle nuove aperture è quella di rafforzare la presenza territoriale della banca. Questo mira a migliorare la prossimità con i clienti e a sostenere ulteriormente le imprese locali.

Perché i minibond sono uno strumento centrale nella strategia di finanza alternativa di Banca Valsabbina?

I minibond sono centrali nella strategia di finanza alternativa di Banca Valsabbina perché permettono di offrire strumenti finanziari evoluti alle PMI. Questo strumento contribuisce a diversificare le opzioni di finanziamento per le imprese.

Qual è il valore aggiunto del modello di servizio adottato da Banca Valsabbina?

Il modello adottato da Banca Valsabbina unisce la prossimità territoriale con l'offerta di strumenti finanziari evoluti. Questo approccio integrato mira a fornire un supporto completo e personalizzato alle esigenze dei clienti.

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di Chiara Samorì

Direttore editoriale di We Wealth e responsabile per l’area multimediale. Giornalista professionista, è laureata in Psicologia. Nel passato ha collaborato, tra gli altri, con il Corriere della Sera, l’agenzia di stampa Italpress, Ingenio, Reteconomy e Pop Economy.

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