World Watch Day 2026: le lancette ferme sulle dieci e dieci sono la posa d’ordinanza di ogni orologio in vetrina: simmetriche, quasi sorridenti, perfette per lasciare in vista il marchio sul quadrante. E da un anno a questa parte sono diventate anche una data, che nel 2026 cade nel fine settimana. Sabato 10 ottobre torna il World Watch Day, la Giornata mondiale dell’orologeria, alla seconda edizione dopo un debutto che, secondo gli organizzatori, ha raggiunto oltre sei milioni di persone nel mondo.
Il programma 2026 conta più di 55 eventi e iniziative in diversi Paesi, tenuti insieme da un tema: Time as Living Heritage, il tempo come patrimonio vivente. L’obiettivo è raccontare come il sapere orologiero si conservi, si reinterpreti e soprattutto si tramandi, coinvolgendo musei, manifatture, scuole, istituzioni culturali, collezionisti, media e semplici appassionati attorno alle dimensioni culturali, tecniche, scientifiche e artistiche del mestiere.
Alle 10:10, polso in favore di camera
Il rito collettivo è fissato all’ora che dà il nome alla giornata. Alle 10:10 marchi, musei, rivenditori, club, media e singoli appassionati sono invitati a condividere una foto del proprio orologio al polso – il wrist shot, nel gergo dei collezionisti – con l’hashtag #WorldWatchDay, coinvolgendo le rispettive comunità. Un gesto minimo, ma capace di trasformare i social in un fitto mosaico di quadranti: dal vintage di famiglia al pezzo di alta orologeria fresco di manifattura, passando per lo smartwatch di chi non vuole restare escluso.
C’è anche un po’ di Rinascimento nel World Watch Day 2026
L’Italia partecipa con un programma raccolto ma tutt’altro che marginale. Il pezzo forte è a Scarperia, nel Mugello: alle 10:10 del 10 ottobre Palazzo dei Vicari presenta il nuovo allestimento dell’orologio attribuito a Filippo Brunelleschi, accompagnato dalla lettura dei documenti d’archivio che lo riguardano. Il giorno dopo, alle 16, lo stesso palazzo ospita la presentazione del libro di Ugo Pancani sulla storia dell’orologeria italiana, seguita da una visita guidata.
Pancani sarà anche a Milano: alle 16 del 10 ottobre, nell’Orangerie del Museo Poldi Pezzoli, presenta il volume dedicato alla storia dell’orologeria italiana e alla collezione di orologi dell’associazione Hora, cui seguirà alle 17 una visita guidata. Sempre in città, Locman Italy celebra la giornata nella sua sede di via Manzoni con un evento che intreccia i 40 anni del marchio e la storia dell’orologeria nel nostro Paese. Completano il quadro il Museo Galileo di Firenze, che racconterà sui social la collezione Ruscitti esposta nella sala XVIII, e Pisa 1940, con una campagna digitale dedicata.
Svizzera, si gioca in casa
Come prevedibile, il grosso del calendario si concentra fra Svizzera e Francia, le due sponde dell’Arco giurassiano. A Ginevra il Musée d’Art et d’Histoire apre dalle 9:30 con una mattinata di panel sul ruolo dei giovani orologiai e sul rapporto fra tradizione e innovazione; nello stesso museo l’artista Mauro Carraro svelerà una “Letter to Time”, opera calligrafica in inchiostro e oro su carta pensata per l’occasione. In Rue du Rhône la boutique Cartier espone fino al 10 ottobre una ventina di pezzi storici della propria collezione nella mostra “Watchmaker of Shapes, Master of Crafts”.
Nella Vallée de Joux, culla delle grandi complicazioni, il Musée Atelier Audemars Piguet propone una visita gratuita già al completo, mentre l’Espace Horloger di Le Sentier festeggia i suoi trent’anni con una giornata di porte aperte e una tavola rotonda sulle donne nell’orologeria. Il Museo internazionale dell’orologeria di La Chaux-de-Fonds, quello d’arte e storia di Neuchâtel e lo Château des Monts di Le Locle disegnano un itinerario che, per un appassionato, varrebbe da solo il viaggio.
