Warsh alla Fed: quale rotta per i tassi nel 2026?

Warsh alla Fed: quale rotta per i tassi nel 2026?

Kevin Warsh, ex governatore della Federal Reserve, è stato indicato dal presidente Donald Trump come nuovo presidente della banca centrale americana. Gli esperti di Capital Group analizzano quali potrebbero essere le prime scelte del successore di Jerome Powell e i possibili effetti su economia e mercati

Il presidente Donald Trump ha identificato in Kevin Warsh la persona alla guida della Federal Reserve. Il cambio al vertice arriva in una fase delicata: la crescita degli Stati Uniti resta resiliente, ma il mercato del lavoro mostra segnali di tensione e l’inflazione rimane sopra l’obiettivo della Fed. In questo contesto, la domanda chiave è quanto e con quale ritmo la banca centrale potrà proseguire nel percorso di riduzione dei tassi.

A offrire una lettura sono due gestori obbligazionari di Capital Group, Ritchie Tuazon e Pramod Atluri, entrambi fixed income portfolio manager.

Le prossime mosse in un’economia “in bilico”

Secondo Atluri, al momento esiste un punto di contatto tra Casa Bianca e banca centrale: “In questa fase entrambi vogliono sostenere il mercato del lavoro”. Questo, nelle intenzioni, ridurrebbe il rischio che le decisioni sui tassi siano dettate più dalla politica che dai fondamentali.

Tuazon si aspetta un’impostazione tendenzialmente accomodante: “È probabile una Fed più colomba che falco”. Ma il sentiero, sottolineano entrambi, resterà data-dependent: occupazione e inflazione continueranno a essere determinanti. Sul fronte delle aspettative, inoltre, i mercati continuano a prezzare tassi intorno al 3% entro dicembre 2026.

Inoltre, una diminuzione dell’inflazione potrebbe portare la Fed a valutare ulteriori tagli per evitare un irrigidimento “automatico” delle condizioni finanziarie: a inflazione più bassa, a parità di tassi nominali, aumentano i tassi reali e la politica monetaria diventa di fatto più restrittiva.

Quanto al profilo di Warsh, di recente si è espresso a favore di tassi più bassi, sostenendo che l’economia può crescere senza riaccendere l’inflazione. In passato, però, è stato percepito come più “falco”, soprattutto durante la crisi finanziaria globale: un elemento che alimenta l’incertezza sull’equilibrio finale della sua presidenza.

Non solo Fed Funds: gli strumenti per abbassare i tassi

Oltre al tasso overnight dei Fed Funds, la Fed dispone di strumenti più incisivi, come il quantitative easing (QE), utilizzato più volte dal 2008 per comprimere i rendimenti a lungo termine.

Tuazon ipotizza che, in caso di rialzo marcato dei rendimenti, la banca centrale potrebbe valutare interventi sulla curva: “Se il Treasury decennale salisse oltre il 5% e restasse su quei livelli abbastanza a lungo da minacciare le condizioni di finanziamento, un’azione per influenzare la yield curve potrebbe entrare nel dibattito”.

Sul fronte governativo, esistono ulteriori leve: gli acquisti da parte di Fannie Mae e Freddie Mac (200 miliardi di dollari di attivi ipotecari) mirano a favorire un calo dei tassi sui mutui. Se l’effetto risultasse insufficiente, potrebbero essere valutati interventi aggiuntivi sui costi del credito immobiliare, dall’aggiustamento dei premi dell’assicurazione sui mutui alle commissioni di garanzia, oltre a ulteriori acquisti degli enti.

Un altro canale è il Tesoro: ridurre le emissioni sul tratto lungo della curva o ampliare i programmi di riacquisto di Treasury potrebbe contribuire a moderare la pressione sui rendimenti.

Indipendenza della Fed: il “termometro” dei mercati

Per gli investitori, l’indipendenza della Fed rimane un punto non negoziabile. Come ricorda Atluri, una politica monetaria percepita come inappropriata può avere conseguenze severe, “dall’iperinflazione al crollo della valuta”.

Le preoccupazioni sull’autonomia della banca centrale sono tornate d’attualità anche per via delle pressioni politiche emerse nelle ultime settimane, tra cui il dibattito su un possibile licenziamento della governatrice Lisa Cook. In ogni caso, Tuazon e Atluri ritengono bassa la probabilità di una “presa di controllo” politica ampia: il nuovo presidente, verosimilmente, avrà interesse a preservare reputazione e credibilità dell’istituzione.

Ma, alla fine, il giudice più rapido sarà il mercato: se la Fed desse l’impressione di deviare dal proprio mandato, l’aggiustamento potrebbe manifestarsi in maggiore volatilità, soprattutto sul tratto lungo della curva e sugli asset più sensibili ai tassi.

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Domande frequenti su Warsh alla Fed: quale rotta per i tassi nel 2026?

Qual è la principale preoccupazione della Federal Reserve riguardo all'economia statunitense attuale?

La Federal Reserve è preoccupata perché, nonostante la crescita resiliente, il mercato del lavoro mostra segnali di tensione e l'inflazione rimane al di sopra del suo obiettivo. Questo crea un contesto economico 'in bilico'.

Chi è stato identificato da Donald Trump per guidare la Federal Reserve e in quale contesto?

Donald Trump ha identificato Kevin Warsh come potenziale successore alla guida della Federal Reserve. Questo cambio al vertice avverrebbe in una fase economica delicata per gli Stati Uniti.

Qual è la domanda chiave che la Federal Reserve deve affrontare riguardo alla politica dei tassi?

La domanda chiave è quanto e con quale ritmo la Federal Reserve potrà proseguire nel percorso di riduzione dei tassi di interesse. La decisione dipenderà dall'evoluzione dei dati economici.

Oltre ai Fed Funds, quali altri strumenti potrebbero essere utilizzati per abbassare i tassi?

L'articolo menziona che esistono altri strumenti oltre ai Fed Funds che la banca centrale può impiegare per attuare una politica di abbassamento dei tassi. Questi strumenti verranno analizzati da gestori obbligazionari.

Come viene descritta la relazione tra l'indipendenza della Fed e i mercati finanziari?

L'indipendenza della Federal Reserve è vista come un 'termometro' dei mercati, suggerendo che le decisioni della Fed influenzano e sono a loro volta osservate attentamente dai mercati finanziari. Questo indica una forte interconnessione.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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