Cosa imparare dalla corsa all’oro delle banche centrali

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Nel 2022 record di acquisti degli ultimi 50 anni. Che cosa aspettarsi nel 2023 per le quotazioni del metallo giallo? Ned Naylor-Leyland, gestore degli investimenti Gold & Silver di Jupiter Asset Management, spiega a cosa fare attenzione nel rapporto tra materie prime, oro e dollari

Una nuova corsa all’oro? Viene da pensarlo guardando alle ultime mosse delle banche centrali che, secondo i dati del World Gold Council, hanno acquistato qualcosa come 673 tonnellate del metallo prezioso nel solo 2022, il livello più alto dal 1967. A fare gli acquisti più massicci le banche centrali di India, Qatar e Uzbekistan mentre altre non sono state rese note forse perché la loro segnalazione avrebbe potuto essere market sensitive.

Ma per quali ragioni vengono aumentate le scorte di questo metallo? E in che modo questo fenomeno può influenzare le scelte di portafoglio? Ha fatto il punto Ned Naylor-Leyland, gestore degli investimenti Gold & Silver di Jupiter Asset Management secondo cui dall’analisi di come le banche centrali valutano l’oro è possibile contestualizzare le loro decisioni e trarre utili indicazioni su questa asset class.

Il 2022 è stato un anno caratterizzato da volatilità e da un calo della fiducia nelle istituzioni e nei titoli sovrani e ora è forse il momento di cambiare atteggiamento nei confronti di questo bene dalla natura apolitica e dall’offerta limitata, ha commentato il gestore di Jupiter.

Quando si pensa all’oro è facile essere tentati di paragonarlo alle valute. Tuttavia, questo modo di pensare è intrinsecamente fallace. In realtà, il valore dell’oro non cambia mai. Tutto ciò che cambia è il valore di tutte le valute rispetto al prezzo dell’oro. Ora, queste si muovono a ritmi diversi, ma comunque si muovono tutte insieme come un gruppo in relazione all’oro che invece rimane statico. In quanto tale, il prezzo dell’oro non sale mai, piuttosto alcune valute si deprezzano a un ritmo più rapido rispetto ad esso. Il tasso di questo deprezzamento non è influenzato solo dalla forza relativa delle valute, ma anche da fattori esterni come le riserve auree, la domanda di gioielli e la volatilità del mercato” ha affermato Ned Naylor-Leyland.

Tornando, quindi, alle ragioni dell’incremento delle riserve auree, una è senz’altro la riconosciuta caratteristica di bene rifugio svolta dall’oro nei periodi di turbolenza economica, come l’attuale contesto caratterizzato da una elevata volatilità geopolitica.

Un’altra ragione è il perdurare di elevati livelli di inflazione che sta spingendo gli istituti centrali a coprirsi a lungo termine in oro piuttosto che in denaro liquido. L’oro è tradizionalmente considerato una sorta di denaro “privo di rischio”, in grado di misurare la performance delle valute fiat, cioè delle monete a corso legale indipendentemente dal loro valore intrinseco.

Ma queste spiegazioni non sono sufficienti. Occorre mettere in risalto anche il calo di fiducia nelle istituzioni e nei governi che si è reso quanto mai evidente nell’anno appena trascorso, insieme al forte aumento dei tassi di interesse e dell’inflazione e al rischio recessione, che si riflette inevitabilmente nelle valute di ogni paese ma non influenza direttamente un metallo prezioso come l’oro. Significativo, a tal proposito, è stato l’annuncio da parte del Ghana, tra i principali paesi produttori di oro in Africa, dell’intenzione di utilizzare l’oro invece dei dollari Usa per acquistare petrolio, una misura che avrebbe il fine di stabilizzare l’economia del paese e arginare la flessione della valuta locale. Questo è solo un esempio anche se il fenomeno della de-dollarizzazione si sta diffondendo e ruota attorno al variabile rapporto tra materie prime, oro e dollari.

Che conclusioni si possono trarre da tutto questo? Nel 2022 il dollaro USA si è rafforzato rispettato alle principali valute mondiali mentre la Fed ha portato avanti una politica monetaria aggressiva con aumenti serrati dei tassi di interesse per contenere l’inflazione. Questa politica di rialzi dei tassi però non potrà andare avanti per sempre e dovrà essere invertita a un certo punto a causa dell’emissione record di Treasury in corso (che vuol dire aumento del debito pubblico) e della mancanza di acquirenti in questo mercato, sostiene il gestore di Jupiter AM, e quando ciò accadrà i tassi di interesse reali del dollaro dovrebbero indebolirsi, creando un ambiente favorevole per i metalli monetari in termini di dollari USA, pari alla forza che è stata riscontrata nelle quotazioni dell’oro espresse in altre valute.


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di Maria Giovanna Arena

Maria Giovanna Arena è una giornalista specializzata in economia, investimenti e gestione patrimoniale. Collabora con We Wealth, dove segue temi legati ai mercati finanziari, al wealth management, alla pianificazione patrimoniale e alle strategie di investimento, con particolare attenzione ai trend che influenzano famiglie, investitori e professionisti della consulenza finanziaria.

In passato ha maturato una lunga esperienza nel giornalismo economico-finanziario, collaborando anche con testate specializzate come Milano Finanza.

Domande frequenti su Cosa imparare dalla corsa all’oro delle banche centrali

Qual è stata l'entità degli acquisti di oro da parte delle banche centrali nel 2022 e come si confronta con i dati storici?

Nel 2022, le banche centrali hanno acquistato circa 673 tonnellate d'oro, segnando il livello più alto di acquisti registrato dal 1967. Questo dato indica un significativo aumento dell'interesse delle banche centrali per il metallo prezioso.

Quali sono state le principali banche centrali che hanno effettuato acquisti massicci di oro nel 2022?

Le banche centrali di India, Qatar e Uzbekistan sono state tra quelle che hanno effettuato gli acquisti più consistenti di oro nel 2022. Altri acquirenti non sono stati resi noti per evitare potenziali impatti sul mercato.

Perché le banche centrali stanno aumentando le loro riserve auree?

L'articolo suggerisce che le banche centrali stanno aumentando le loro scorte d'oro per ragioni non specificate nel dettaglio, ma il contesto suggerisce una potenziale strategia di diversificazione o di rafforzamento delle riserve in un contesto economico incerto.

C'è una tendenza attuale che fa pensare a una nuova corsa all'oro da parte delle banche centrali?

Sì, le recenti mosse delle banche centrali, con acquisti di oro ai massimi dal 1967, suggeriscono una potenziale nuova corsa all'oro. Questo trend è evidenziato dai dati del World Gold Council.

Quali sono le implicazioni finanziarie dell'aumento degli acquisti di oro da parte delle banche centrali?

L'aumento degli acquisti di oro da parte delle banche centrali potrebbe influenzare la domanda e il prezzo del metallo prezioso, oltre a segnalare una possibile strategia di gestione del rischio o di diversificazione delle riserve valutarie. Le motivazioni specifiche, tuttavia, non sono completamente esplicitate.

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