Mercato azionario: tre temi per il secondo semestre 2026

Mercato azionario: tre temi per il secondo semestre 2026

Nonostante le tensioni globali, dall’inizio del 2026 i mercati azionari hanno raggiunto nuovi massimi. L’AI guida la crescita, ma le opportunità non sono ascrivibili al solo settore dell’intelligenza artificiale: l’analisi di Capital Group

I gestori di portafoglio azionario di Capital GroupChris Buchbinder, Mark Casey, Rob Lovelace e Steve Watson – analizzano il mercato azionario, sostenuto dal rally degli utili societari, e le prospettive per la seconda metà del 2026. In particolare, evidenziano come non siano solo l’intelligenza artificiale e le Magnificent Seven a dover essere tenute sotto osservazione. Settori come quello bancario e quello sanitario, infatti, beneficiano rispettivamente dell’attuale contesto di tassi più elevati e dell’innovazione. Anche il settore energetico resta al centro dell’attenzione, in un quadro ancora influenzato dalle variabili geopolitiche e dall’evoluzione dei prezzi delle materie prime.

Inoltre, ampliare lo sguardo oltre lo sviluppo dell’intelligenza artificiale statunitense può permettere di cogliere opportunità in altri mercati, per esempio in quelli emergenti, dove le stime sugli utili indicano una crescita del 49,2% entro la fine dell’anno.

“Quando guardo al mercato in prospettiva, l’elemento chiave è questo sostegno rappresentato dalla solidità degli utili societari”, afferma Rob Lovelace. “Questa crescita è evidente da tre anni e non sembra destinata a rallentare”.

Gli esperti si focalizzano su tre temi per l’azionario nel secondo semestre 2026: intelligenza artificiale, che continua a essere protagonista, opportunità geografiche oltre gli Stati Uniti ed economia reale.

1. L’intelligenza artificiale continua a correre

Cinque hyperscaler – Amazon, Alphabet, Meta, Microsoft e Oracle – si sono impegnati a investire quest’anno 650 miliardi di dollari nei data center. “Questi investimenti sono guidati da alcune delle società più redditizie che il mondo abbia mai visto”, afferma Mark Casey. “Finché la tecnologia continuerà a progredire, mi aspetto che continueranno a investire”.

Gli investimenti globali nelle infrastrutture e nei prodotti legati all’AI potrebbero raggiungere i 30 mila miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, superando il boom industriale cinese dei primi anni Duemila.

L’ingente spesa in AI si è tradotta in una forte crescita per i produttori di semiconduttori avanzati – come NVIDIA e Broadcom – per le fonderie di semiconduttori – come TSMC – e per società attive nelle reti – come Cisco Systems.

La portata dello sviluppo infrastrutturale lascia pensare che l’epicentro della domanda possa spostarsi tra diversi fornitori di hardware: “Investire in modo selettivo è fondamentale”, osserva Casey.

2. Oltre le “Magnificent Seven” statunitensi

Gli esperti invitano ad ampliare lo sguardo oltre le “Magnificent Seven” originarie degli Stati Uniti: per esempio parlano di “Emergent Seven” per indicare le sette leader tecnologiche dei mercati emergenti – TSMC, Samsung Electronics, SK hynix, MediaTek, Delta Electronics, Tencent e Alibaba.

“Oggi molti leader globali nei rispettivi settori si trovano al di fuori degli Stati Uniti”, sostiene Steve Watson.

Queste sette società tecnologiche e di piattaforma sono le maggiori per capitalizzazione di mercato all’interno dell’indice MSCI Emerging Markets e rappresentano il 33% dell’indice. In generale, hanno capitalizzazioni di mercato più contenute e valutazioni più basse rispetto a molte delle loro omologhe statunitensi. Gli investitori concentrati sulle azioni statunitensi potrebbero quindi non cogliere appieno la portata di queste opportunità.

3. Oltre l’AI: il ruolo dell’economia reale

L’intelligenza artificiale non può svilupparsi senza infrastrutture fisiche. La costruzione di data center richiede acciaio, rame, servizi di costruzione pesante, sistemi di raffreddamento, apparecchiature per la generazione di energia e reti elettriche sempre più potenti. In questo contesto, alcune società industriali stanno beneficiando direttamente della domanda generata dall’espansione dell’ecosistema AI. È il caso, per esempio, di Caterpillar, le cui vendite nella divisione costruzioni sono aumentate del 38% nel primo trimestre. La società ha inoltre registrato un portafoglio ordini di 62,7 miliardi di dollari per apparecchiature destinate alla generazione di energia.

Chris Buchbinder guarda con interesse alle società cosiddette “pale e picconi”, espressione che richiama le aziende che forniscono strumenti, componenti e infrastrutture indispensabili allo sviluppo di un settore. Nel caso dell’AI, si tratta sia della filiera dei semiconduttori sia degli sviluppatori di infrastrutture.

Ma ci si riferisce solo a società collegate alla costruzione dell’infrastruttura tecnologica. Secondo Buchbinder, possono risultare interessanti anche aziende meno esposte al rischio di essere rivoluzionate dall’intelligenza artificiale. “Pensiamo, per esempio, a Royal Caribbean. Non vedo l’intelligenza artificiale sostituire le navi da crociera”, osserva.

Infine, in una fase in cui i rischi di mercato restano elevati, Capital Group richiama l’attenzione anche su alcune società dell’economia reale capaci di generare reddito e distribuire dividendi. Molte aziende farmaceutiche, per esempio, dispongono di solidi flussi di cassa, che consentono di remunerare gli azionisti e al tempo stesso rafforzare le pipeline attraverso acquisizioni mirate.

In tal senso, gli esperti sottolineano l’importanza della diversificazione, di cui la volatilità legata alle tensioni geopolitiche rappresenta un promemoria.

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.