Economia Usa, in equilibrio tra il peso dei dazi e la spinta dell’AI

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Primo piano degli occhi e di parte del volto di Benjamin Franklin da una banconota da 100 dollari USA, che mostra le linee e i motivi dettagliati del disegno della banconota.

Le tensioni commerciali e le prospettive di un ciclo economico in transizione hanno incrinato la solidità dell’economia americana: basterà l’incremento della produttività alimentato dall’AI a tenere lo Zio Sam in equilibrio? Il punto di Capital Group


Gli Stati Uniti si trovano in un passaggio delicato del ciclo economico. dazi commerciali hanno iniziato a incidere sulle assunzioni e sulla spesa delle famiglie, alimentando dubbi sulla tenuta dell’economia. Eppure, la forza dell’intelligenza artificiale sta generando un’ondata di produttività senza precedenti, capace di compensare le crepe e aprire scenari di crescita strutturale. Il dibattito si concentra su una domanda cruciale: riuscirà l’AI a riempire i vuoti lasciati dalle tensioni commerciali? Ce ne parla Jared Franz, Partner and U.S. Economist di Capital Group.

Perché l’AI non è una nuova dot-com

Negli ultimi anni, le grandi società tecnologiche hanno destinato centinaia di miliardi di dollari all’intelligenza artificiale, puntando soprattutto sui data center. Questo flusso ha favorito i comparti collegati, con effetti visibili in Borsa: Modine Manufacturing è salita del 22,1% dall’inizio dell’anno e Constellation Energy del 41,5% grazie agli accordi con Meta e Microsoft.

Il paragone con la bolla delle dot-com è inevitabile, ma lo scenario è diverso. “Non escluderei un inverno dell’AI, ma oggi le aziende hanno bilanci solidi, liquidità abbondante e utili robusti” – sottolinea Franz – “il che riduce il rischio di un collasso generalizzato”.

Secondo l’economista, la sfida non è soltanto tecnologica: è la capacità di trasformare i dati in valore a determinare i veri vincitori. Così come Cisco aprì la strada a colossi come Netflix, Amazon e Google, “anche l’attuale ciclo di investimenti in AI potrebbe dare origine a una nuova generazione di imprese destinate a prosperare”.

La produttività americana entra in una fase eccezionale

Le grandi rivoluzioni tecnologiche hanno sempre richiesto tempo per produrre effetti tangibili, ma con l’intelligenza artificiale l’impatto è già evidente. “Credo che l’AI abbia introdotto una nuova era di produttività eccezionale” – osserva Franz – “permettendo alle imprese di mantenere i margini anche a fronte dell’aumento dei costi”.

Secondo l’economista, la produttività statunitense potrebbe quasi raddoppiare fino al 4% annuo nei prossimi cinque anni, sostenendo il PIL e contribuendo a moderare l’inflazione. Restano alcuni colli di bottiglia che potrebbero limitarne il pieno potenziale, ma il crollo dei costi di implementazione dei grandi modelli linguistici – già ridotti del 90% rispetto a due anni fa – indica che lo spazio per ulteriori miglioramenti è concreto.

L’AI elimina posti di lavoro, ma ne crea di più

L’intelligenza artificiale sta già incidendo sul mercato del lavoro. I licenziamenti si concentrano nelle società tecnologiche che hanno sovraassunto durante la pandemia, mentre cresce la domanda di ricercatori e sviluppatori AI.

La storia suggerisce un saldo positivo: tra il 1970 e il 2015 il personal computer eliminò 3,5 milioni di posti, ma ne creò 19,3 milioni. “Con l’AI accadrà lo stesso” – osserva Franz – “perché consente ai lavoratori di spostarsi verso attività a maggior valore.

Il quadro resta influenzato dalle ricadute dei dazi commerciali, che hanno provocato licenziamenti e blocchi nelle assunzioni. Tuttavia, secondo l’economista di Capital Group, non emergono ancora segnali di sofferenza diffusa.

Rallentamento sì, ma non una recessione

Inflazione in rialzo, occupazione in frenata e PIL in calo hanno alimentato i timori di un peggioramento congiunturale. “Questi segnali – conclude Franz – indicano un rallentamento di metà ciclo, non l’inizio di una recessione. I rischi sono reali, soprattutto per l’effetto dei dazi e le valutazioni elevate dei mercati azionari ma non vedo i presupposti per una contrazione generalizzata”.

A bilanciare le criticità restano i venti favorevoli dell’AI, che continuano a stimolare investimenti e innovazione. Anche gli utili societari hanno mostrato resilienza, con diverse aziende che registrano consumi solidi, in particolare tra la clientela a più alto reddito. “A ciò si aggiunge la possibilità che la Federal Reserve riprenda i tagli dei tassi, riducendo i costi di finanziamento e contribuendo a stabilizzare il ciclo economico”.

di Antonio Murtas

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Ha scritto per We Wealth di private insurance, asset management, private banking e private markets.

Domande frequenti su Economia Usa, in equilibrio tra il peso dei dazi e la spinta dell’AI

Qual è l'impatto dei dazi sull'economia statunitense secondo l'articolo?

I dazi commerciali stanno avendo un impatto negativo sull'economia statunitense, incidendo sulle assunzioni e sulla spesa delle famiglie. Questo ha generato preoccupazioni sulla stabilità economica complessiva del paese.

In che modo l'intelligenza artificiale (AI) sta influenzando la produttività negli Stati Uniti?

L'AI sta generando un'ondata di produttività senza precedenti negli Stati Uniti. Questa spinta produttiva ha il potenziale per compensare le debolezze economiche causate da altri fattori, come i dazi.

L'articolo prevede una recessione economica negli Stati Uniti?

L'articolo indica un rallentamento economico, ma non prevede una recessione. La forza dell'AI potrebbe essere sufficiente a prevenire una contrazione economica significativa.

Qual è il principale interrogativo riguardo all'impatto dell'AI sull'economia statunitense?

La domanda cruciale è se l'AI sarà in grado di colmare le lacune create dalle tensioni economiche, come quelle causate dai dazi. Il successo dell'AI nel compensare questi effetti determinerà la traiettoria economica futura.

L'articolo suggerisce che l'AI creerà più posti di lavoro di quanti ne eliminerà?

Sì, l'articolo afferma che l'AI eliminerà posti di lavoro, ma ne creerà di più. Questo suggerisce un cambiamento nella natura del lavoro piuttosto che una perdita netta di posti di lavoro.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

L’economia statunitense continua a mostrare segnali contrastanti. Scopri quali opportunità indicano e quali rischi si celano dietro di essi

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