Cripto e Fisco, la Dac 8 accelera i controlli: cosa rischia chi non dichiara

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Monete Bitcoin d'oro e d'argento e altre criptovalute sparse sulla tastiera di un computer portatile con tessere dello Scrabble che compongono la scritta "tasse" in lettere rosse.

Dac 8 e cripto-attività: dal 2026 lo scambio automatico di informazioni rafforza i controlli del Fisco. Ecco rischi e regole per regolarizzare

Indice

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 194/2025 è stata implementata in Italia la Direttiva (Ue) 2023/2226 (Dac8) che consentirà all’Amministrazione finanziaria di disporre in modo sistematico dei dati necessari per individuare eventuali omissioni dichiarative relativamente a crypto-asset. Ciò renderà più probabile e più rapido l’avvio dei controlli o quantomeno l’invito alla regolarizzazione con riferimento alle annualità pregresse.

Dac 8: cos’è e come cambia i controlli sulle cripto-attività

La Dac 8 – allineandosi al modello del cosiddetto Carf (Crypto-asset reporting framework) dell’Ocse – si inserisce nel percorso di evoluzione della disciplina sullo scambio di informazioni, intrapreso con la Direttiva 2011/16/Ue (Directive on Administrative Cooperation da qui “Dac”), ampliandone l’oggetto tramite l’inclusione delle cripto-attività, definite come “una rappresentazione digitale di un valore o di un diritto che può essere trasferito e memorizzato elettronicamente, utilizzando la tecnologia a registro distribuito o una tecnologia analoga”.

Si tratta di una svolta rispetto al passato, in quanto le cripto-attività restavano in larga parte escluse dagli obblighi di comunicazione previsti per i conti e le attività finanziarie, risultando difficilmente inquadrabili nelle categorie finanziarie tradizionali. La Dac 8 si prefigge dunque l’obiettivo di colmare tale lacuna attraverso lo scambio automatico di informazioni tra le Autorità competenti degli Stati membri degli utenti soggetti a segnalazione, dei servizi relativi a cripto-attività con obbligo di comunicazione e delle transazioni rilevanti.

Dac 8, quali soggetti devono comunicare i dati sulle cripto? 

L’obbligo comunicativo interesserà i prestatori di servizi per le cripto-attività o i gestori di cripto-attività (exchange, wallet custodial, broker, ecc.) che prestano servizi quali, ad esempio:

  1. la prestazione di custodia e amministrazione di cripto-attività per conto dei clienti;
  2. la gestione di una piattaforma di negoziazione di cripto-attività;
  3. lo scambio di cripto-attività con fondi;
  4. l’esecuzione di ordini di cripto-attività per conto di clienti e
  5. il collocamento di cripto-attività.

Cripto-attività, quali operazioni e informazioni vengono comunicate al Fisco?

Ciò che farà scattare l’obbligo di segnalazione sarà l’effettuazione di un’operazione consistente in scambi o trasferimenti di cripto-attività riferite agli utenti oggetto di comunicazione (persone fisiche e altre entità con determinate esclusioni).

Dac 8, quali operazioni in cripto vengono segnalate?

Le operazioni comunicate comprendono ad esempio le conversioni tra cripto e valuta legale, gli scambi tra cripto diverse e i trasferimenti di cripto-attività. Sono inclusi anche alcuni pagamenti al dettaglio in cripto di importo elevato (oltre €50.000). Invece, le mere giacenze e i saldi di fine anno di crypto non sono in linea di principio oggetto di comunicazione ai sensi della Dac 8.

In ogni caso, restano escluse le operazioni aventi ad oggetto cripto-attività rappresentative di valute digitali emesse da una Banca centrale, di moneta elettronica, nonché le cripto-attività che il prestatore abbia stabilito non poter essere utilizzate per finalità di pagamento o di investimento.

Quali dati sui titolari delle cripto saranno comunicati?

La comunicazione dovrà contenere altresì tutte le informazioni necessarie all’identificazione dell’utente. Tra queste rientrano senz’altro:

  1. nome;
  2. indirizzo;
  3. giurisdizione di residenza
  4. data e luogo di nascita,
  5. nonché la denominazione della crypto-attività utilizzando il codice Digital Token Identifier (Dti) e, solo se assente, la denominazione completa della cripto-attività (cfr. risposte a Faq dell’Agenzia delle entrate del 29 luglio 2026).

Dac 8, da quando decorre l’obbligo di comunicazione?

Gli obblighi di raccolta dei dati per i prestatori di servizi per le cripto-attività operano dal 1° gennaio 2026, mentre entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento, tali soggetti sono tenuti a comunicare le informazioni necessarie all’identificazione dell’utente possessore di tale asset direttamente all’Agenzia delle entrate, se soggetti agli obblighi in Italia, ovvero, se stabiliti in altri Stati membri, alla propria autorità fiscale, che provvede poi allo scambio con l’Amministrazione finanziaria italiana.

Cripto e irregolarità fiscali pregresse: come regolarizzare il Quadro Rw

Occorre coordinare il nuovo scambio automatico di informazioni con le disposizioni vigenti in tema di monitoraggio fiscale e di tassazione dei redditi derivanti da cripto-attività.

Cripto-attività e Quadro Rw: quali obblighi fiscali

Come noto, a partire dal 1° gennaio 2023 ricade in capo alle persone fisiche, enti non commerciali e società semplici ed equiparate, residenti in Italia, di indicare nel Quadro Rw le cripto-attività. Tale indicazione è, inoltre, funzionale all’assolvimento dell’imposta sul valore delle cripto-attività (“Ivca”) pari al 2 per mille annuo del valore, dovuta da tutti i soggetti che detengono tali asset, sui quali non sia stata applicata l’imposta di bollo.

