Aprire un conto bancario in Europa? Sarà (ancor più) a prova di clic

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La Commissione europea ha presentato una proposta relativa a un’identità digitale affidabile e sicura per tutti i cittadini. Ma anche per le imprese, di grandi e piccole dimensioni

I cittadini potranno dimostrare la propria identità o provare determinati attributi personali per accedere ai servizi digitali pubblici e privati in tutto il territorio dell’Unione. In modo sicuro, veloce e trasparente

Vestager: “Con l’identità digitale europea potremo fare in qualsiasi Stato membro quello che facciamo nel nostro paese senza costi aggiuntivi e con minori ostacoli, come aprire un conto bancario all’estero”

La proposta della Commissione europea è stata accompagnata da una raccomandazione: un invito agli Stati membri affinché predispongano un pacchetto di strumenti comuni entro settembre 2022

Presentare una dichiarazione dei redditi, iscriversi all’università, ma anche aprire un conto bancario e affittare un appartamento. Sono solo alcune delle opportunità di cui i cittadini europei potranno godere in modo “sicuro e trasparente”. Ma, soprattutto, a prova di clic e senza frontiere. Nel contesto della “bussola” digitale definita lo scorso marzo, la Commissione ha infatti proposto un quadro relativo a un’identità digitale unica per tutti i cittadini, residenti e imprese della regione. Una soluzione che consentirà di accedere ai servizi online con la propria identificazione digitale nazionale, riconosciuta in tutta Europa, e condividere documenti elettronici premendo semplicemente un tasto del telefono.
Gli Stati membri metteranno a disposizione dei portafogli digitali per collegare le proprie identità digitali nazionali con la prova di altri attributi personali, come la patente di guida, i diplomi o proprio il conto bancario. Potranno essere forniti da autorità pubbliche o da soggetti privati e permetteranno a tutti coloro che desidereranno usufruirne (l’utilizzo sarà sempre a discrezione dell’utente) di accedere ai servizi digitali senza far ricorso a metodi di identificazione privati o condividere inutilmente dati personali. L’identità digitale, spiega la Commissione europea in una nota, sarà dunque accessibile a chiunque (cittadini, residenti e imprese) e consentirà anche il pieno controllo dei propri dati, permettendo agli utenti di decidere quali informazioni condividere con terzi e di tracciare tale condivisione. Inoltre, scrive l’istituzione, “sarà di ampio utilizzo”: come mezzo di identificazione degli utenti o per provare specifici attributi personali per accedere a servizi digitali sia pubblici che privati in tutto il territorio dell’Unione.
“Con l’identità digitale europea potremo fare in qualsiasi Stato membro quello che facciamo nel nostro paese senza costi aggiuntivi e con minori ostacoli, ad esempio affittare un appartamento o aprire un conto bancario all’estero. E, tutto questo, in modo sicuro e trasparente. Così saremo noi a decidere quante informazioni desideriamo condividere su noi stessi, con chi e per quale finalità. Si tratta di un’opportunità unica che ci permetterà di sperimentare ancora di più che cosa significhi vivere in Europa ed essere europei”, osserva Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale. Dello stesso avviso anche Thierry Breton, commissario per il mercato interno, secondo il quale i portafogli europei di identità digitale offrono ai cittadini (e non solo) “una nuova possibilità per conservare e utilizzare i dati per ogni tipo di servizio, dal check-in in aeroporto al noleggio di un’automobile”. Per non dimenticare poi le imprese, di grandi e piccole dimensioni, che nelle parole di Breton “potranno mettere a disposizione un’ampia gamma di nuovi servizi dato che la proposta offre una soluzione per servizi di identificazione sicuri e affidabili”.

Ma quali saranno le prossime tappe? La proposta della Commissione europea è stata accompagnata da una raccomandazione, con la quale l’istituzione ha invitato gli Stati membri a definire un pacchetto di strumenti comuni entro il mese di settembre del prossimo anno (che dovrebbe contenere l’architettura tecnica, le norme e gli orientamenti sulle best practice) e di avviare fin da subito i “necessari lavori preparatori”. Al contempo, la stessa Commissione collaborerà con gli Stati membri e il settore privato per la definizione degli aspetti tecnici relativi. Come anticipato, la soluzione si innesta nel contesto del decennio digitale europeo, la “bussola” presentata lo scorso nove marzo per la trasformazione digitale del continente. Tra gli obiettivi definiti, entro il 2030 tutti i servizi pubblici principali dovrebbero essere disponibili online, tutti i cittadini dovrebbero poter accedere alla propria cartella elettronica e l’80% di questi ultimi dovrebbero poter utilizzare l’identificazione digitale.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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