Mercati del credito: quattro forze tra rischi e opportunità

Mercati del credito: quattro forze tra rischi e opportunità

I mercati del credito presentano fondamentali solidi, ma anche fragilità sotto la superficie: la loro traiettoria futura sarà plasmata da quattro forze decisive. Energia e geopolitica, crescita globale disomogenea e vulnerabile, intelligenza artificiale e volatilità dei tassi influenzano il settore, creando rischi e opportunità

Damir Bettini e Haran Karunakaran, rispettivamente fixed income portfolio manager e fixed income investment director presso Capital Group, analizzano i mercati del credito e le forze che li stanno plasmando. I rischi e le opportunità del settore dipendono principalmente da quattro driver, che vanno dalle tensioni geopolitiche e gli shock energetici alla volatilità dei tassi.

1. Energia e geopolitica

La prima forza è inevitabilmente legata alle tensioni geopolitiche e al loro impatto sul mercato energetico. Nonostante emergano segnali di una possibile risoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran, l’incertezza resta elevata. Rimangono infatti numerosi dettagli tecnici da negoziare e interessi contrapposti da gestire.

Lo shock petrolifero, inoltre, non può essere riassorbito da un giorno all’altro: potrebbero essere necessari mesi perché i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz tornino ai livelli precedenti al conflitto.

Un chiaro esempio del passato lo dimostra. Nel 2023-2024 gli attacchi dei ribelli Houthi hanno limitato la circolazione attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, un altro passaggio strategico per il commercio marittimo in Medio Oriente. Nonostante l’accordo con i ribelli, i flussi commerciali sono ancora ben al di sotto dei livelli precedenti al conflitto.

In ogni caso, i segnali di de-escalation contribuiscono a ridurre i rischi di stagflazione, grazie al calo dei prezzi del petrolio. I settori più ciclici e maggiormente sensibili agli spread potrebbero beneficiarne, perché le loro obbligazioni potrebbero essere favorite dalla riduzione del premio per il rischio.

Al contrario, se le ostilità dovessero intensificarsi, l’impatto macroeconomico sarebbe disomogeneo e colpirebbe maggiormente aree come l’Europa e buona parte dell’Asia.

2. Crescita globale fragile

La crescita globale, apparentemente solida in vista della seconda metà del 2026, cela fragilità non trascurabili. Il quadro è infatti disomogeneo e, negli Stati Uniti, una parte significativa della crescita è legata alla corsa agli investimenti nell’AI, con un conseguente rischio di concentrazione.

Negli Usa, gli investimenti in conto capitale connessi all’intelligenza artificiale potrebbero contribuire per 1-2 punti percentuali alla crescita nel 2026. Tuttavia, le fasce di reddito medio-basso subiscono pressioni crescenti, creando una dinamica “a K” dell’economia. Tale dinamica implica che la crescita della spesa delle famiglie a reddito più basso rimanga indietro rispetto a quella delle fasce ad alto reddito, che beneficiano invece dell’andamento dei prezzi degli asset e della stabilità dell’occupazione.

Dall’altra parte dell’Atlantico, l’Europa è maggiormente esposta allo shock energetico, con conseguenze particolarmente incerte sulle prospettive di crescita.

Quanto alla Cina, mostra segnali di stabilizzazione, soprattutto nel mercato immobiliare. Una lieve revisione al rialzo della sua crescita potrebbe avere effetti positivi a livello globale.

Focus sugli spread

Gli spread appaiono oggi particolarmente compressi, lasciando poco margine di errore. Qualora aumentassero le pressioni recessive e i mercati iniziassero a prezzare un allentamento delle politiche monetarie, si verificherebbe verosimilmente una riduzione dei rendimenti dei titoli governativi, che potrebbe compensare almeno in parte gli effetti negativi di un ampliamento degli spread sui prezzi delle obbligazioni.

