Inflazione sopra l’obiettivo, tassi d’interesse e rendimenti più elevati: nel vecchio mondo finanziario sarebbe stato un cocktail ad alto rischio di danneggiare l’economia e portarla in recessione. Non è lo scenario centrale che Robeco vede materializzarsi nei prossimi cinque anni. La crescita della produttività dovuta all’intelligenza artificiale e la robustezza mostrata fin qui dall’economia suggeriscono un nuovo equilibrio, in cui tassi reali più elevati possono convivere con il proseguimento dell’espansione economica e la crescita degli utili societari.
È questa la tesi di fondo della nuova edizione degli Expected Returns 2027-2031, intitolata “The Great Rewiring”, con cui la società di gestione aggiorna le proprie aspettative sui rendimenti delle principali asset class. Uno scenario che Robeco considera il più probabile, attribuendogli una probabilità del 50%, ma che nasconde anche rischi significativi.
Rendimenti più elevati, ma senza recessione: il nuovo equilibrio secondo Robeco
Il recente innalzamento dei rendimenti obbligazionari a livello globale, combinato con un azionario ancora molto forte, sembra coerente con queste attese di crescita sostenuta, accompagnata da inflazione e tassi più elevati. Robeco prevede che l’inflazione media annua delle economie occidentali si collocherà fra il 2,5% e il 3% nei prossimi cinque anni. Per l’Eurozona, la previsione è intorno al 2,5%, superiore al livello del 2,1% previsto per il 2028 dalle più recenti proiezioni dello staff della Bce.
A questi livelli d’inflazione, superiori agli obiettivi di Fed e Bce, si accompagna la previsione di tassi reali strutturalmente più elevati. Per i titoli di Stato americani, Robeco stima un rendimento totale medio annuo del 5% nei prossimi cinque anni, mentre per quelli tedeschi la previsione è del 3,25%. “Ci aspettiamo che i rendimenti obbligazionari rimangano vicini alle loro medie di lungo periodo e possano persino aumentare nella prima metà del nostro orizzonte di previsione, a causa della maggiore produttività, dell’inflazione e dei rischi legati alla sostenibilità del debito”, ha commentato Laurens Swinkels, Head of Solutions Research di Robeco.
A sostenere questa prospettiva è un nuovo ciclo di investimenti che potrebbe portare la formazione di capitale verso il 30% del Pil mondiale. L’intelligenza artificiale, la difesa e la riorganizzazione delle catene produttive richiedono infatti infrastrutture e capitale fisico, alimentando la domanda di finanziamenti. “La frammentazione geopolitica comporterà probabilmente una maggiore volatilità dell’inflazione. L’aumento dell’intensità degli investimenti prolunga la fase espansiva: potremmo non essere così avanti nel ciclo come ritiene il consenso, ma questo comporterà anche tassi d’interesse naturali più elevati”, ha dichiarato Peter van der Welle, Strategist Multi-Asset Solutions di Robeco.
“La riorganizzazione della produzione dovrebbe inoltre generare sorprese positive sulla crescita economica rispetto a quanto attualmente incorporato nei prezzi di mercato. Tutti e tre questi fattori indicano la stessa direzione: un mondo caratterizzato da rendimenti e inflazione più elevati”.
Azioni ancora in crescita: ma Robeco assegna il 35% allo scenario negativo
In questo contesto, l’aumento dei rendimenti reali non dovrebbe impedire alle azioni di offrire risultati positivi, secondo le previsioni aggiornate di Robeco. Per l’azionario dei Paesi sviluppati, il rendimento medio annuo atteso sale al 7%, un punto percentuale in più rispetto alle stime dello scorso anno. La previsione per le azioni emergenti passa invece dal 7,5% all’8%, il rendimento atteso più elevato fra le asset class considerate.
Ma la possibilità che le cose vadano storte non è affatto remota.
Robeco attribuisce una probabilità del 35% allo scenario negativo nel quale il boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale finisce per collassare, provocando una recessione americana entro il 2028. Per l’azionario, Robeco contempla in questo scenario un crollo fino al 40% dai massimi. Una prospettiva che contrasterebbe nettamente con le attese favorevoli dello scenario centrale e che metterebbe sotto pressione anche i titoli di Stato.
L’AI aumenterà la disoccupazione: quanto pesa il rischio sulla crescita?
Un elemento di particolare interesse riguarda l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro. Secondo Robeco, le grandi rivoluzioni tecnologiche del passato hanno provocato aumenti della disoccupazione di uno-due punti percentuali oltre quanto giustificato dall’andamento del ciclo economico. Nei prossimi cinque anni, la società prevede per gli Stati Uniti un incremento del tasso di disoccupazione di due punti percentuali complessivi: uno attribuibile all’effetto di sostituzione tecnologica e uno a fattori ciclici.
“L’effetto di sostituzione del lavoro è reale, a nostro avviso. Quest’anno abbiamo condotto una ricerca su una serie storica molto lunga, analizzando il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti dagli anni Novanta dell’Ottocento durante i boom tecnologici”, ha dichiarato van der Welle, “per i prossimi cinque anni abbiamo quindi incorporato nelle nostre previsioni per gli Stati Uniti un aumento di un punto percentuale dovuto esclusivamente alla disoccupazione tecnologica, oltre a un altro punto per ragioni cicliche”.
Secondo gli analisti l’effetto sul lavoro non sarà tale da creare colli di bottiglia sulla domanda e far deragliare la crescita, come altre analisi accademiche hanno ipotizzato. “Non pensiamo che la sostituzione del lavoro sarà necessariamente l’effetto principale dell’AI sull’occupazione. I settori maggiormente esposti all’intelligenza artificiale stanno già generando maggiori ricavi per dipendente dall’introduzione di ChatGPT. Questa complementarità fra AI e lavoro contribuirà a una maggiore crescita della produttività senza necessariamente sostituire i lavoratori”, ha affermato van der Welle, discostandosi dalla posizione in merito espressa dalla stessa OpenAI e da Bill Gates.
La tenuta della domanda diventa così una delle variabili decisive per lo scenario dei prossimi cinque anni. La società prevede una crescita americana rivista al rialzo dal 2,1% al 2,4% nello scenario centrale, sostenuta anche dai consumi e dall’aumento degli investimenti.
Quanto renderanno le principali asset class?
Previsioni di rendimento nominale annuo, in euro, per i prossimi cinque anni. Azioni emergenti in testa; premi relativamente contenuti per il credito.
Il rendimento nominale annuo atteso più elevato nel quadro Robeco; previsione rivista al rialzo di 0,5 punti.
Il rendimento atteso del credito investment grade in euro (3,75%) supera di appena mezzo punto quello dei governativi tedeschi (3,25%).

