S&P, per le banche globali le difficoltà sono in aumento

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Un nuovo report di S&p sul settore bancario globale ha rivisto al rialzo le previsioni sulle perdite legate ai crediti, a causa dei maggiori rischi di recessione

Indice

Per il settore bancario globale “la capacità di discostarsi dalle tendenze negative che colpiscono i settori delle imprese e delle famiglie sarà limitata”, ha affermato S&P nel Global Banks Outlook Midyear 2022

S&P prevede perdite sui crediti per le banche di tutto il mondo per circa 640 miliardi di dollari quest’anno e di quasi 700 miliardi nel 2023, in maggioranza concentrate in Cina

“I bilanci bancari sono in una condizione ragionevolmente buona per attenuare i venti contrari”, della recessione e dell’inflazione, “il capitale delle banche si è notevolmente rafforzato a seguito della crisi finanziaria globale e la qualità degli attivi è solida”. Ma per il settore bancario globale “la capacità di discostarsi dalle tendenze negative che colpiscono i settori delle imprese e delle famiglie sarà limitata”. Sono queste alcune delle conclusioni del Global Banks Outlook Midyear 2022 realizzato da S&P Global Ratings

Banche globali, lo scenario dei prossimi mesi

Mentre “le ricadute del conflitto tra Russia e Ucraina continuano, la probabilità di recessione è in aumento e l’inflazione è ai massimi pluridecennali in alcune regioni”. In questo contesto, scrive l’agenzia di rating potrebbero verificarsi “insolvenze societarie potenzialmente più elevate”, rispetto a quanto previsto in precedenza, “esacerbate da un’elevata leva finanziaria delle imprese”. Uno scenario che non aiuta sicuramente la qualità dei rating per il comparto bancario, che risente indirettamente della più ridotta capacità di restituzione dei debitori. “Nonostante gli outlook di rating siano perlopiù stabili”, afferma S&P, “le banche globali dovranno affrontare prove più difficili a causa dell’indebolimento della crescita economica e dell’aumento dell’inflazione che colpirà i mutuatari”. 

Da inizio anno al 22 luglio il comparto bancario globale (Nasdaq Global Bank Index) ha registrato una performance peggiore, ma non troppo distante da quella dell’S&P 500, -18,3% contro -16,7%. Alla prospettiva di maggiori tassi d’interesse, favorevole per i margini di profitto sulle attività di credito bancario, infatti, hanno fatto da contraltare le incertezze legate all’Ucraina e le conseguenze della recessione sulla qualità dei bilanci bancari (che a monte dipende dalla solvibilità di imprese e famiglie). 

S&P prevede perdite sui crediti per le banche di tutto il mondo per circa 640 miliardi di dollari quest’anno e di quasi 700 miliardi nel 2023, in maggioranza concentrate in Cina. Queste previsioni sono superiori di circa il 13% alle precedenti previsioni di S&P del febbraio 2022. 

Le perdite sui crediti delle banche dell’Europa occidentale restano immutate a 150 miliardi di dollari nel corso del 2022-22, secondo le previsioni di S&P.  

Le banche più grandi restano meglio posizionate

Per le prime 200 banche mondiali “stimiamo che le perdite su crediti assorbiranno in media circa il 25% dei loro utili pre-accantonamenti nel 2022, ovvero lo stesso livello medio del 2019… cifre che illustrano la capacità relativamente buona delle prime 200 banche in aggregato di assorbire ulteriori perdite senza esaurire il capitale”, si legge nel report dell’agenzia di rating, “su base regionale, stimiamo che il livello mediano delle perdite su crediti rispetto agli utili varierà da circa l’11%-15% in Nord America ed Europa occidentale al 36% in America Latina”.

 

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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