Nel 2025, la produzione per ora lavorata è cresciuta di oltre il 2% negli Stati Uniti, rimanendo pressoché invariata nell’area euro e nel Regno Unito. Nonostante i Paesi europei, dopo gli Usa, sembrino i meglio posizionati per beneficiare dell’adozione dell’AI, il divario tra Europa e Stati Uniti nell’implementazione delle tecnologie potrebbe ampliarsi nell’era dell’intelligenza artificiale.
Perché? L’analisi degli economisti Beth Beckett e Tryggvi Gudmundsson presso Capital Group fornisce una risposta a tale domanda.
Quello che emerge dall’analisi è che le imprese europee che adottano l’AI registrano benefici simili a quelli delle imprese statunitensi, ma la differenza sta nel modo in cui questa viene adottata.
Benefici simili
Secondo le stime dell’OCSE, la diffusione dell’intelligenza artificiale potrebbe aumentare ogni anno il tasso di crescita della produttività del lavoro di circa 1-1,25 punti percentuali negli Stati Uniti e nel Regno Unito e di 0,7-1,1 punti percentuali in Francia e Germania. A livello aziendale, i primi risultati sembrano confermare questo potenziale: le imprese europee che hanno già adottato l’AI dichiarano in media incrementi della produttività del lavoro pari a circa il 4,5%, accompagnati da un risparmio di tempo stimato intorno al 7,5% nell’arco di un mese lavorativo.
In linea con questa evidenza, uno studio della Banca dei regolamenti internazionali rileva che le aziende che utilizzano l’AI presentano una produttività mediamente superiore del 4% rispetto alle altre, anche tenendo conto delle differenze tra Paesi e settori.
Differenze nell’intensità di adozione
L’Europa ha accelerato nell’impiego dell’AI a livello aziendale: lo dimostrano i dati. Secondo i dati UE, infatti, l’utilizzo è aumentato di 6,5 punti percentuali nel 2025 rispetto al 2024. Inoltre, un’indagine condotta dalla Commissione europea tra febbraio e marzo 2026 rileva che un europeo su quattro utilizza l’AI sul lavoro.
Tuttavia, gli Stati Uniti rimangono avanti: un’indagine pubblicata dalla Brookings Institution ha rilevato che nel 2026 il 43% dei lavoratori statunitensi ha dichiarato di utilizzare l’AI, rispetto al 32% in Europa. Anche l’intensità con cui se ne fa uso è differente: il 15% dei lavoratori statunitensi ha affermato di averla utilizzata tutti i giorni nella settimana precedente al sondaggio, contro una media europea del 6%.
Differenze nella qualità del management
L’altra differenza più importante sarebbe riconducibile a una diversa qualità del management. Secondo lo studio della Brookings Institution, le imprese che premiano maggiormente il merito, gestiscono meglio le performance e intervengono sulle inefficienze mostrano tassi di adozione dell’intelligenza artificiale più elevati. Il quadro normativo europeo presenta, in tal senso, una maggiore rigidità nelle pratiche retributive e occupazionali, ma Paesi come la Germania si stanno muovendo nella direzione di rendere più semplici le procedure di assunzione e licenziamento dei lavoratori e di remunerarli tramite stock option.
In conclusione
Per concludere, il contesto normativo europeo e il suo impatto sull’organizzazione aziendale, insieme all’intensità di utilizzo dell’AI, influiscono sulla produttività. A ciò si aggiungono una maggiore presenza di imprese di piccole dimensioni e un minor numero di settori orientati alla tecnologia.
Il risultato è il rischio che il Vecchio Continente rimanga indietro nella crescita della produttività legata all’adozione dell’AI in ambito lavorativo.