Oltralpe, fra campane e filosofi
In Francia il cuore batte a Besançon, capitale storica dell’orologeria transalpina. Alle 10:10 del World Watch Day 2026 suoneranno le campane della chiesa di Saint-Maurice, mentre l’orologio astronomico della città – oltre 30.000 componenti e 11 movimenti, custoditi alla base del campanile – sarà protagonista di visite guidate dedicate alle sfide affrontate per realizzarlo. A Ferney-Voltaire batterà le 10:10 anche l’orologio del castello del filosofo, costruito all’inizio dell’Ottocento e rimesso in funzione quest’anno: l’occasione per ricordare che fu proprio Voltaire, negli ultimi vent’anni della sua vita, a far nascere diverse manifatture nella cittadina.
A Parigi, invece, Bucherer trasforma il negozio di boulevard des Capucines in un salotto di sei tavole rotonde, che spaziano dagli orologi militari alle complicazioni fino a un inatteso dialogo fra tempo e alta cucina. Il salone We Love Watches, dal canto suo, mette attorno al tavolo orologiai, esperti e direttori di museo per interrogarsi sull’orologio come bene d’investimento, sulla storia come fonte d’ispirazione creativa e sul giudizio dei collezionisti.
Il giro del mondo nel World Watch Day 2026
Fuori dall’Europa la mappa si allarga. A New York la Horological Society apre gratuitamente al pubblico biblioteca e aula di orologeria, dalle 10 alle 17 ora locale; in Brasile il Watch Club 012 organizza un incontro aperto fra appassionati, con tanto di scambi e compravendite. A Riad, dal 9 al 13 ottobre, la Timeology Nights Exhibition al Four Seasons del Kingdom Centre riunisce rappresentanti di 41 marchi svizzeri e rivenditori sauditi alla presenza dell’ambasciatore elvetico, mentre Istanbul inaugura il 10 ottobre un festival di due giorni al QNB Terminal di Kadıköy.
In Asia spiccano tre appuntamenti. A Shanghai Hantang Culture, socio fondatore della World Watch Day Association, svela nella sua villa storica sul Bund «Sundial», opera commissionata per l’occasione e realizzata con il jiaotai, tecnica ceramica ad argille marmorizzate che risale a oltre 1.400 anni fa, ai tempi della dinastia Tang. A Osaka, nei grandi magazzini Hanshin, Shellman allestisce un punto informativo dedicato a Christiaan Huygens, lo scienziato olandese che inventò l’orologio a pendolo (1656) e la spirale del bilanciere (1675), gettando le basi dell’isocronismo; a raccontarne l’eredità arriva dai Paesi Bassi Pim Koeslag, amministratore delegato e maestro orologiaio di Christiaan van der Klaauw. Tokyo, infine, ospita dal 9 al 12 ottobre nel quartiere di Aoyama la Tokyo Watch Week, sul tema «Bridge»: un ponte fra passato, presente e futuro del mestiere, e fra il Giappone e la comunità orologiera internazionale.
Chi insegna a leggere il tempo?
Un patrimonio vivente, del resto, si tramanda anzitutto nelle aule. Non a caso fra i protagonisti della giornata figurano molte scuole: dalla Finnish School of Watchmaking, che presenta in video un antico telemetro Montandon dialogando con gli studenti, al Wostep di Neuchâtel, che celebra i suoi 60 anni, passando per l’École technique della Vallée de Joux, il liceo Edgar Faure di Morteau e Supmicrotech a Besançon, che mostra modelli, strumenti e macchinari dei suoi laboratori.
Il calendario completo è consultabile sul sito ufficiale dell’iniziativa, worldwatchday.org, che riassume lo spirito della manifestazione in un motto: “Una giornata, una comunità, una celebrazione globale dell’orologeria”.