I dati comunicati ai sensi della Dac 8 consentiranno quindi all’Amministrazione non solo di individuare l’eventuale detenzione di crypto-attività soggette all’obbligo di monitoraggio, bensì anche di ricostruire le operazioni fiscalmente rilevanti che generano plusvalenze, ad es. permute (escluse quelle tra cripto-attività aventi medesime caratteristiche e funzioni), rimborsi e cessioni a titolo oneroso ovvero altri redditi da detenzione (quali lo staking) di cui all’art. 67, co. 1, lett. c-sexies Tuir, soggetti a imposta sostitutiva con aliquota del 26% per i redditi realizzati fino al 2025 e del 33% dal 2026 (resta al 26% per i token di moneta elettronica denominati in euro). Per i periodi d’imposta 2023 e 2024 operava, inoltre, una franchigia di 2.000 euro, abolita dal 2025.

Cripto non dichiarate: quali sanzioni e come regolarizzare

Dunque, la mancata indicazione di tali attività può comportare:

  • i) la violazione degli obblighi di monitoraggio, sanzionata dal 3% al 15% dell’importo non dichiarato, con raddoppio per le attività detenute in Paesi c.d. black list;
  • ii) l’infedele dichiarazione, con riferimento sia alle imposte sui redditi sia all’Ivca, sanzionata nella misura del 70% delle maggiori imposte dovute (dal 90% al 180% per le violazioni commesse fino al 31 agosto 2024).

Alla luce dei nuovi obblighi comunicativi introdotti dalla Dac 8 sarà dunque probabile attendersi nel prossimo futuro (il primo anno oggetto di scambio è il 2026, i cui dati saranno comunicati nel 2027) l’invio massivo di inviti ai contribuenti a regolarizzare la posizione, sanando spontaneamente le violazioni avvalendosi del ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13, co. 1-ter, del D.lgs. 472/1997.

Tale possibilità, che consente di abbattere le sanzioni (generalmente) a 1/7 del minimo, è preclusa soltanto dalla notifica degli atti di liquidazione e di accertamento. Non vi ostano, invece, né l’acquisizione dei dati tramite lo scambio automatico di informazioni, né l’inizio di accessi, ispezioni e verifiche; anzi, le comunicazioni con cui l’Agenzia segnala al contribuente possibili anomalie (c.d. lettere di compliance) mirano proprio a favorire l’adempimento spontaneo.

In definitiva, la Dac 8 non chiude la finestra per regolarizzare il quadro Rw, ma la rende sempre più stretta, perché la probabilità che le omissioni emergano cresce di anno in anno. A chi ha irregolarità pregresse conviene dunque ravvedersi senza attendere comunicazioni dall’Amministrazione finanziaria.

(Articolo scritto in collaborazione con Gianluca Manzi, Di Tanno Associati)

Domande frequenti su Cripto e Fisco, la Dac 8 accelera i controlli: cosa rischia chi non dichiara

Cosa introduce la Dac 8 in Italia riguardo ai controlli sulle cripto-attività?

La Dac 8, implementata in Italia con il D.Lgs. n. 194/2025, fornisce all'Amministrazione finanziaria dati sistematici per individuare omissioni dichiarative relative ai crypto-asset. Questo rende più probabili e rapidi i controlli fiscali.

Quali soggetti sono tenuti a comunicare i dati sulle cripto-attività secondo la Dac 8?

L'articolo menziona che la Dac 8 riguarda la comunicazione di dati sulle cripto-attività, ma non specifica in dettaglio quali soggetti debbano effettuare tale comunicazione. Sarà necessario consultare la normativa per i dettagli completi.

Quali tipi di operazioni in cripto-attività verranno segnalate al Fisco con la Dac 8?

La Dac 8 consentirà all'Amministrazione finanziaria di disporre dei dati necessari per individuare omissioni dichiarative relative a crypto-asset. L'articolo non elenca specificamente quali operazioni verranno segnalate, ma si focalizza sull'obiettivo di tracciare le attività.

Cosa rischia chi non ha dichiarato le proprie cripto-attività in passato?

Chi non ha dichiarato le proprie cripto-attività rischia controlli fiscali più rapidi e l'invito alla regolarizzazione per le annualità pregresse. L'articolo menziona anche sanzioni per le cripto non dichiarate.

Come è possibile regolarizzare la propria posizione fiscale riguardo alle cripto-attività non dichiarate?

L'articolo suggerisce che è possibile regolarizzare la propria posizione fiscale, in particolare per quanto riguarda il Quadro Rw, anche in presenza di cripto-attività non dichiarate. Sarà necessario seguire le procedure indicate per la regolarizzazione.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Vignetta in B/N di Carlo Andrea Curti, partner di Di Tanno.

di Carlo Andrea Curti

Avvocato e partner di Di Tanno Associati, Carlo Andrea Curti vanta una consolidata esperienza nella fiscalità finanziaria, internazionale, immobiliare e nel contenzioso tributario. Le sue aree di specializzazione comprendono: la fiscalità dei fondi di investimento alternativi (private equity, immobiliari, venture capital, private debt), le operazioni di finanza straordinaria, i patrimoni degli Hnwi. È membro delle commissioni Tax & legal di Aifi, di Italian Tech Alliance e del comitato credito di Confindustria Assoimmobiliare.

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