Btp: ecco le nuove emissioni di luglio 2026

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Una persona con i capelli lunghi tiene una bandiera italiana contro un cielo nuvoloso, dando le spalle alla telecamera.

Il Mef ha comunicato le caratteristi delle prossime aste di med-lungo termine: in arrivo anche un nuovo Btp a 7 anni

Indice

Il ministero dell’Economia ha annuciato la riapertura in asta di tre Btp con scadenze comprese fra il 2029 e il 2041. Fra questi figura anche un nuovo Btp a 7 anni con cedola al 3,35%.

Complessivamente i titoli potranno raccogliere fino a 7,5 miliardi di euro, escluse le aste supplementari.

Per prenotare l’acquisto c’è tempo fino al 9 luglio; è possibile fare riferimento agli sportelli bancari e postali, oppure attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzionalità di trading.

Di seguito le caratteristiche dei titoli:

Asta BTP di luglio 2026: scadenze, titoli offerti e cedole

Il Tesoro torna sul mercato con tre BTP a medio-lungo termine: un BTP a 3 anni, un BTP a 7 anni di nuova emissione e un BTP a 15 anni. Il regolamento delle sottoscrizioni è fissato per il 15 luglio 2026.

Le date da ricordare

  • Prenotazione da parte del pubblico: entro il 9 luglio 2026
  • Presentazione delle domande in asta: entro le ore 11:00 del 10 luglio 2026
  • Presentazione delle domande nell’asta supplementare: entro le ore 15:30 del 13 luglio 2026
  • Regolamento delle sottoscrizioni: 15 luglio 2026

I titoli in asta

Caratteristiche BTP 3 Anni BTP 7 Anni BTP 15 Anni
Vita residua In corso di emissione In corso di emissione In corso di emissione
Codice ISIN IT0005716839 Da attribuire IT0005694630
Tranche
Data di emissione 15/06/2026 15/07/2026 10/02/2026
Scadenza 15/09/2029 15/09/2033 01/10/2041
Cedola annuale 3,00% 3,35% 3,95%
Data pagamento cedola 15/09/2026 (*) 15/09/2026 (*) 01/10/2026
Importo minimo offerto 2.000 mln € 3.000 mln € 1.000 mln €
Importo massimo offerto 2.500 mln € 3.500 mln € 1.500 mln €

Nel complesso, l’offerta massima può arrivare a 7,5 miliardi di euro, considerando i tre titoli in collocamento. La cedola più elevata è quella del BTP a 15 anni, pari al 3,95%, mentre il nuovo BTP a 7 anni parte con una cedola annua del 3,35%.

(*) Prima cedola corta.

Perché inserire i Btp in portafoglio

I Btp rappresentano una scelta consolidata per i risparmiatori italiani, grazie al trattamento fiscale agevolato. Con un’aliquota del 12,5% sui rendimenti, nettamente inferiore al 26% applicato alla maggior parte degli altri strumenti finanziari, questi titoli di Stato partono da una posizione competitiva rispetto ad altre forme di investimento.

Tuttavia, il loro acquisto richiede una pianificazione attenta, soprattutto in relazione alle scadenze. È fondamentale scegliere titoli con una durata coerente con i propri obiettivi finanziari, in modo da recuperare il capitale in momenti strategici, come spese familiari o investimenti futuri.

Chi decide di vendere un Btp prima della scadenza deve considerare l’impatto delle variazioni di prezzo sul mercato: il valore potrebbe essere superiore o inferiore rispetto all’investimento iniziale, esponendo l’investitore al rischio di mercato. Al contrario, mantenere il titolo fino alla scadenza assicura il rimborso del capitale nominale, eliminando questa incertezza.

Rimane comunque il rischio di credito, ossia l’eventualità che lo Stato italiano non sia in grado di onorare i propri debiti. Sebbene lo scenario di un default sovrano sia considerato poco probabile, gli investitori dovrebbero sempre diversificare il portafoglio, valutando il proprio profilo di rischio e, se necessario, consultando un consulente finanziario per una strategia bilanciata.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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