Anche l’elevato rendimento iniziale offerto dal credito investment grade potrebbe attenuarne l’impatto sui rendimenti complessivi. Un simile movimento potrebbe inoltre creare interessanti opportunità di acquisto. Infatti, se lo shock negativo sulla crescita dovesse essere di breve durata e venisse compensato da altre forze positive, il risultato potrebbe essere un successivo restringimento degli spread, con effetti favorevoli per gli investitori.

Questa dinamica si è già verificata in passato, per esempio in seguito alla crisi delle banche regionali statunitensi, alla guerra tra Russia e Ucraina – anche se in questo caso il recupero è stato lungo e ha richiesto due anni e mezzo – e alla pandemia di Covid-19.

Qualora, al contrario, la crescita globale rimanesse robusta, gli spread creditizi potrebbero mantenersi sugli attuali livelli contenuti. Questo offrirebbe agli investitori l’opportunità di beneficiare di un carry interessante all’interno di un’asset class tipicamente difensiva.

3. AI e implicazioni per il credito

L’impatto dell’intelligenza artificiale sui mercati del credito è ancora in parte incerto, per quanto le premesse siano costruttive.

Nell’immediato, gli ingenti investimenti stanno determinando un forte aumento delle emissioni di obbligazioni societarie. Si stimano investimenti complessivi in conto capitale legati all’AI pari a 5-6 mila miliardi di dollari nei prossimi quattro-cinque anni, di cui circa 1.500 miliardi potrebbero essere finanziati attraverso il mercato investment grade.

Nel breve periodo, l’enorme quantità di obbligazioni necessarie a finanziare gli investimenti nell’AI potrebbe far scendere i prezzi dei bond e ampliare gli spread, anche se gli emittenti rimangono finanziariamente solidi.

Nel medio periodo, lo sviluppo delle infrastrutture legate all’AI rappresenta invece un’interessante opportunità di investimento.

In ottica di lungo periodo, il reale impatto deve ancora essere determinato, ma le prospettive appaiono positive in termini di miglioramento della produttività dell’economia.

4. Volatilità dei tassi

Le prospettive sui tassi restano incerte, perché sull’economia agiscono spinte opposte. Da un lato, il rialzo dei prezzi dell’energia e gli investimenti legati all’intelligenza artificiale possono alimentare l’inflazione e mantenere i tassi elevati più a lungo. Dall’altro, il rallentamento della crescita, la debolezza dei consumi e i possibili guadagni di produttività generati dall’AI potrebbero ridurre le pressioni sui prezzi e creare spazio per una politica monetaria più accomodante.

In caso di taglio dei tassi, chi detiene obbligazioni corporate potrebbe trarne beneficio. Qualora invece i tassi rimanessero elevati più a lungo, il maggiore carry dovrebbe comunque offrire un cuscinetto contro il loro impatto negativo sui prezzi obbligazionari.

Secondo gli esperti, il credito investment grade può pertanto rappresentare un’allocazione interessante nell’attuale contesto.

Opportunità e rischi di investimento secondo Capital Group

Capital Group individua opportunità nelle utility elettriche statunitensi, che potrebbero beneficiare dello sviluppo dell’AI, nel settore bancario, in particolare tra gli emittenti dei Paesi periferici europei grazie al miglioramento della qualità creditizia, e in alcuni hyperscaler tecnologici selezionati.

Al contrario, ritiene che vi siano settori che presentano rischi, come quello delle società midstream, per le quali la remunerazione offerta non è considerata sufficiente a compensare il rischio di credito. Tali società, che si concentrano sul trasporto, sullo stoccaggio e sulla commercializzazione all’ingrosso di petrolio e gas naturale, non hanno visto le proprie obbligazioni beneficiare nel complesso del rialzo dei prezzi del petrolio.

In conclusione, secondo gli esperti il mercato del credito continua a offrire opportunità interessanti, che richiedono però un’attenta selezione degli emittenti e una particolare disciplina nelle valutazioni, in un contesto macroeconomico sempre più complesso e disomogeneo.

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.