In occasione del Janus Henderson Asia Investment Summit tenutosi ad aprile, il CEO Ali Dibadj ha approfondito, con Greg Wilensky (Head of US Fixed Income) e Denis Struc (Portfolio Manager del team Securitised), il comparto obbligazionario. I due esperti si sono concentrati sull’importanza della qualità del credito, del reddito duraturo, del posizionamento in termini di duration e dei vantaggi derivanti da una migliore comprensione degli asset cartolarizzati, come i CLO. In particolare, Greg Wilensky ha affrontato i temi macroeconomici e come questi influenzano il settore fixed income, mentre Denis Struc si è focalizzato maggiormente su come i CLO possano portare valore aggiunto nell’attuale contesto.
Contesto macro: volatilità elevata, ma differenze con il 2022
Greg Wilensky ha fatto un confronto con il 2022, a fronte di alcune evidenze che sembrano ricordare quell’anno, in particolare tensioni geopolitiche, inflazione e tassi in aumento. Tuttavia, “Il mercato del lavoro è molto più equilibrato rispetto a quello estremamente teso di allora, e anche il livello di partenza dei rendimenti, sia reali che nominali, è completamente differente”, ha osservato l’esperto.
Ciò nonostante, riallineamento geopolitico, cambiamento degli stili di vita e dei dati demografici e aumento del costo del capitale sono variabili che stanno già avendo un impatto significativo su incertezza e volatilità.
In tale scenario, l’esperto individua due aree di investimento ad alta convinzione: una più tattica, legata alla duration, e una più strutturale, legata al credito cartolarizzato di alta qualità (approfondito da Denis Struc).
Le tensioni legate all’Iran e il rialzo dei prezzi dell’energia hanno spinto al rialzo i rendimenti obbligazionari. Secondo Wilensky, il mercato ha già prezzato parte dello scenario negativo sui tassi, pertanto vede un punto d’ingresso più interessante sulla duration.
Infatti, “Abbiamo assistito a un aumento dei tassi a seguito degli eventi in Iran e dell’incremento dei prezzi dell’energia. Analizzando questi movimenti, siamo rimasti sorpresi nel vedere che una parte significativa dell’aumento è stata determinata dai rendimenti reali”, ha affermato l’esperto. Secondo lui, i rendimenti potrebbero essere saliti troppo, considerando che lo shock energetico potrebbe anche indebolire la crescita. Per questo, oggi individua un’opportunità per aumentare selettivamente l’esposizione alla duration.
La seconda idea, di natura più strutturale, fa riferimento al credito cartolarizzato. “Stiamo trovando opportunità per ottenere rendimenti interessanti aumentando la qualità creditizia del portafoglio, rispetto ad alcune alternative nel credito corporate, senza incrementare eccessivamente la volatilità”, ha osservato.
CLO: miti da sfatare e potenziale
Denis Struc si è concentrato principalmente sul mercato CLO, dopo una premessa: “Bisogna accettare che il livello di incertezza rimarrà elevato e mantenere la disciplina sulle fonti di rendimento del portafoglio”.
La sua riflessione è partita da un aspetto importante: “Una componente molto importante della performance è rappresentata dal reddito generato dagli investimenti. È proprio questo reddito che aiuta a compensare la volatilità. Bisogna quindi capire chiaramente quali classi di attivo offrono determinati rendimenti e assicurarsi che queste fonti di reddito rimangano stabili durante tutto l’anno”.
L’esperto ha quindi affrontato il comparto CLO, sottolineando come possa rivelarsi strategico nell’attuale contesto di incertezza.
“Se non si è sicuri dell’evoluzione futura dei tassi o dell’inflazione, una buona soluzione è destinare una parte del portafoglio a strumenti che possono beneficiare di un aumento dei tassi. Infatti, quando i tassi salgono, aumenta anche il reddito prodotto dagli strumenti a tasso variabile”, ha affermato.
Non solo: secondo l’esperto ci sono dei pregiudizi comuni sui CLO da sfatare. Il primo è che i CLO sono l’asset class responsabile della crisi finanziaria del 2008, il secondo è che offrano rendimenti superiori perché poco liquidi.
In realtà, da una parte i CLO senior hanno registrato un tasso di default pari a zero nella loro intera storia trentennale. Dall’altra “Sebbene il mercato degli ETF CLO rappresenti ancora una quota relativamente piccola del mercato complessivo, soprattutto in Europa, negli Stati Uniti la crescita è stata molto significativa. Questo ha permesso agli investitori di comprendere meglio la reale liquidità di questi strumenti, ampliandone l’attrattiva”.
In conclusione
Denis Struc ha concluso con una considerazione sull’approccio ritenuto strategico nei confronti del mercato obbligazionario: “Per noi il posizionamento più importante consiste nello scegliere i gestori giusti: professionisti con una filosofia di investimento consolidata, che comprendano pienamente i rischi e siano in grado di spiegarli chiaramente”. E ha aggiunto: “Per questo crediamo che le strategie attive possano sovraperformare: scegliendo gestori capaci di affrontare la volatilità e limitare il rischio specifico, che alla fine è quello che genera i default”.

