Consulenza: cos’è l’illusione monetaria e come contrastarla

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L’illusione del denaro è un fenomeno cognitivo che può distorcere la percezione della ricchezza, spingendo risparmiatori e investitori a prendere scelte finanziarie irrazionali, soprattutto nei momenti di forte inflazione. Gli esperti di Janus Henderson Investors ci spiegano come riconoscerla e come batterla

Nel contesto finanziario odierno, caratterizzato da un’inflazione persistente, è fondamentale comprendere e affrontare l’illusione del denaro, un fenomeno cognitivo che può distorcere la percezione della ricchezza. Con il livello dei prezzi e i tassi di interesse destinati a rimanere elevati ancora a lungo, dedicare tempo a spiegare come essa si crea, come può  influenzare negativamente i comportamenti degli investitori e come può essere contrastata è cruciale tanto per loro quanto per i professionisti che li assistono. Ne parliamo con Ben Rizzuto, Wealth Strategist di Janus Henderson Investors.

La teoria di Keynes

Ma cosa si intende per illusione monetaria? “La teoria dell’illusione monetaria” spiega Rizzuto “è stata sviluppata da John Maynard Keynes e successivamente approfondita da Irving Fisher negli anni ’20 del secolo scorso. Secondo il celebre macroeconomista, le persone tendono a considerare la loro ricchezza in termini nominali piuttosto che reali, sottovalutando così l’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione. Questo fenomeno è ampiamente diffuso, ma è particolarmente percepito nei periodi di elevata inflazione, come quello attuale, quando gli investitori reagiscono con maggiore emotività alla perdita di valore del loro denaro”. 

L’aumento dei prezzi al consumo, percepito quotidianamente al distributore di benzina o al supermercato, induce spesso decisioni finanziarie impulsive e a breve termine. Ad esempio, un investitore razionale potrebbe cercare di proteggere il proprio capitale investendo in beni che tendono a crescere più velocemente dell’inflazione, come azioni, materie prime o immobili. “Al contrario, un investitore che cade preda dell’illusione monetaria potrebbe aumentare le proprie riserve di liquidità, ignorando il fatto che il denaro fermo perde continuamente valore”.

Perché si fa fatica a percepire l’inflazione?

Irving Fisher, nel suo libro “The Money Illusion” del 1928, racconta di una negoziante tedesca degli anni ’20, che credeva di fare profitto vendendo camicie a un prezzo superiore a quello di acquisto. Tuttavia, a causa dell’inflazione, il suo potere d’acquisto era in realtà diminuito e quello della commerciante è un caso studio che illustra come le persone tendano a valutare la loro ricchezza in termini nominali, ignorando gli effetti dell’inflazione. “In parole più semplici – commenta Rizzuto – le persone credono erroneamente che il valore dei loro marchi, euro o dollari, sia costante”. Ma non è tutto: la distorsione non riguarda solamente l’accumulo di liquidità: ricerche più recenti, come quella di Fabio Braggion dell’Università di Tilburg, hanno mostrato inoltre che durante l’iperinflazione degli anni ’20 in Germania, un aumento dell’1% dell’inflazione portava a una diminuzione del 3% dei saldi azionari, a riprova che l’illusione monetaria può indurre comportamenti irrazionali anche in coloro che investono nei mercati finanziari.

Il parallelo col passato

La situazione economica odierna è tuttavia lontana dall’iperinflazione della repubblica di Weimar e la negoziante tedesca degli anni’20 non rappresenta l’investitore tipo nel 2024. “Tuttavia” commenta Rizzuto “continuiamo a vedere gli investitori di tutto il mondo prendere decisioni irrazionali quando l’inflazione aumenta. In effetti, l’inflazione o la paura dell’inflazione possono spingere gli investitori a fare probabilmente una delle cose peggiori per i loro portafogli: conservare la liquidità”.

Molti investitori, infatti, preferiscono detenere strumenti liquidi per paura dell’inflazione, nonostante i tassi di interesse sui mercati monetari siano cresciuti, offrendo rendimenti nominali del 5%. Tuttavia, con un’inflazione annuale del 3,5%, il rendimento reale si riduce a circa l’1,5%, erodendo il potere d’acquisto degli investitori.

“Tutto ciò evidenzia quanto sia importante educare gli investitori sull’inflazione, sui tassi di crescita nominali e reali e su come questi fattori possano dare loro un falso senso di sicurezza”, osserva l’esperto di Janus Henderson Investors”. “Inoltre, anche se gli investitori possono godere della sicurezza “nominale” di rendimenti del mercato monetario del 5%, ciò potrebbe non essere utile per i loro obiettivi a lungo termine”. Ipotizzando il classico portafoglio 60/40 (60% azioni e 40% obbligazioni), infatti, nello stesso periodo esso avrebbe generato un rendimento annuo del 18,6% (15,1% in termini reali). Questo confronto, nel contesto di una corretta allocazione degli asset e valutazione della tolleranza al rischio, evidenzia i rischi di lasciare asset in fondi del mercato monetario a basso rendimento mentre i mercati finanziari crescono.

Come combattere l’illusione del denaro

Messo a fuoco il problema dell’illusione del denaro e avendo capito quali effetti produci sui comportamenti degli investitori e sui loro portafogli, occorre capire come contrastarla. Per aiutare i clienti a evitare l’illusione del denaro è utile offrire esempi concreti e personalizzati. Un’analogia efficace è quella di far pensare ai propri risparmi come a un’attività commerciale.

“Riprendendo l’esempio di Fischer della venditrice tedesca, se il prezzo di vendita di una camicia rimane invariato ma i costi di produzione aumentano, il profitto netto diminuisce. I vostri clienti possono applicare lo stesso ragionamento di base alle loro finanze personali e al posto delle camicie, il loro prodotto può essere presentato come i loro risparmi, con il costo di produzione rappresentato dall’inflazione. Ma non è tutto: è importante ricordare ai clienti che sebbene in alcuni casi si possa non notare una modesta inflazione da un anno all’altro, l’effetto cumulativo dell’inflazione (insieme alle tasse, ecc.) nel corso di decenni è può avere un impatto ben più significativo sull’accumulo di ricchezza”.

Per questo motivo, i consulenti dovrebbero cercare di utilizzare con i propri clienti esempi che siano quanto più possibili costruiti sulla loro situazione personale ed economica, valutando il saldo attuale, i suoi prelievi e le sue entrate, l’inflazione attuale e i potenziali rendimenti di mercato futuri. 

Un ultimo consiglio

“Tuttavia” precisa Rizzuto “dobbiamo ricordare che a volte le emozioni di un individuo non possono essere eliminate. Le tendenze conservatrici di un investitore e la sua risposta irrazionale all’inflazione possono portare a una situazione di decremento della loro liquidià accumulata molto prima di quanto sperato”. Quando questo succede, è importante che i consulenti facciano sapere ai propri clienti che non sono solo a soffrire in quel moento. “Ci sono tantissime altre persone frustrate e preoccupate dall’inflazione quanto lo sono loro. In effetti, il 67% degli investitori in un recente sondaggio di Janus Henderson ha dichiarato di essere preoccupato per l’inflazione persistente. Queste preoccupazioni portano molte persone a essere eccessivamente conservatrici, avverse al rischio e inclini a detenere le proprie attività in contanti. Se i clienti capiscono che le loro emozioni sono condivise da altri, la speranza è che dicano: “Ok, se le cose stanno così, cosa devo fare adesso?”.

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