L’AI non sostituirà il lavoratore, ma lo renderà più produttivo

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La domanda è sorta spontanea poco più di sei mesi fa, quando il rilascio di ChatGPT ha sconvolto il mondo del lavoro per come lo conoscevamo. LGIM cercherà di darvi risposta durante la propria conferenza in programma al Salone del Risparmio 2023

L’intelligenza artificiale potrà non sostituire (ancora per adesso) l’uomo sul posto di lavoro, ma cambierà sicuramente i tempi e le modalità con cui esso porta a termine le proprie mansioni. Lo conferma il recente rapporto di Accenture A new era of generative AI for everyone, secondo cui i modelli linguistici di grandi dimensioni (Large Language Models, LLMs, tra cui ChatGPT-4) avrebbero il potenziale di trasformare il 40% del tempo impiegato al lavoro. Prendendo in esame i dati sull’utilizzo dell’AI negli Stati Uniti nell’anno 2021, la società di consulenza ha infatti stimato che l’utilizzo del linguaggio riguarda il 62% dei compiti svolti da un lavoratore medio e che oltre due terzi delle attività a esso legate sono potenzialmente automatizzabili o aumentabili dai LLMs. Così facendo, al 2027 le attività portate a termine dalle macchine sul luogo di lavoro potrebbero essere pari al 43% del totale, contro il 34% del 2022, secondo il World Economic Forum.  

“Nonostante i sistemi di intelligenza artificiale generativa presentino ancora notevoli limitazioni, vi sono evidenti casi di utilizzo. Vi è ancora una lunga strada in termini di sviluppo di servizi come ChatGPT, ma tale software è chiaramente un passo in tale direzione” hanno precisato Aude Martin, Etf investment specialist e Elisa Piscopiello, Etf analyst di Legal & General Investment Management. “Non è quindi una sorpresa che litri di inchiostro siano stati versati domandandosi se ChatGTP e altri sistemi di AI generativa rappresentino un rischio per il mondo del lavoro. Dopotutto, gli sviluppi tecnologici precoci, dalla seminatrice a Internet, hanno cambiato questo ambito, rendendo obsolete alcune occupazioni. Tuttavia, queste innovazioni hanno anche consentito agli individui di aumentare la propria produttività e di direzionare il proprio tempo da compiti ripetitivi verso altri più creativi”. 

Ecco quindi che l’AI non occuperà prepotentemente le scrivanie del lavoratore, ma diventerà più probabilmente il suo co-pilota nella quotidianità. Per come è sviluppata a oggi, infatti, l’AI generativa rimane un sistema antropocentrico, capace di offrire soluzioni a input immessi da esseri umani. Ecco perché saranno le persone il cuore del successo dell’intelligenza artificiale generativa, secondo il Word Economic Forum (che al mondo del lavoro ha dedicato il recente Growth Summit 2023). 

Su queste tematiche si svilupperà la conferenza di LGIM al Salone del Risparmio 2023, dal titolo Il potere dell’Intelligenza Artificiale: opportunità per un futuro migliore, in programma il prossimo 16 maggio. Giancarlo Sandrin, Head of Italy & Spain wholesale della società e Luca Altieri, Vice president marketing Europe & Middle East Adrica di IBM Technology discuteranno lo stato attuale dell’AI, mostrando le sue applicazioni in diversi campi e come questa stia cambiando il mondo in cui viviamo. Gli speaker esploreranno inoltre l’unicità dell’intelligenza umana, compresa l’intelligenza emotiva, la creatività e le intuizioni che rendono l’uomo insostituibile in diversi settori, nonostante l’avvento dell’AI. Infine, analizzeranno come approcciare gli investimenti sul tema e come cogliere le opportunità di crescita in questa industria. 

SPECIALE EVENTO
Partecipa alla conferenza di LGIM
Martedì 16 maggio 2023 – ore 12.15 – Sala Amber 6
Anche in streaming
Clicca qui per iscriverti
(evento riservato esclusivamente
a investitori professionali.
I posti sono limitati)

di Giulia Bacelle

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su L’AI non sostituirà il lavoratore, ma lo renderà più produttivo

In che modo l'intelligenza artificiale, in particolare i modelli linguistici di grandi dimensioni, influenzerà il tempo dedicato al lavoro?

Secondo un rapporto di Accenture, i modelli linguistici di grandi dimensioni come ChatGPT-4 hanno il potenziale di trasformare circa il 40% del tempo impiegato nelle mansioni lavorative. Questo significa che molte attività potrebbero essere completate più rapidamente o con un diverso approccio.

L'intelligenza artificiale sostituirà completamente i lavoratori nel prossimo futuro?

L'articolo suggerisce che l'intelligenza artificiale, per ora, non sostituirà l'uomo sul posto di lavoro. Tuttavia, è previsto che ne modifichi significativamente i tempi e le modalità di svolgimento delle mansioni.

Quali tipi di modelli di intelligenza artificiale sono menzionati come potenziali trasformatori del tempo lavorativo?

Il rapporto di Accenture cita specificamente i modelli linguistici di grandi dimensioni (Large Language Models, LLMs) come strumenti con il potenziale di impattare il tempo lavorativo. ChatGPT-4 è indicato come un esempio di tale tecnologia.

Qual è la percentuale di tempo lavorativo che i modelli linguistici di grandi dimensioni potrebbero trasformare?

I modelli linguistici di grandi dimensioni, secondo il rapporto di Accenture, avrebbero il potenziale di trasformare il 40% del tempo impiegato al lavoro. Questo indica un impatto considerevole sull'efficienza operativa.

Quale rapporto supporta l'idea che l'IA renderà i lavoratori più produttivi?

Il rapporto di Accenture intitolato 'A new era of generative AI for everyone' supporta l'idea che l'intelligenza artificiale, in particolare i modelli linguistici di grandi dimensioni, possa aumentare la produttività dei lavoratori. Questo avviene modificando i tempi e le modalità di completamento delle mansioni.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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