Anche le assicurazioni dovranno tingersi di verde

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Ecco come le compagnie di assicurazione dovranno evolvere il proprio modello di business per catturare i consumatori. Specie i più giovani. Con un occhio al green

Rocco D’Acunto, Bain & Company: “I millennial riservano una grande attenzione alle iniziative Esg delle assicurazioni: l’88% di essi dichiara di essere consapevole e informato rispetto a questi temi”

Il livello di soddisfazione dei clienti che considerano la propria compagnia assicurativa attenta ai criteri Esg sfiora il 44%, rispetto al -10% della clientela che non ritiene la propria assicurazione compliant”

Offrire una gamma di prodotti d’investimento che includa anche fondi “green” non basta. O almeno non più. Secondo una nuova analisi di Bain & Company, azienda di consulenza globale fondata quasi mezzo secolo fa a Boston, le compagnie assicurative oggi sono tenute a considerare l’Esg come un’opportunità per evolvere il proprio modello di business. Anche per non perdere una buona fetta di clienti e dipendenti. Specie tra i più giovani.
“Il covid-19, da una parte, ha evidenziato l’importanza di essere resilienti nei momenti di crisi. Dall’altra, le compagnie ricevono sempre più pressioni in questo senso da diverse parti: gli investitori istituzionali, in primis. Basti pensare che entro il 2030 circa il 95% degli asset under management avranno un mandato Esg. I fondi di private equity, che ormai incorporano uno screening Esg per la due diligence. Le agenzie di rating, che danno valutazioni Esg. E infine i regolatori, che stanno sempre più concentrando i propri sforzi sui rischi correlati a questi criteri”, osserva Rocco D’Acunto, senior partner di Bain & Company.
A spingere per dare una mano di verde al settore assicurativo, come anticipato in apertura, ci sono anche clienti e dipendenti. Al punto che, nel primo caso, si rileva una forte correlazione tra livello di soddisfazione (calcolato sulla base del Net promoter score, ndr) e la percezione Esg del brand assicurativo. In Italia, in particolare, la sensibilità del consumatore per le tematiche sostenibili appare particolarmente elevata. “L’Nps dei clienti che considerano la propria compagnia assicurativa attenta ai criteri Esg sfiora il 44%, rispetto al -10% della clientela che non ritiene la propria assicurazione compliant”, spiega D’Acunto. “Inoltre, i millennial riservano una grande attenzione alle iniziative Esg delle assicurazioni”, aggiunge. L’88%, infatti, dichiara un certo grado di consapevolezza e informazione rispetto a queste tematiche.

Ma trasformare il proprio modello operativo per adattarlo a queste esigenze resta un’operazione complessa, secondo l’azienda di consulenza globale. “La trasformazione Esg”, precisa Marcello Pallotta, partner di Bain & Company, “è un percorso complesso end-to-end che comprende la definizione degli obiettivi generali di sostenibilità e il ripensamento dei rischi e si concretizza nel rivedere ed evolvere il proprio modello operativo, assuntivo e di business, fino a tradursi nell’evoluzione in ottica Esg della propria gamma prodotti (e servizi)”. La questione ESG, conclude, non “può essere affrontata dalle compagnie solo in un’ottica di mera compliance ma deve essere valorizzata attraverso lo sviluppo di un piano di creazione del valore”.

Sono tre, in definitiva, gli ostacoli che gli operatori del settore dovranno scavalcare. Stando a un sondaggio condotto su un campione di circa 300 aziende attive in diversi settori, il 30% considera il disallineamento organizzativo una barriera chiave nell’adozione di programmi Esg. Più del 30%, inoltre, cita il fatto di affidare la responsabilità del raggiungimento degli obiettivi Esg alle prime linee. E il 26%, infine, ammette di non riuscire a dare priorità agli sforzi sui fattori ambientali, sociali e di buona governance.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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