Presidenziali Usa, lezione 4: parola d'ordine prudenza

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
16.10.2020
Tempo di lettura: 3'
Le presidenziali Usa in cinque settimane. Obiettivo, accompagnare l'investitore al 3 novembre facendo luce su uno dei temi chiave del 2020. Il tutto grazie alle analisi di Capital Group, condotte su più di 85 anni di dati. La quarta lezione? Durante l'anno delle elezioni gli investitori diventano più prudenti
“Prudenza” è una delle parole chiave contro l'incertezza di questo 2020. Che, sui mercati, si traduce con investitori più conservatori, che rifuggono dal mercato azionario per ripiegare su strumenti dal rischio più contenuto. Covid-19 a parte, sono le presidenziali Usa a spingere questo comportamento. Lo conferma Capital Group: “gli investitori vogliono minimizzare il rischio durante gli anni delle elezioni e aspettare il placarsi delle incertezze per rivisitare attività più rischiose come le azioni”. Attenzione però al market timing, che è “raramente una strategia di investimento vincente e può rappresentare un problema importante per i rendimenti del portafoglio”.

Presidenziali Usa, i flussi confermano la prudenza


Durante gli anni delle elezioni i flussi netti nei fondi del mercato monetario (uno dei veicoli di investimento a rischio più basso) sono generalmente maggiori rispetto a quelli verso i fondi azionari. Secondo le analisi di Morningstar dal 1992 al 2020, infatti, negli anni delle presidenziali gli investitori Usa hanno dedicato ai fondi del mercato monetario 176 miliardi di dollari contro i 76 in fondi azionari. Numeri che si invertono drasticamente l'anno successivo al voto, con 168 miliardi di dollari in fondi azionari contro i 36 in fondi del mercato monetario.


Ancora più prudenza nel 2020


Nel 2020, la tendenza conservatrice degli investitori Usa ha registrato un'accelerazione. “Fino al 31 luglio, i flussi netti del mercato monetario sono aumentati di 546 miliardi di dollari, mentre i flussi netti dei fondi azionari sono diminuiti di 36 miliardi di dollari”. E se è vero che la pandemia da Covid-19 e la conseguente recessione hanno giocato un ruolo centrale nel comportamento degli investitori, è anche vero che l'appuntamento del 3 novembre continua ad avere un peso importante sui mercati. A confermarlo, il fatto che “i fondi azionari hanno visto i maggiori flussi in uscita mensili nel mese di luglio [tre mesi prima delle elezioni, ndr], che significa che gli investitori stanno mantenendo una posizione conservatrice in vista delle elezioni”.

Prudenza sì, ma no all'eccesso di emozioni


Nella corsa alla sicurezza, però, le emozioni possono provocare effetti indesiderati. “Può essere difficile evitare i messaggi negativi sulla copertura elettorale ed è naturale permettere che la retorica delle campagne politiche ci renda emotivi”, afferma Capital Group. Tuttavia è importante non compiere passi azzardati se mossi dalla paura: il memorandum principale deve essere sempre quello di non allontanarsi dal proprio piano di investimento a lungo termine e di non consentire al pessimismo di prevaricare sulle proprie decisioni di partenza.

Le presidenziali Usa “più importanti della storia”


L'appuntamento del 3 novembre vedrà sfidarsi il presidente uscente, il repubblicano Donald Trump, 74 e lo sfidante democratico Joe Biden, 77. Da molti definite come “le elezioni più importanti della storia”, quelle del 2020 saranno di certo tra le presidenziali più particolari di sempre. E se secondo lo U.S. Elections Project più di 28 milioni di americani hanno già votato, il secondo (e ultimo) dibattito tra i candidati atteso per giovedì 22 ottobre potrebbe orientare i più indecisi. Se le elezioni dovessero tenersi ora, secondo i sondaggi del Wall Street Journal/NBC News, Biden vincerebbe con il 53% delle preferenze rispetto al 42% per Trump. Voto popolare a parte, però, ciò che tiene davvero col fiato sospeso sono i voti dei grandi elettori (proprio come accadde nel 2016).

Elefanti o asinelli, chi vincerà? E come prenderanno l'esito i mercati? La risposta, secondo Capital Group, al prossimo ed ultimo appuntamento.

 

Leggi anche le altre lezioni:

Presidenziali Usa, lezione 1: i mercati predicono il vincitore

Presidenziali Usa, lezione 2: rimanere investiti nell'azionario

Presidenziali Usa, lezione 3: non c'è solo la Casa Bianca

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