Le temperature si stanno alzando e non solo perché sta arrivando l’estate. Dai dati della World Meteorological Organization, il 2024 è stato l’anno più caldo di sempre, con temperature di 1,55 gradi sopra i livelli preindustriali e, in un’ottica di medio lungo periodo, gli ultimi dieci anni sono stati i più caldi in assoluto.
Ondate di calore, siccità, incendi boschivi, scioglimento dei ghiacci e riscaldamento degli oceani sono solo alcuni dei problemi che il riscaldamento climatico porta con sé. Ma questi problemi hanno, chiaramente, un impatto diretto anche sul prodotto interno lordo, che entro il 2050 potrebbe ridursi del 17% secondo il gruppo assicurativo Swiss Re. Eppure, allo stesso tempo, è il costo umano ad avere l’impatto principale. Oggi sono milioni le persone costrette a lasciare le proprie case ogni anno e non è un problema circoscritto al mondo in via di sviluppo. Solo negli Stati Uniti, nel 2023 sono state evacuate quasi 2,5milioni di persone a causa di eventi metereologici estremi e gli incendi che hanno attraversato Los Angeles a gennaio 2025, sono stati la tragica conferma dell’effetto del cambiamento climatico.
Come adattarsi al cambiamento climatico?
Quando si parla di cambiamento climatico, la mente degli investitori vola subito verso i vantaggi dell’investire in soluzioni per la mitigazione, come l’energia rinnovabile e l’elettrificazione dei trasporti. Mentre l’idea di adattarsi a questi cambiamenti è ancora poco dibattuta.
Eppure, secondo Marco Lenfers e Anthony Corrigan, entrambi Client Portfolio Manager di Vontobel Institutional Clients, la capacità adattiva nasconde interessanti opportunità di investimento. “Un ottimo esempio è rappresentato dagli investimenti necessari per le infrastrutture essenziali di un Paese, tra cui le reti elettriche, i trasporti, i sistemi idrici e igienico-sanitari. Le iniziative di miglioramento della resilienza di queste infrastrutture chiave dovrebbero beneficiare di un solido supporto dai governi e dalle comunità locali, soprattutto quando gli eventi meteorologici estremi mettono in luce i punti deboli delle strutture esistenti”. Lo scoglio principale da superare è dato dal mito che le soluzioni di mitigazione vengano spesso considerate come un bene pubblico, i cui benefici si vedono solo dopo molti anni e, spesso, risentono di problemi di parassitismo economico: se non investo io, lo farà qualcun altro.
Adattarsi a un nuovo mondo: costi e opportunità
Come ricorda spesso Inger Andersen, direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, la verità è che il cambiamento climatico è alle porte, se non addirittura entrato con sicurezza nelle vite di tutti. I suoi impatti sono ogni giorno più intensi e colpisce, per primi, i Paesi e le comunità più vulnerabili. Contenere il riscaldamento globale deve continuare ad essere una priorità, ma i cambiamenti sono già in atto. In una simile situazione adattarsi è necessario e nonostante sembri molto costoso, i disastri climatici lo sono ancora di più.
Secondo le stime della Banca Mondiale, i costi di adattamento per l’Unione Europea potrebbero essere compresi tra i 15 e i 64miliardi di euro all’anno. Eppure, solo nel 2023, i disastri climatici sono costati all’Europa più di 77miliardi di euro.
Gli investitori possono prendere parte a questo cambiamento, selezionando le società che forniscono prodotti e servizi per l’adattamento e che puntano alla resilienza. Da una recente analisi dell’MSCI Sustainability risulta chiaro che una società su dieci – in un universo di circa 8mila società quotate – offre questo genere di prospettive, quindi l’adattamento è un’opzione praticabile per chi investe nei listini azionari.
Ma l’adattamento ai cambiamenti climatici non è solo nelle mani dei singoli investitori, la Commissione Europea ha reso chiaro il suo impegno, e interesse, a sviluppare un piano di adattamento per supportare gli Stati membri ad attuare le misure di adattamento in maniera rapida e intelligente.

