Video call e smart working, parole chiave della disruption

Covid-19 è servito da acceleratore, spingendo molte aziende ad adottare sistemi operativi e modelli di business più smart per non essere tagliate fuori dal mercato. La tecnologia sblocca capacità produttiva, premiando coloro in grado di restare al passo coi tempi. Una lezione più che mai nota alle big tech statunitensi…

Crisi e disruption, all’ombra del coronavirus, sembrano andare a braccetto, promuovendo uno sviluppo che, in assenza di pressioni, avrebbe impiegato ben più tempo a maturare. Il crescente utilizzo di devices e connessioni da remoto per colmare il vuoto del distanziamento sociale è facilmente supportato dai numeri.

Per Zuckerberg, raddoppiano video e vocali

Come riportato da David J. Eiswert, portfolio manager di T. Rowe Price, “la messaggistica totale di Facebook è aumentata di oltre il 50% a marzo, mentre le chiamate vocali e video sono più che raddoppiate su Messenger e WhatsApp”.

Ma non sono solo i social ad aver registrato numeri da record: “la comunicazione, l’intrattenimento, il commercio, l’assistenza sanitaria e l’istruzione sono diventati all’improvviso digitali, con un ordine di grandezza che non avremmo mai immaginato nel breve termine” ha aggiungo Eiswert.

Il digitale è passato così dall’essere qualcosa di secondario, ad un tassello fondamentale, che ha abbattuto gli schemi più tradizionali grazie all’adozione di tecnologie smart. Un passaggio necessario che porterà a “cambiamenti duraturi” e a una nuova scala di priorità. Tra queste, il posizionamento organico delle società sui motori di ricerca online e, in generale, su internet.

L’effetto momentum e la top 5 delle tech Usa

In un ambiente finanziario già altamente apprezzato sul fronte tecnologico, i recenti movimenti hanno ulteriormente alzato le valutazioni, spiazzando gli investitori meno avvezzi a strategie in stile momentum (di coloro che ritengono che gli investimenti che performano bene continueranno a dare soddisfazioni): “Gli esseri umani si sentono a proprio agio con le medie” ha puntualizzato l’esperto, ma i risultati estremi, legati per lo più ad un “effetto rete” di mercato, incutono spesso timore.
Il calcolo è presto fatto andando a vedere il peso delle prime cinque società dell’indice S&P 500 (Microsoft, Apple, Amazon, Facebook, Alphabet) superiore al 20% della capitalizzazione complessiva del paniere.

“L’adozione di tecnologie intelligenti ha l’effetto di una palla di neve, con caratteristiche tipiche di un monopolio naturale, tra cui economie di scala per la redditività e barriere all’ingresso elevate”.

Sì a cloud (meeting), hardware e prevenzione

A livello operativo, tra le realtà che presentano le migliori opportunità di crescita spiccano il settore dell’e-commerce (specie i player multi-format), i software e le piattaforme di pagamento e i servizi di streaming video.

Le aziende si stanno spostando sempre più verso il cloud, i cloud meeting e lo smart working, non come soluzione temporanea. Il lavoro da remoto compie concreti passi avanti, ad esempio con l’attuazione della firma digitale, anche in settori più tradizionali come quello finanziario assicurativo.

Per l’infrastruttura hardware e dei semiconduttori si apre una nuova fase: i player che riusciranno ad affrancarsi dovranno essere più veloci, più reattivi e più economici.

Infine, il comparto sanitario, non solo farmaceutico, ma in qualità anche di prevenzione e strutture ricettive.

Growth, value, momentum: quale stile?

Sebbene lo spread tra titoli growth e value si sia ampliato, creando qualche opportunità a favore dei secondi, i titoli growth sulla giusta strada del cambiamento si confermano per la casa d’investimento una buona scelta.

“Abbiamo apportato alcuni aggiustamenti alla nostra strategia per ridurre il momentum” ha concluso Eiswert, “ma ci siamo anche orientati verso opportunità value che non sono prezzate correttamente dal mercato. Una lezione importante che abbiamo appreso è che spesso i periodi di crisi creano potenti catalizzatori per il cambiamento“.

La necessità è la madre dell’invenzione e, in tempi di crisi, l’adozione di tecnologie intelligenti e il valore dell’innovazione vengono portate avanti”.

 

 

Domande frequenti su Video call e smart working, parole chiave della disruption

Qual è l'impatto della crisi legata al coronavirus sullo sviluppo tecnologico secondo l'articolo?

La crisi ha accelerato lo sviluppo tecnologico, in particolare nell'ambito delle comunicazioni da remoto, spingendo ad un'adozione più rapida di soluzioni che altrimenti avrebbero richiesto più tempo per maturare.

Quali sono i settori tecnologici che sembrano beneficiare maggiormente di questa 'disruption'?

L'articolo menziona specificamente il cloud (per i meeting), l'hardware e la prevenzione come settori in crescita grazie all'aumento dell'utilizzo di dispositivi e connessioni da remoto.

Come sono cambiate le abitudini di utilizzo di Facebook durante questo periodo?

Secondo David J. Eiswert di T. Rowe Price, la messaggistica totale su Facebook è aumentata di oltre il 50%, indicando un incremento significativo nell'uso di video e chiamate vocali.

Quali stili di investimento vengono menzionati nell'articolo?

L'articolo fa riferimento a tre stili di investimento: 'growth', 'value' e 'momentum', senza però approfondire quale sia il più adatto al contesto descritto.

Qual è il ruolo delle video call e dello smart working in questo contesto di 'disruption'?

Le video call e lo smart working sono presentati come 'parole chiave' della 'disruption', evidenziando la loro importanza nel colmare il vuoto creato dal distanziamento sociale e nel promuovere nuove modalità di lavoro e comunicazione.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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