BlackRock, boom AI: l’energia è il prossimo settore da monitorare

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Uomo con abito scuro e cravatta a fantasia, sorride leggermente.

Per BlackRock la correlazione positiva fra azioni e obbligazioni ha ridotto la capacità dei bond di proteggere i portafogli: il reddito fisso non scompare, ma deve “guadagnarsi” il suo ruolo generando rendimento, non solo diversificazione.

Indice

L’intelligenza artificiale è il grande tema dei mercati, la difficoltà a creare un portafoglio veramente diversificato il grande problema dei portafogli. Il nuovo outlook di metà anno di BlackRock ha tracciato alcune conferme rispetto alle attese di inizio anno: la grande scommessa del mercato, specialmente negli Stati Uniti, ruota ancora attorno all’intelligenza artificiale, a vari livelli della catena. Non più soltanto gli hyperscaler, ma soprattutto i punti di “scarsità”, i colli di bottiglia contro cui si sta scontrando la costruzione delle infrastrutture che permettono all’AI di funzionare.

Alcuni passaggi sono già stati evidenti: prima le Gpu, come Nvidia; poi i semiconduttori, ad esempio Tsmc; infine le schede di memoria, in particolare SanDisk. Per gli investitori è una caccia al nuovo anello della catena in cui si manifesterà la prossima scarsità. Secondo Bruno Rovelli, chief investment strategist di BlackRock Italia, uno dei punti più probabili di attenzione sarà l’energia, insieme alle infrastrutture energetiche: una scommessa basata sull’inadeguatezza delle reti attuali a sostenere l’incremento della domanda di elettricità che l’AI porterà con sé.

“Prima di arrivare all’abbondanza bisogna passare dalla scarsità. Questa scarsità non è fissa, ma ha caratteristiche rotatorie: copre in diversi momenti diversi pezzi dell’ecosistema economico”, dice Rovelli. “Il più grosso miglioramento dei margini avviene nel settore power: tutto ciò che alimenta la componente energetica dell’AI, dalle turbine alle infrastrutture, fino alle reti. Il grosso tema è come trasportiamo l’energia, visto che la rete non è in grado di trasportare tutta l’energia necessaria per l’AI”.

BlackRock continua ad avere una visione positiva sul trend dell’AI e sul mercato azionario statunitense, l’unico a essere in sovrappeso nell’allocazione strategica del gestore (si veda il grafico in basso, con tutte le chiamate). Le due cose sono strettamente collegate. “Il numero di driver indipendenti del mercato americano è molto basso. Questo ci dice che è un indice dominato sostanzialmente dall’AI”, afferma Rovelli. “Quando lo compri, stai facendo in larga parte una scommessa su quel tema. L’Europa, da questo punto di vista, è molto più diversificata”. L’Europa è in posizione neutrale come allocazione complessiva, ma il settore finanziario europeo continua a essere favorito grazie a multipli più contenuti rispetto alle controparti americane.

Sul fronte obbligazionario, la tesi di BlackRock resta favorevole ai titoli governativi sulle scadenze più brevi, mentre la volatilità attesa sulla parte lunga della curva non sembra remunerare adeguatamente gli investitori per il rischio assunto. In particolare per l’Eurozona, BlackRock ritiene che in questo momento i mercati stiano sovrastimando la reale necessità di alzare i tassi d’interesse. Questo consentirebbe di portare in portafoglio rendimenti relativamente interessanti sui titoli di Stato a breve scadenza.

Sul private credit, tema tornato al centro del dibattito anche per le pressioni sui fondi semi-liquidi di private debt, Rovelli invita a distinguere fra fragilità localizzate e rischio sistemico. “La nostra sensazione è che non vi sia un tema sistemico: alla fine il credito privato è uno dei modi attraverso i quali si fa credito all’economia, non diverso da altri canali. Il punto è chiedersi quale sia lo stato di salute dei prenditori finali. E lo stato di salute è buono”. Questo non significa che non esistano aree di attenzione: “Lo stress indicator è relativamente alto, ma non anomalo rispetto agli ultimi anni. I problemi si concentrano soprattutto nelle micro-cap, dove la crescita dell’Ebitda è negativa”.

BlackRock Investment Institute Outlook di metà anno · Giugno 2026

Implicazioni per le classi di attivo

Posizionamento tattico a 6–12 mesi, rielaborazione editoriale in italiano · vista in dollari USA

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Azionario

6 aree
Stati Uniti
Sovrappeso · +1

Utili societari solidi, spinti dagli investimenti in IA e da un contesto macro favorevole, superano le attese sui tassi.

Europa
Neutrale

Servirebbero politiche più favorevoli alle imprese e mercati dei capitali più profondi per sovraperformare; preferiamo finanziari, infrastrutture e industriali.

Regno Unito
Neutrale

Valutazioni interessanti rispetto agli USA, ma mancano catalizzatori capaci di innescare un cambio di rotta nel breve termine.

Giappone
Neutrale

Bilanci aziendali solidi e riforme di governance continuano a sostenere il mercato; preferiamo esposizioni mirate all’IA fisica e ai colli di bottiglia della sua diffusione.

Mercati emergenti
Neutrale

Opportunità dove la crescita dell’IA alimenta la domanda di infrastrutture, in particolare in America Latina.

Cina
Neutrale

Opportunità nell’IA fisica: un’IA open-source a basso costo può favorirne l’adozione, ma non garantisce la redditività dei fornitori.

