Più 26% da inizio anno per lo statunitense Standard & Poor’s 500. Quasi il 6% per lo STOXX Europe 600. Oltre il 15% per l’indice cinese Hang Seng. Sono questi i valori che riflettono la performance positiva raggiunta dai principali indici azionari globali da inizio anno a circa un mese dalla chiusura del 2024.
Man mano che l’anno venturo si avvicina, però, alcuni dubbi sono leciti per gli investitori: l’equity continuerà il suo rally sulla cresta dell’intelligenza artificiale? I rendimenti del mercato azionario potranno ampliarsi ulteriormente? Che conseguenze provocherà la seconda presidenza Trump e il potenziale cambiamento nella politica commerciale Usa? Sono questi alcuni dei 4 temi da monitorare nell’ambito delle azioni globali secondo Matthew Benkendorf, Chief investment officer quality growth, portfolio manager di Vontobel Institutional Clients. Vediamoli più nel dettaglio.
Mercati 2025, 4 temi da monitorare secondo Vontobel IC
1. I consumi americani continueranno a crescere?
I risparmi accumulati durante il Covid dai cittadini americani sono ormai prossimi allo zero? La risposta sembrerebbe essere sì. Un fatto che secondo gli esperti di Vontobel IC potrebbe modificare alcune dinamiche viste nel biennio 2023-2024, quando i consumi Usa hanno fatto da traino alla crescita economica globale. Nel prossimo futuro, infatti, i consumi statunitensi potrebbero non essere più trainati dai tesoretti privati accantonati tra il 2020 e il 2021 grazie agli stimoli fiscali elargiti dal governo, ma essere legati a doppio filo all’andamento del mercato del lavoro.
“Sebbene questo stia mostrando segnali di raffreddamento, non si è ancora tradotto in un aumento significativo della disoccupazione” spiega Benkendorf. “Una delle ragioni principali è lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro che ha caratterizzato il periodo post Covid. Tuttavia, sotto la pressione di una politica monetaria più stringente, il numero di offerte di lavoro è diminuito costantemente rispetto al picco raggiunto a inizio 2022, raggiungendo un equilibrio con l’offerta di lavoro disponibile” e tornando verso i livelli pre pandemia. Cosa aspettarsi, quindi? “Un’ulteriore riduzione delle offerte di lavoro potrebbe avere un impatto più marcato sul tasso di disoccupazione. Il quale influenzerebbe a sua volta negativamente la spesa dei consumatori”.
2. Dove guardare oltre le Magnifiche 7?
Nel 2024, quasi la metà dei rendimenti dell’S&P 500 è stata registrata grazie alla performance delle cosiddette Magnifiche 7, trainata in gran parte dal boom dell’intelligenza artificiale. Ma questo rally potrà proseguire anche nel 2024? Per gli esperti di Vontobel IC, affinché ciò avvenga i rendimenti azionari dovrebbero trainati da ben più società rispetto allo stato attuale, dinamica a sua volta conseguenza di uno scenario economico favorevole. La corsa delle Magnifiche 7, invece, potrebbe essere rallentata in futuro dall’incertezza circa i dubbi sui rendimenti sui capitali investiti e sul potere di determinazione dei primi prodotti realizzati con intelligenza artificiale.
Ma dove guardare, al di là delle Magnifiche 7? “La concentrazione del mercato ha creato opportunità in settori sottovalutati dagli investitori orientati al momentum, come i beni di consumo, la sanità e certe industrie” precisa Benkendorf. “In un contesto di maggiore razionalità, ci aspettiamo che aziende di alta qualità con un potenziale di crescita strutturale nei settori difensivi possano trarne beneficio”.
3. Che conseguenze avranno i dazi annunciati da Trump?
Preoccupazione o ottimismo? Sono questi i due sentimenti provocati negli investitori dall’“onda rossa” che ha travolto gli Stati Uniti. Infatti, se da una parte la deregolamentazione e i tagli alle tasse sono generalmente considerati elementi di stimolo all’economia, dall’altra i dazi potrebbero influenzare negativamente il commercio globale e la crescita economica internazionale.
“Riteniamo che le aziende con posizioni competitive dominanti e un forte potere di determinazione dei prezzi possano generalmente navigare attraverso diversi scenari conseguenti all’inasprimento delle tariffe doganali” prosegue l’esperto di Vontobel IC. “Abbiamo osservato come queste imprese siano riuscite a far fronte alle sfide durante il recente periodo inflazionistico. Tuttavia, in casi specifici è rilevante considerare se un dazio viene applicato su beni che hanno alternative prodotte a livello nazionale. In tali circostanze, i produttori statunitensi potrebbero trarne vantaggio a scapito dei concorrenti stranieri soggetti a dazi più elevati”.
4. Quali le opportunità nei mercati emergenti?
“Con la rielezione di Trump e una vittoria netta nelle elezioni, si prevede uno scenario economico più inflazionistico a causa dei tagli fiscali e dei dazi più elevati, che porteranno ad aspettative di tassi di interesse maggiori” aggiunge Benkendorf. “Ciò suggerisce che la Federal Reserve statunitense e le principali banche centrali dei mercati emergenti adotteranno un approccio più cauto nei tagli dei tassi, creando potenziali venti contrari. Tuttavia, esistono opportunità selettive che sottolineano l’importanza della scelta dei titoli”. Dove guardare, quindi? Ecco qualche appunto sui mercati emergenti:
- Cina: l’inasprimento protezionistico nei confronti dei beni importati dal Dragone annunciato da Trump potrebbe rallentare o inibire le possibilità circa l’introduzione di nuovi stimoli economici da parte del governo cinese. In questo scenario di attesa, “i settori dei beni di consumo e di internet mostrano valutazioni ancora favorevoli”;
- Sud est asiatico: “la tendenza alla diversificazione delle catene di approvvigionamento lontano dalla Cina probabilmente continuerà con politiche commerciali più aggressive. Paesi come Vietnam e Malesia continueranno a beneficiare di questa dinamica, seguiti, in misura minore, dall’Indonesia”;
- India: “nonostante le valutazioni elevate nei settori immobiliare e industriale, che hanno beneficiato delle politiche di sviluppo infrastrutturale, esistono opportunità interessanti in comparti come finanza, beni di consumo e sanità”;
- America Latina: in Brasile, “le aziende che beneficiano di una crescita strutturale dei consumi, come quelle dell’e-commerce, del fintech e delle farmacie al dettaglio, offrono opportunità”, mentre in Messico “sembrano essere ben posizionate per crescere le aziende difensive”.
In conclusione
Anche in vista di futuri momenti di incertezza, Benkendorf sottolinea come “i nostri principi guida rimarranno i medesimi: investire in società di qualità dalla crescita prevedibile degli utili e scambiate a valutazioni attrattive”.

