Le stime di consensus sulla crescita del PIL superiori al 2% delineano uno scenario di resistenza di fronte all’incertezza: secondo Jared Franz, economista di Capital Group, potrebbero anche essere eccessivamente basse. È da questa riflessione che parte l’analisi dell’esperto, secondo cui una crescita tra il 2,5% e il 3% nel corso del prossimo anno potrebbe essere più realistica.
La crescita economica Usa supera le altre economie avanzate
Secondo Franz, sono tre i principali fattori che spiegano la resilienza dell’economia statunitense.
1. Il mercato del lavoro sta superando le aspettative
L’ultimo rapporto sull’occupazione Usa mostra come l’economia statunitense abbia creato 162.000 posti di lavoro, un dato che, insieme all’aumento dell’inflazione, ha contribuito alla decisione della Federal Reserve di alzare i tassi d’interesse. Anche l’ipotesi di una creazione media più contenuta di 75.000 nuovi posti di lavoro al mese si tradurrebbe in una crescita dei consumi di circa il 2% su base annualizzata, livello piuttosto elevato rispetto alla media storica.
Un mercato del lavoro in espansione rafforza l’idea che la Fed possa aumentare i tassi senza penalizzare l’occupazione. “Ciò significa che i funzionari della Fed possono tornare a concentrare l’attenzione sulla lotta all’inflazione, che attualmente si attesta al 3,4%, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della Fed. Nel frattempo, il tasso di disoccupazione statunitense rimane al 4,1%, livello generalmente considerato di piena occupazione. Se queste tendenze dovessero proseguire, nei prossimi mesi dovremmo aspettarci qualche ulteriore rialzo dei tassi da parte della Fed”, afferma Franz.
2. Bilanci delle famiglie solidi nonostante l’aumento dell’inflazione
Ad agosto 2026 la crescita salariale si è mantenuta stabile, a un tasso annualizzato compreso tra il 3,7% e il 4,1%. “Abbiamo osservato segnali di debolezza tra le famiglie a basso reddito, duramente colpite dall’aumento dei prezzi dell’energia, ma le fasce di reddito medio e alto sembrano essersi adattate allo shock e aver compensato tale debolezza”, spiega Franz.
Secondo il Dipartimento del Commercio, nell’ultimo mese la spesa dei consumatori statunitensi è aumentata dello 0,2%, raggiungendo il picco storico di 16.800 miliardi di dollari e superando le previsioni del consensus.
Il sentiment dei consumatori rimane negativo: “È comprensibile, se si considera l’aumento cumulativo dei prezzi che i consumatori statunitensi hanno dovuto assorbire dalla pandemia di COVID-19. Negli ultimi sei anni i prezzi sono aumentati di circa il 30%, secondo l’indice dei prezzi al consumo statunitense”, osserva l’economista.
3. Ondata di investimenti AI senza precedenti
Gli investimenti in conto capitale legati all’AI sono stimati quest’anno in 800 miliardi di dollari, destinati principalmente alla costruzione di data center e progetti correlati. L’esperto si aspetta ulteriori revisioni al rialzo anche per il 2027 e il 2028. “Ritengo che l’impatto del boom dell’AI non sia ancora adeguatamente riflesso nelle misurazioni economiche”, sostiene Franz, aggiungendo che “potremmo sottostimare la crescita del PIL di un valore compreso tra 0,5 e 1 punto percentuale”, perché “tra dieci anni potremmo scoprire che un tasso di crescita del 4-5% rappresenta una misura più accurata di ciò che stiamo vivendo oggi”.
Cosa significa tutto questo per il mercato azionario?
Secondo l’esperto, l’economia statunitense si trova oggi nella fase intermedia del ciclo (che comprende: fase iniziale, intermedia, avanzata e recessione). In una fase intermedia sono comuni rendimenti a due cifre nel mercato azionario, dato che si sta effettivamente verificando in questo momento: al 25 settembre, l’indice S&P 500 registra un rialzo del 14,1% da inizio anno e del 18,6% negli ultimi 12 mesi.
L’economia statunitense deve comunque far fronte a una serie di rischi oggi particolarmente concreti, tra cui “un’ulteriore escalation della guerra con l’Iran, nuovi aumenti del prezzo del petrolio, un forte rialzo dei tassi d’interesse e la possibilità che l’AI non generi il rendimento del capitale investito atteso dalle aziende”, precisa Franz.
I rischi tangibili, insieme agli elevati livelli di concentrazione dei mercati, sottolineano l’importanza di adottare un approccio agli investimenti ampiamente diversificato.

