In arrivo nuove regole dal Nasdaq che renderebbero più difficile lo sbarco in borsa di alcune società cinesi (indiscrezioni Reuters)
L’operatore di borsa potrebbe introdurre l’obbligo di raccogliere almeno 25 milioni di dollari (o un quarto della capitalizzazione) in sede di Ipo
Le nuove regole richiederanno che le aziende di alcuni paesi, tra cui la Cina, dovranno prima raccogliere 25 milioni di dollari nell’Ipo o, in alternativa, almeno un quarto della capitalizzazione di mercato post quotazione, hanno dichiarato le fonti. Per il Nasdaq si tratterebbe di una misura senza precedenti, in quanto, finora, non era mai stato richiesto un valore minimo per il collocamento. Anche se l’obbligo non riguarderebbe solo le società cinesi sarebbero proprio queste ultime ad essere maggiormente colpite dalle nuove regole: stando ai dati di Refinitiv, infatti, delle 155 aziende della Cina che hanno debuttato al Nasdaq a partire dal 2000 ben 40 avevano incassato meno di 25 milioni di dollari con l’Ipo.
Le nuove restrizioni imposte dal Nasdaq, spiega Reuters, arrivano in un momento di crescenti tensioni fra gli Stati Uniti e la Cina sui rapporti commerciali, le nuove tecnologie e la diffusione del coronavirus e rappresentano “solo l’ultimo punto di rottura nelle relazioni economiche fra le due maggiori potenze mondiali”.


