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Pil Italia -9,1%: è great lockdown. Crisi come nel 1929

Pil Italia -9,1%: è great lockdown. Crisi come nel 1929

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

14 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il Pil globale si contrae del 3% nel 2020, ovvero del 6,3% in meno rispetto alle stime dello scorso gennaio

  • Con la pregnante espressione “grande chiusura”, l’Fmi mette in evidenza la “continua incertezza sulla durata e l’intensità dello shock”

  • Il Pil dell’eurozona calerà nel 2020 del 7,5%, con Germania e Francia che vivranno contrazioni rispettivamente del 7,0% e del 7,2%. La Spagna sarà al -8%, mentre il Regno Unito al -6,5%

  • Il 2021 dovrebbe essere l’anno della ripresa, con il Pil dell’area euro a +4,7%. La Germania crescerà del 5,2%, l’Italia del 4,8%, la Francia del 4,5%, la Spagna del 4,1%, il Regno Unito del 4%

Il Pil dell’Italia è solo uno dei numeri da incubo presenti nel World economic outlook dell’Fmi, essendo l’economia globale in pieno “great lockdown”. La peggiore crisi da 90 anni a questa parte

Nuovi anni Venti come i vecchi anni Trenta

Cicatrici durature saranno quelle che l’emergenza coronavirus infliggerà all’economia mondiale. E il nostro paese sarà fra quelli che soffriranno di più. Il Pil dell’Italia si contrarrà del 9,1% nel 2020, dice il Fmi (Fondo monetario internazionale) nell’ultimo World economic outlook della sua capoeconomista Gita Gopinath.

È però tutta l’economia mondiale a collassare, una caduta rispetto alla quale la crisi del 2008 è stata una bazzecola. Il Pil globale si contrae del 3% nel 2020, ovvero del 6,3% in meno rispetto alle stime dello scorso gennaio. Fra le economie del G7, l’Italia è purtroppo fanale di coda. Non solo: in Europa, peggio di noi farà solo la Grecia, per la quale la contrazione attesa del Pil è del 10%.

Dalla “great depression” al “great lockdown”: una crisi senza precedenti

Con la pregnante espressione great lockdown, “grande chiusura”, l’Fmi mette in evidenza la “continua incertezza sulla durata e l’intensità dello shock”. Incertezza che incombe sulla possibile ripresa del 2021: una ripresa “parziale con il livello del pil che resterà decisamente al di sotto del trend pre-virus”.  Non solo si tratta della recessione peggiore dalla grande depressione degli anni 1930 e decisamente peggio della crisi del 2008 (pil -0,1%). Assumendo che la pandemia svanisca nella seconda metà dell’anno, il Fondo prevede per il 2021 un pil in crescita del 5,8%. Ma avverte: “I rischi sulle prospettive sono al ribasso”.

Great lockdown: l’Italia, l’Europa, il Regno Unito. E la ripresa

L’economia italiana si contrarrà dunque quest’anno del 9,1%, dopo la sua crescita dello 0,3% nel 2019. Il Pil dell’eurozona calerà nel 2020 del 7,5%, con Germania e Francia che vivranno contrazioni rispettivamente del 7,0% e del 7,2%. La Spagna sarà al -8%, mentre il Regno Unito al -6,5%.

Il 2021 dovrebbe essere l’anno della ripresa, con il Pil dell’area euro a +4,7%. La Germania crescerà del 5,2%, l’Italia del 4,8%, la Francia del 4,5%, la Spagna del 4,1%, il Regno Unito del 4%.

“Nell’area euro, dove diversi paesi sono stati colpiti duramente” dal coronavirus, “un significativo sostegno europeo mirato a questi paesi dovrebbe essere complementare agli sforzi nazionali”. Detto questo, aiuti mirati aiuterebbero a far fronte alla comune necessità di finanziamento. La capoeconomista Gita Gopinath definisce la crisi attuale “uno shock comune molto forte e puramente esogeno”. In altre parole: riguarda tutti e non dipende da nessuno.

Disoccupazione da covid-19: Italia maglia nera in Europa

Il tasso di disoccupazione in Italia nel 2020 sale al 12,7% dal 10,0% del 2019. Nel 2021 sarà al 10,5%. Il 12,7% dell’Italia si confronta con il 10,4% si confronta con una media dell’area euro pari al 10,4% nel 2020 e all’8,9% nel 2021. Per la Francia l’Fmi prevede invece una disoccupazione in aumento dall’8,5% del 2019 al 10,4% sia nel 2020 sia nel 2021. La Spagna vedrà aumentare i disoccupati dal 14,1% dello scorso anno al 20,8% del 2020 e il 17,5% del prossimo anno. In Germania la disoccupazione salirà, ma di poco. Passerà infatti dal 3,2% del 2019 al 3,9% di quest’anno al 3,5% del prossimo. Disoccupazione a due cifre anche per Irlanda (12,1% nel 2020 e 7,9% nel 2021), Portogallo (13,9% quest’anno e 8,7% il prossimo), Grecia (22,3% nel 2020 e 19,0% nel 2021). Dramma che non risparmierà gli scandinavi, con la Svezia al 10,1% quest’anno e 8,9% il prossimo e la Norvegia al 13% nel 2020 e al 7,0% nel 2021.

Gli Usa, il resto del mondo, l’importanza del coordinamento

Il Pil americano calerà nel 2020 del 5,9% per poi crescere del 4,7% nel 2021. Si attende invece che il tasso di disoccupazione salga del 10,4% nel 2020 e scenda al 9,1% nel 2021. I dati che seguono riportano il pil per le maggiori economie mondiali. Fra parentesi sono riportate, per i paesi per cui è disponibile, le variazioni in punti percentuali rispetto alle stime di gennaio 2020. Il primo numero è relativo al 2019.

Il Fmi prevede un aumento significativo dei livelli debito, successivamente ci sarà una stabilizzazione del rapporto debito/Pil. Anche sulle previsioni del debito, così come su quelle dell’economia, c’è una però forte “incertezza. “La forza della ripresa dipende molto da quello che viene fatto ora, è importante che i governi diano sostegno alle famiglie e alle imprese per evitare bancarotte e una loro uscita dal mercato. Una volta che c’è la ripresa, per le economie avanzate sono essenziali stimoli, meglio se coordinati”, conclude Gita Gopinath.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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