Quali sono i metalli industriali più richiesti per il net zero?

I metalli industriali rappresentano un’opportunità d’investimento fornita dalla transizione verde. Attenzione, però, ai rischi legati alle nuove tecnologie

Tra le opportunità di investimento per un futuro a zero emissioni nette, gli esperti di Capital Group hanno individuato i metalli industriali. Essi saranno necessari, infatti, per poter liberare il potenziale della tecnologia pulita. Quali? Litio, cobalto e nickel, ma anche rame e terre rare. “Tuttavia, sarà importante investire selettivamente” commentano gli esperti, “poiché esiste il rischio di una minore dipendenza da alcuni di questi e da altri materiali (ovvero il carbone) dovuta alle nuove tecnologie”.

La crescente domanda di litio per la mobilità sostenibile

Tra i metalli industriali in prima linea per una crescita futura vi è ad esempio il litio, impiegato nella produzione di batterie per i veicoli elettrici di ultima generazione. Dato il superamento della domanda rispetto all’attuale offerta, il 2021 si è chiuso con prezzi di riferimento del litio record, al 31 dicembre superiori del 429% rispetto allo stesso giorno dell’anno precedente, secondo i dati di Investing per il Lithium carbonate 99,5% min China spot. Considerato il ruolo di tale metallo nell’industria dei veicoli elettrici, chiave per l’elettrificazione della mobilità e per la decarbonizzazione, “il mercato del litio potrebbe passare da un valore di 3 miliardi di dollari nel 2020 a un valore di 40 miliardi di dollari nel 2030”, commentano Douglas Upton, Analista degli investimenti azionari e Steven Sperry, Responsabile prodotti di investimento della società.

Dal litio al rame per la realizzazione di pannelli solari

La crescita del mercato dei veicoli elettrici rappresenta un’opportunità non soltanto per i produttori automobilistici: per ottenere un’ampia diffusione degli ev, sarà infatti necessario migliorare le reti elettriche, costruire stazioni di rifornimento e favorire la sostenibilità delle filiere. Secondo i dati dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), entro il 2026 la capacità di generazione di elettricità da fonti rinnovabili potrebbe aumentare di circa il 60% rispetto ai livelli del 2020 fino a 4800 GW, l’equivalente della capacità energetica attuale derivante dai combustibili fossili e dal nucleare. In questo contesto, il rame è una materia prima chiave nella realizzazione di pannelli solari e sistemi eolici. “Se la capacità solare ed eolica dovesse crescere del 15% circa all’anno entro il 2030 e raggiungere il 25% dell’energia elettrica globale, la crescita della domanda annua di rame raggiungerebbe il 5% circa più avanti nel corso di questo decennio. E considerando le difficoltà legate alla costruzione di nuove miniere, una crescita simile causerebbe una forte scarsità di offerta”

Metalli industriali, una opportunità su cui essere selettivi

Da Capital Group, gli esperti ricordano che la domanda di metalli potrebbe creare un’opportunità per le società estrattive. È il caso ad esempio di BHP e Rio Tinto, rispettivamente la seconda e la terza società mineraria a livello mondiale, che hanno indicato pubblicamente il rame come una delle principali aree di crescita futura. A luglio 2021, inoltre, Rio Tinto ha investito oltre 2 miliardi di dollari in un progetto per la realizzazione di una nuova miniera di litio. “Vale inoltre la pena anche osservare società come Hochschild Mining, impegnate nella ricerca di alternative più pulite per produrre le terre rare” aggiungono gli esperti.
La selettività rimane, in ogni caso, importante per le scelte di portafoglio: esiste infatti il rischio che alcuni materiali possano essere sempre meno richiesti a causa delle nuove tecnologie. Un esempio? “Lo sviluppo della nuova tecnologia delle batterie per i veicoli elettrici potrebbe esporre nickel e cobalto al rischio di un progressivo abbandono e il litio a quello di un eccesso di offerta significativo, dovuto al maggiore riciclo” concludono Upton e Sperry.

 

Scopri di più sul tema Esg sul sito di Capital Group

di Giulia Bacelle

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su Quali sono i metalli industriali più richiesti per il net zero?

Quali metalli industriali sono considerati cruciali per raggiungere un futuro a zero emissioni nette secondo gli esperti di Capital Group?

Gli esperti di Capital Group identificano il litio, il cobalto, il nickel, il rame e le terre rare come metalli industriali essenziali per liberare il potenziale della tecnologia pulita. Questi materiali sono fondamentali per lo sviluppo di soluzioni a zero emissioni.

Qual è il ruolo del litio nel contesto della mobilità sostenibile e degli investimenti per il net zero?

Il litio è fondamentale per la mobilità sostenibile, essendo un componente chiave nelle batterie per veicoli elettrici. La sua crescente domanda lo rende un metallo industriale di particolare interesse per gli investimenti orientati al net zero.

Oltre al litio, quale altro metallo industriale è menzionato per la sua importanza nella realizzazione di pannelli solari?

Il rame è un altro metallo industriale di rilievo, citato specificamente per il suo impiego nella realizzazione di pannelli solari. La sua conduttività lo rende indispensabile per la produzione di energia solare.

Qual è il consiglio degli esperti di Capital Group riguardo agli investimenti in metalli industriali per il net zero?

Gli esperti di Capital Group sottolineano l'importanza di essere selettivi negli investimenti in metalli industriali per il net zero. Questo approccio è necessario per mitigare il rischio di una minore dipendenza da alcuni materiali nel lungo termine.

Quali sono le principali aree di applicazione dei metalli industriali menzionati per il futuro a zero emissioni nette?

I metalli industriali come litio, cobalto, nickel, rame e terre rare sono necessari per la mobilità sostenibile, la realizzazione di pannelli solari e, in generale, per liberare il potenziale della tecnologia pulita. Questi settori sono centrali nella transizione verso un'economia a zero emissioni.

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