Rincaro energia: la Commissione Ue interviene per ridurre i prezzi

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La Commissione europea, dopo aver interpellato le istituzioni, l’industria e i fornitori internazionali di energia, ha sviluppato un pacchetto di misure per dare una risposta adeguata al fenomeno del rincaro dell’energia e mitigare l’aumento dei prezzi

Le ragioni dell’aumento dei costi dell’energia possono ricondursi all’aumento della domanda mondiale di gas e all’ascesa del prezzo europeo del carbonio

Nell’Unione europea si registra attualmente un’impennata dei prezzi dell’energia che colpisce in particolare le famiglie e i cittadini

A partire da luglio 2021 il costo dell’energia elettrica e del gas ha iniziato a registrare un netto rialzo.

Le ragioni di questo marcato aumento dei costi in bolletta si possono rintracciare, in parte, nel progressivo aumento di prezzo a livello internazionale del gas, in parte, nell’aumento dei costi delle materie prime e, ancora, nell’ascesa dei prezzi dei permessi di emissione di CO2, detti anche Ets (Emission Trading Scheme).

In questo scenario, in cui – evidentemente – le ripercussioni maggiori si riversano sui contribuenti e, in misura più ampia, sulle famiglie, le quali non potendo ridurre drasticamente il fabbisogno energetico dovranno confrontarsi con bollette più pesanti, la Commissione europea è intervenuta con un pacchetto di misure volto a disciplinare questa situazione eccezionale, che secondo le previsioni potrebbe protrarsi per tutto l’inverno.
Il pacchetto presentato dalla Commissione mira a dare una risposta coordinata a livello europeo su questo fenomeno e così dare maggiore tutela alle famiglie, alle imprese e ai soggetti più a rischio; senza, per questo, nuocere al mercato interno dell’energia, né rallentare la strada verso la transizione verde dell’economia e dell’industria.

Ad avviso dell’organo esecutivo europeo, per affrontare l’impatto immediato del caro prezzi, rafforzare la resilienza agli shock futuri, nonché l’indipendenza energetica europea e conseguire gli obiettivi climatici, gli Stati membri devono introdurre un sostegno al reddito delle famiglie, un supporto economico alle imprese e ricorrere a mirati sgravi fiscali.

La Commissaria per l’Energia Kadri Simson ha, in effetti, dichiarato che l’aumento dei prezzi dell’energia è “fonte di grande preoccupazione per l’Ue. Ora che stiamo uscendo dalla crisi pandemica e facendo ripartire l’economia, è importante proteggere i consumatori vulnerabili e sostenere le imprese europee”.

Tra le misure immediate, che la Commissione rivolgendosi agli Stati propone di adottare, c’è un sostegno di emergenza al reddito dei consumatori in condizioni di povertà energetica (attraverso buoni o pagamenti parziali delle bollette, finanziati con i proventi del sistema Ue di scambio di quote di emissioni – Eu Ets -); ammettere proroghe e dilazioni temporanee per il pagamento delle bollette; introdurre temporaneamente riduzioni mirate dell’aliquota d’imposta per le famiglie; fornire aiuti alle imprese e alle industrie, in ossequio alle norme sugli aiuti di Stato; controllare i potenziali comportamenti anticoncorrenziali nel mercato dell’energia e incaricare l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma) di monitorare ancor più da vicino gli sviluppi del mercato del carbonio.

Come ha messo in evidenza la Commissione nel report di presentazione del pacchetto di misure in questione, benché la transizione all’energia pulita sia la via da seguire, è impensabile – ad oggi – non ricorrere ad altre fonti di energia, dunque, alla fornitura del gas.

E invero, alla luce dell’attuale assetto del mercato europeo, ricorrere al gas significa – anche – incidere (nel senso di aumentare) sul prezzo complessivo dell’energia. Pertanto, alla luce di questo contesto, le misure contenute nel pacchetto permetteranno di dare una risposta tempestiva ai picchi dei prezzi dell’energia, causati da una congiuntura mondiale eccezionale.

di Nicola Dimitri

Collaboratore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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