Gabetti Group, il real estate sotto un’unica regia

Uomo con barba, occhiali e giacca a quadri, su sfondo scuro.

Rafforzare il proprio ruolo di full service provider del real estate: è questa l’evoluzione in atto per Gabetti Group, tra advisory, transactions, servizi tecnici, luxury real estate e sviluppo internazionale

La riconoscibilità di un brand è fondamentale, perché consente di associare con immediatezza un nome, un logo e un’immagine a un preciso servizio o posizionamento.

Nel caso di Gabetti, questa forza, costruita in oltre 75 anni di storia, se da un lato rappresenta un valore, dall’altro ha contribuito a consolidare una percezione rimasta fortemente legata al passato, nonostante l’evoluzione del Gruppo abbia assunto contorni sempre più definiti.
La sfida del presente, come racconta Marco Speretta, amministratore delegato di Gabetti Group, consiste soprattutto nello sfatare il falso mito che ancora accompagna l’identità del marchio. Gabetti non è soltanto una rete di agenzie immobiliari, ma è soprattutto un ecosistema integrato di competenze e servizi capace di coprire l’intera filiera del real estate nella sua interezza.

È quindi anche una sfida di comunicazione: rendere più chiaro ciò che il Gruppo è oggi e trasmettere un messaggio preciso. Gabetti non significa più soltanto casa, ma immobile.

Quattro aree per coprire l’intera filiera immobiliare

“Uno degli obiettivi del nostro nuovo piano strategico è quello di migliorare la percezione di quello che siamo”, sottolinea Speretta.

Un primo passo in questa direzione è stato l’introduzione del nuovo logo di Gabetti Group. Pur mantenendo il rosso che da sempre rende riconoscibile il marchio, la nuova identità visiva segna un passaggio importante per la società che oggi si compone di quattro grandi linee di business.

La prima è quella che comprende le attività di Advisory & Transactions, ovvero le attività di consulenza, ricerche, brokeraggio, compravendita e locazione; la seconda, Real Estate Services, riunisce invece le competenze tecniche legate a property e facility management, consulenza ambientale, due diligence, valutazioni e perizie destinate anche al settore bancario. A queste si aggiunge la linea dei Network Services, che comprende il mondo delle agenzie immobiliari e i servizi rivolti al cliente finale, dalla mediazione creditizia e assicurativa ai contratti per le utenze. L’ultima area, Building Renovation & Management, è dedicata alla gestione e manutenzione dei condomini e alla riqualificazione degli immobili di privati.

“Sono quattro macro aree con cui copriamo la totalità dei servizi immobiliari all’interno di un unico sistema integrato. Cercheremo di parlare sempre meno delle singole società e sempre più delle linee di business, perché crediamo che questa sia la forma più semplice per spiegare al mercato quello che facciamo”, afferma Speretta.

All’interno dell’area Advisory & Transactions, uno dei presidi storici del gruppo è rappresentato dall’immobiliare di lusso, sviluppato attraverso il marchio Santandrea, guidato da Flavio Angeletti. Il gruppo sta lavorando per accelerarne la trasformazione, attraverso un percorso di rebranding, il rafforzamento delle sedi nelle principali città italiane e l’espansione nelle località turistiche più rilevanti, con l’intento di intercettare una clientela sempre più internazionale.

Great e Patrigest: dalla lettura del mercato all’esecuzione

La trasformazione non riguarda soltanto il segmento luxury. Risale infatti allo scorso aprile l’annuncio della nascita di Great (Gabetti Real Estate Advisory & Transactions), ex Gabetti Agency, guidata da Daniele Martignetti, con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento nell’advisory e nelle transazioni immobiliari.

La scelta nasce anche da un’esigenza linguistica che vede il termine “agency”, su un piano internazionale, associato soprattutto alle attività di locazione, e per tale motivo è stato scelto di sostituirlo con un termine più completo, ovvero l’acronimo “Great”. “Non facciamo cose diverse rispetto al passato, ma vogliamo farci capire meglio dai nostri interlocutori, sempre più internazionali. Gabetti Group non si compone soltanto di agenzie – che rappresentano solo una delle quattro aree su cui siamo impegnati – quello che facciamo è un business molto più complesso”, spiega Speretta.

Great opera in stretta complementarità con Patrigest, la società del Gruppo guidata da Luca Dondi dall’Orologio e dedicata alle attività di research, data intelligence e valutazione. Il percorso parte dall’analisi del mercato e dalla valutazione dell’asset, anche rispetto a possibili interventi di valorizzazione. Sulla base di queste informazioni viene definita la strategia più adatta, poi tradotta dalla componente transaction in operazioni di acquisto, vendita, locazione, riqualificazione o leasing. 

La complementarità tra Patrigest e Great consente quindi di accompagnare il cliente lungo l’intero processo, dalla lettura dei dati e dalla definizione della strategia fino alla sua esecuzione. È uno degli esempi più concreti di cosa significhi, per Gabetti, proporsi come full service providernel settore immobiliare.

L’approdo negli Stati Uniti con Gabetti Usa

Avvicinarsi a una clientela sempre più internazionale rappresenta un altro punto fermo nella trasformazione del Gruppo. Dopo Abu Dhabi e Dubai, a febbraio 2026 Gabetti ha comunicato l’accordo di partnership con G International e la nascita di Gabetti Usa. Ma è solo “un primo sguardo all’internazionalizzazione”, come precisa Speretta. Si tratta, infatti, di una strategia ancora in via di sviluppo, destinata ad ampliarsi nei prossimi anni.

L’obiettivo non è replicare all’estero il modello italiano attraverso, per esempio, la semplice espansione del franchising, ma portare l’Italia fuori dall’Italia, mettendo a disposizione la conoscenza e la capillarità del Gruppo a chi vuole investire nel mercato immobiliare italiano e, parallelamente, accompagnando i clienti italiani interessati ai mercati esteri.

Real estate: trend e prospettive per il futuro

Come i mercati finanziari e il contesto macroeconomico, anche il real estate ha dovuto adattarsi a un mondo sempre più volatile e in rapida trasformazione.

“L’immobile è un asset che va comprato, venduto o affittato, ma anche gestito, valorizzato e riqualificato. Deve soprattutto essere ripensato nel tempo, perché può essere necessario modificarne l’utilizzo più di una volta”, osserva Speretta.

Il mattone continua a occupare un ruolo centrale nei patrimoni delle famiglie e delle imprese italiane, ma il suo valore non dipende più soltanto dall’andamento del mercato o dalla capacità di generare una rendita. Il cambiamento riguarda tutte le asset class: dagli uffici alle abitazioni, fino alla logistica, ai data center, alla rigenerazione urbana e alle strutture dedicate a una popolazione più longeva. A questi trend si aggiungono sostenibilità, efficientamento energetico e adeguamenti normativi, destinati a incidere profondamente sul valore e sull’utilizzo degli immobili.

“Nei prossimi anni assisteremo a una grande evoluzione delle diverse asset class immobiliari e dovremo gestire un livello crescente di complessità. La nostra evoluzione nasce dalla volontà di aiutare i clienti a leggere questi trend e a gestire i propri immobili nel modo più efficace, all’interno di un contesto integrato che sappia adattarsi alle loro esigenze”, conclude l’amministratore delegato di Gabetti Group.

di Paola Ragno

Giornalista pubblicista e Senior Content Editor di We Wealth, è laureata in Mediazione linguistica e interculturale presso l’Università degli Studi di Bari. In We Wealth cura lo sviluppo di prodotti multimediali e redazionali, per l’online e il cartaceo. Nel passato ha lavorato e collaborato anche con Class CNBC.

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