Nadef: quali limiti e quali prospettive?

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Dalla Nadef emerge che l’unico modo per crescere è facendo debito. L’economia italiana sta infatti rallentando più del 2023

Indice

Tra gli interventi principali del governo ci individua il taglio del cuneo fiscale, la riforma dell’Irpef e le riforme sul sistema pensionistico e previdenziale

Per quanto riguarda l’Irpef aliquota del 23% verrebbe estesa ai primi due scaglioni con soglia fino a 28 mila euro

I momenti che precedono la manovra sono sempre concitati. Le prospettive e le ambizioni si scontrano sempre con limiti che, più si fa vicino il momento della manovra, più diventano insormontabili.

Non è un caso se la Nadef sin dalle prime pagine, da un lato parte dalle difficoltà, riferendosi al sempre più marcato rallentamento del quadro macroeconomico e al collegato deterioramento delle prospettive di crescita a livello globale a scapito delle famiglie, dall’altro, parla delle soluzioni che come spesso accade fanno riferimento all’indebitamento.

Il Governo, infatti, per fronteggiare le criticità che l’Italia sta attraversando dal punto di vista economico-sociale intende richiedere l’autorizzazione al ricorso all’indebitamento.

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Cosa aspettarsi nel breve termine?

Se, a quanto risulta dalle indicazioni del governo, le manovre verranno effettuate attraverso il ricorso all’indebitamento e quindi in deficit, innanzitutto emerge che tra le priorità non risulta la sanità pubblica.

Nella Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Nadef) 2023, secondo quanto già rilevato da uno studio condotto da Gimbe, emergerebbe che la spesa destinata al finanziamento della sanità pubblica potrebbe andare incontro ad una sensibile contrazione.

In deficit invece verrebbero finanziate manovre volte a tagliare il cuneo fiscale, adeguare i trattamenti pensionistici, sostenere la genitorialità, rinnovare i contratti nelle Pa.

Più in particolare:

  • per il triennio 2024-2026, risulterebbe confermato l’impegno del governo a procedere al taglio del cuneo fiscale
  • la riforma dell’Irpef prosegue il suo corso, con gli scaglioni che verranno ridotti da 4 a 3 nel prossimo anno, con un innalzamento del primo scaglione reddituale, con aliquota al 23%, fino alla soglia di 28.000
  • si parla di una riforma sulla previdenza integrativa, attraverso misure volte a facilitare l’accesso alle cosiddette “pensioni contributive” per favorire l’uscita dal mondo del lavoro con 64 anni d’età e 20 di contribuzione.

di Nicola Dimitri

Collaboratore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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