
Poi i maestri veneti Giovanni Buonconsiglio, Jacopo Bassano, Jacopo Tintoretto, Gianbattista e Giandomenico Tiepolo. Il problema è che questi ultimi sono vincolati a Palazzo Thiene, oggi museo civico della città di Vicenza. Caravaggio, Lippi e Bellini sono invece vincolati a Palazzo degli Alberti. Aspetto che non invoglia certo all’acquisto. Per ora, le opere sono alienabili singolarmente, ma non potranno essere separate le une dalle altre e spostate altrove, in quanto collezioni «con contestuale dichiarazione di pertinenzialità», proprio il dipinto murale del Caravaggio «Giove, Nettuno e Plutone» nel Casino dell’Aurora.

I liquidatori hanno impugnato i provvedimenti di vincolo, non incontrando il favore del TAR (né quello del Veneto, né quello della Toscana). Perciò la scelta di avviare le procedure di vendita proprio adesso risulta improvvida. Si ricorda peraltro che i liquidatori stessi hanno messo in asta nel 2020 da Pandolfini sei opere non vincolate di autori minori provenienti da Palazzo Thiene. A tal proposito, il Consiglio di Stato in un precedente caso aveva specificato che «il provvedimento di vincolo può avere ad oggetto solo l’intera collezione nella sua globalità» (Cons. Stato 6386/2009). Non resta che attendere i primi giorni di marzo per capire se qualche collezionista avrà dimostrato interesse.


