Sempre più bocche da sfamare: la Terra sopravviverà allo sforzo?

3 MIN

Con l’aumento della popolazione e le sfide climatiche risulta sempre più chiara la necessità di modificare la filiera alimentare, partendo dalla produzione, fino ad arrivare alla tavola

La Terra ha quasi 8 miliardi di abitanti, ma la prospettiva è che questo dato cresca fino a 10 miliardi entro il 2050, stando ai dati riportati dalle Nazioni Unite. Si tratta di un salto considerevole, che avrà un impatto diretto sulla produzione e il consumo di beni alimentari. Secondo le stime di BNP Paribas Asset Management, infatti, per soddisfare le esigenze future “la quantità di cibo che dovremo produrre raddoppierà. Non solo ci saranno più bocche da sfamare, ma le persone che accumulano più ricchezza tendono a consumare più calorie pro capite”. Il problema principale connesso a quest’ultimo punto è che le calorie addizionali provengono da proteine animali, la cui produzione è legata ad alte emissioni di gas effetto serra.

Così, il tema della sicurezza alimentare si sposta sempre di più in cima all’agenda, diventando un problema reale non solo più per gli ecologisti, ma anche per governi ed economisti visto il rischio cui si va in contro. Il nodo della questione è che le pratiche di approvvigionamento alimentare in atto non sono e non saranno abbastanza sostenibili nel lungo periodo. È quindi necessario iniziare una trasformazione su larga scala, che potrà offrire anche nuove opportunità di investimento.

Offerta alimentare non sostenibile

Sebbene a prima vista potrebbe non essere semplice collegare le emissioni di gas effetto serra con la produzione di alimenti, la realtà è molto diversa. Infatti, vi sono varie modalità attraverso cui la filiera alimentare sta facendo la sua parte nel peggioramento della situazione climatica, sia dal punto di vista della deforestazione che del sovra utilizzo di acqua, di fertilizzanti e di prodotti chimici. Inoltre, da non dimenticare è il fatto che i bovini da latte emettono naturalmente metano durante il loro processo di digestione.

Se l’obiettivo fosse davvero quello di aumentare la produzione di cibo di un altro 50% rispetto ai livelli attuali, la situazione non farebbe che peggiorare. La domanda da porsi è: il nostro pianeta sarebbe in grado di sopravvivere a tale sforzo?

Aumento dei rifiuti

Secondo le stime dello UN Environment Programme (UNEP), nel 2021, è stato sprecato il 17% della produzione alimentare globale. Si tratta di una quantità di cibo enorme, che avrebbe potuto alimentare altri due miliardi di persone.

Le sfide relative allo spreco alimentare risultano aperte: è necessario trovare soluzioni alternative per preservare al meglio i prodotti. Dei piccoli passi avanti sono già iniziati: si stanno sviluppando, ad esempio, imballaggi migliori, e si stanno iniziando a sfruttare alcuni ingredienti naturali che aiutano a prolungare la durata di conservazione, come l’acido lattico.

La maggiore consapevolezza parte dai consumatori

Esistono tuttavia sempre più modi attraverso cui anche i consumatori possono lottare direttamente contro lo spreco alimentare e limitare il proprio impatto sul pianeta. Essere consapevoli che esiste un legame molto forte tra cibo e problemi di sostenibilità più ampi è il primo step. Poi, però, è il turno di una serie di impegni pratici, tra cui passare a una alimentazione il più possibile plant-based, investire in una produzione più efficiente, con tecnologie di irrigazione e raccolta più sofisticate, oltre che con migliori imballaggi.

Inoltre, la digitalizzazione potrebbe essere di grande aiuto anche in questo ambito. Attraverso la tecnologia, infatti, i consumatori potrebbero informarsi in prima persona sull’origine e sull’impatto di quello che decidono di avere nel loro piatto. Questo dovrebbe aiutare a creare una sensibilizzazione sempre maggiore, convincendo i consumatori a diminuire, se non evitare, l’uso di carne e latticini. Una volta che questi cambieranno la propria mentalità, anche i produttori di alimenti saranno costretti ad agire e ad adattarsi.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Domande frequenti su Sempre più bocche da sfamare: la Terra sopravviverà allo sforzo?

Qual è la principale preoccupazione evidenziata nell'articolo riguardo alla crescita della popolazione mondiale?

La principale preoccupazione è l'impatto diretto sulla produzione e il consumo di beni alimentari. L'articolo sottolinea che la popolazione mondiale è in crescita e si prevede che raggiungerà i 10 miliardi entro il 2050, aumentando la pressione sulla produzione alimentare.

Quale stima è fornita da BNP Paribas Asset Management riguardo alla produzione alimentare futura?

BNP Paribas Asset Management stima che la quantità di cibo da produrre dovrà raddoppiare per soddisfare le esigenze future della popolazione mondiale in crescita. Questo dato evidenzia la necessità di un aumento significativo nella produzione alimentare.

Quali sono le aree di intervento per affrontare la sfida alimentare globale secondo l'articolo?

L'articolo menziona 'offerta alimentare non sostenibile', 'aumento dei rifiuti' e 'la maggiore consapevolezza parte dai consumatori' come aree chiave su cui intervenire. Questi elementi suggeriscono la necessità di un approccio multifattoriale per affrontare la sfida alimentare.

Qual è l'orizzonte temporale considerato per la crescita della popolazione mondiale?

L'articolo fa riferimento al 2050 come orizzonte temporale entro il quale si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà i 10 miliardi. Questo dato fornisce un quadro temporale per valutare l'urgenza della sfida alimentare.

In che modo l'articolo suggerisce che i consumatori possono contribuire a migliorare la situazione?

L'articolo indica che 'la maggiore consapevolezza parte dai consumatori', suggerendo che le scelte e i comportamenti dei consumatori giocano un ruolo cruciale. Questo implica che una maggiore consapevolezza e responsabilità da parte dei consumatori possono contribuire a ridurre gli sprechi e promuovere un consumo più sostenibile.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth