Il venture internazionale continua a muoversi tra grandi operazioni sui mercati, nuovi round di finanziamento e acquisizioni strategiche. Dalla tecnologia al fintech fino al medtech, le ultime operazioni confermano il dinamismo di un ecosistema globale in cui crescita, consolidamento e accesso a nuovi capitali restano al centro delle strategie delle aziende.
SpaceX
La società aerospaziale fondata da Elon Musk nel 2002, ha completato la più grande ipo mai realizzata sui mercati finanziari, raccogliendo 85,7 miliardi di dollari grazie al pieno esercizio della greenshoe da parte delle banche collocatrici. L’offerta pubblica iniziale è avvenuta a un prezzo di 135 dollari per azione per una capitalizzazione iniziale di circa 1,77 trilioni di dollari, poi salita pochi giorni dopo sino a 2,5 miliardi. Nonostante la raccolta record, l’ipo non modifica sostanzialmente gli equilibri di controllo: Musk conserva circa il 54% del capitale economico ma oltre il 75% dei diritti di voto. Anche gli investitori di venture capital storici restano ampiamente esposti al titolo: fondi come Founders Fund, Sequoia Capital, Valor Equity Partners, DFJ Growth, Fidelity e Baillie Gifford mantengono complessivamente una quota stimata tra il 35% e il 40% del capitale. L’operazione ha consentito alla società di raccogliere nuove risorse per finanziare lo sviluppo di Starship, l’espansione della rete Starlink e i massicci investimenti nelle infrastrutture di intelligenza artificiale, oltre che per rimborsare il bridge loan da 20 miliardi, acceso la scorsa primavera per rifinanziare il debito di X e xAI.
TrueLayer
La scaleup fintech londinese, fondata nel 2016 dagli italiani Francesco Simoneschi (ceo) e Luca Martinetti (cto), ha annunciato l’acquisizione di in3, una fintech olandese specializzata nel credito al consumo tramite pagamenti bancari, leader di servizi Buy Now Pay Later che, a differenza dei tradizionali fornitori di BNPL basati su infrastrutture per carte, ha sviluppato un modello di credito progettato specificamente per i pagamenti da conto a conto. L’operazione segue l’acquisizione della fintech svedese Zimpler, finalizzata lo scorso marzo, leader del servizio Pay by Bank leader nei Paesi Scandinavi. TreLayer è forte dei capitali raccolti negli anni passati dagli investitori internazionali di venture capital: l’ultimo round, da 50 milioni di dollari, risale all’ottobre 2024, e rappresentava una estensione del precedente round di Serie E da 130 milioni di dollari che era stato chiuso nel settembre 2021.
Noctrix Health
La scaleup medtech statunitense è stata acquisita per 340 milioni di dollari da ResMed, azienda australiana attiva nella produzione di dispositivi medici per disturbi respiratori e legati al sonno. Noctrix, fondata nel 2016, ha sviluppato Nidra, un dispositivo indossabile per il trattamento della sindrome delle gambe senza riposo (Restless Legs Syndrome, RLS) che nel 2023 ha ottenuto l’autorizzazione commerciale negli Stati Uniti della Food and Drug Administration (FDA), rendendo il sistema il primo trattamento approvato dall’ente regolatorio per questa patologia. Negli anni è stata supportata da numerosi investitori di venture capital internazionali, tra i quali anche Angelini Ventures, il corporate venture capital dell’omonimo gruppo farmaeutico italiano, che era entrato nel capitale di Noctrix nel gennaio 2024, partecipando al round di Serie C da 40 milioni di dollari. Quel round era stato guidato da Sectoral Asset Management, con la presenza della stessa ResMed, di Asahi Kasei e di investitori preesistenti come OrbiMed e Treo Ventures. In totale la scaleup aveva raccolto circa 91 milioni di dollari dagli investitori.
Factorial
La piattaforma software di gestione aziendale con sede a Barcellona, ha chiuso un round di Serie D da 150 milioni di dollari guidato da General Catalyst, raggiungendo una valutazione post-money di 2,5 miliardi di dollari. Al round hanno partecipato anche Atomico e Four Rivers. Per General Catalyst si tratta del primo investimento di equity nel capitale di Factorial, di cui sinora aveva supportato la crescita attraverso il suo Customer Value Fund, un veicolo di investimento che in precedenza aveva già messo a disposizione di Factorial 80 milioni di dollari nel 2023 e altri 120 milioni lo scorso anno, ma che lavora attraverso strumenti non diluitivi del capitale, finanziando la crescita commerciale dell’azienda senza acquisire quote societarie. Contestualmente a questo ultimo round di equity, General Catalyst ha anche incrementato di altri 540 milioni di euro il suo impegno attraverso il Customer Value Fund che mette a disposizione capitali che Factorial può utilizzare per investire nelle attività commerciali e di marketing finalizzate all’acquisizione di nuovi clienti. In cambio, il ritorno economico per General Catalyst è collegato al valore generato da questi investimenti, e non all’acquisizione di quote della società.
(Articolo tratto dal magazine n. 92 di luglio-agosto 2026 di We Wealth. Abbonati qui per leggere il Magazine in formato cartaceo o digitale.)