Reddito fisso

14 aree
Treasury USA breve termine
Neutrale

Preferiamo scadenze brevi e medie per il rendimento corretto per il rischio, oggi particolarmente interessante.

Treasury USA lungo termine
Sottopeso · −1

Gli investitori chiedono un compenso maggiore per la duration lunga, tra inflazione persistente e debito elevato; nel nuovo regime diversifica anche meno.

Obbligazioni globali indicizzate all’inflazione
Neutrale

L’inflazione si sta stabilizzando sopra i livelli pre-pandemia; nel breve i mercati potrebbero non incorporarlo se la crescita rallenta.

Titoli di Stato area euro
Sovrappeso · +1

Su scadenze brevi e medie: i mercati scontano tassi restrittivi al 3% per diversi anni, un’ipotesi che riteniamo eccessiva.

Gilt britannici
Neutrale

Attesa volatilità elevata per l’incertezza politica; le scadenze lunghe pesano di più e gli acquirenti restano sensibili al prezzo.

Titoli di Stato giapponesi
Sottopeso · −2

Rialzi dei tassi, un premio a termine globale più alto e un’offerta abbondante di emissioni spingeranno ulteriormente al rialzo i rendimenti.

Titoli di Stato cinesi
Neutrale

Offrono stabilità e diversificazione, ma i rendimenti dei mercati sviluppati restano più alti e lo spostamento verso l’azionario ne limita il potenziale.

MBS agenzie USA
Sovrappeso · +1

Offrono un rendimento più alto dei Treasury a parità di rischio e maggiore diversificazione in un contesto fiscale e inflativo teso.

Credito IG breve termine
Neutrale

Gli spread restano compressi grazie alla solidità societaria; potrebbero allargarsi con più emissioni o un calo dell’appetito per il rischio.

Credito IG lungo termine
Sottopeso · −1

Preferiamo le scadenze brevi, meno esposte al rischio tasso rispetto a quelle lunghe.

High yield globale
Neutrale

Rendimento interessante; preferiamo gli emittenti USA ed europei con rating più alto, mentre la dispersione dei risultati aumenta.

Credito asiatico
Neutrale

Rendimenti interessanti e fondamentali solidi, ma gli spread restano compressi.

Debito EM hard currency
Neutrale

I fondamentali sono migliorati, ma il debito in valuta locale offre un profilo rischio-rendimento più attraente.

Debito EM local currency
Sovrappeso · +1

Apprezziamo il rendimento offerto rispetto alla volatilità e il miglioramento dei fondamentali.

Diversificare con i bond? Non funziona più come copertura dal rischio

A margine delle previsioni di mercato, BlackRock ha sottolineato in modo forse più drastico rispetto al passato come la diversificazione fra azioni e obbligazioni abbia perso una parte della sua funzione storica: ridurre la volatilità dell’azionario attraverso la correlazione inversa dei bond. Se questa correlazione inversa viene meno, come accaduto negli ultimi anni, il costo-opportunità dei bond diventa meno attraente: rendono meno delle azioni, ma non sempre sono abbastanza decorrelati da giustificare il loro ruolo tradizionale di ammortizzatore.

“Storicamente bisogna chiedersi qual è la ragione per cui deteniamo reddito fisso in portafoglio, e questo dipende dalla struttura della correlazione fra azioni e obbligazioni. In un mondo in cui la correlazione è negativa, tu detieni le obbligazioni principalmente perché ti diversificano dal rischio azionario: le azioni fanno il lavoro di generare performance, le obbligazioni, soprattutto quelle governative a lungo termine, fanno il lavoro di diversificarti”, spiega Rovelli. “Ma in un mondo in cui la correlazione fra azioni e obbligazioni diventa positiva, il mondo obbligazionario perde la sua capacità di diversificare il rischio azionario e deve stare in portafoglio da solo. Deve guadagnarsi il suo ruolo. E questo ruolo non è più basato tanto sulla capacità di diversificare, ma sulla capacità di generare reddito rispetto all’inflazione e alla volatilità dell’asset class”.

Detta altrimenti: “In un regime più positivo, o comunque più instabile, cambia la natura del portafoglio obbligazionario: da hedging deve diventare reddito e performance”. La conseguenza è rilevante per l’asset allocation: il reddito fisso non scompare dai portafogli, ma smette di essere comprato solo perché “protegge” dall’azionario. Deve invece essere selezionato in base alla sua capacità di produrre rendimento corretto per il rischio, privilegiando le aree dove il rapporto fra reddito, inflazione e volatilità appare più interessante.

Ma se la funzione difensiva dei bond decade, cosa può sostituirla? Su questo, una vera risposta semplice non esiste. Alcuni operatori hanno iniziato a sostenere che i derivati, in particolare le opzioni, potrebbero diventare più mainstream in Etf e fondi attivi come forma più avanzata di copertura: è il caso, ad esempio, degli Etf buffer. Ma il derivato non è un’asset class, bensì un contratto con una funzione in qualche modo assicurativa. Può coprire un rischio specifico, non ricostruire da solo una diversificazione di portafoglio. E soprattutto, non è molto facile da avvicinare in una logica fai-da-te.

“Un’asset class che faccia hedging, di per sé, non esiste”, chiosa Rovelli, “quello che storicamente offrivano le obbligazioni governative a lungo termine era una correlazione quasi strutturalmente negativa con le azioni. Questa proprietà, secondo noi, è persa”. Quello che puoi fare oggi è pensare alla diversificazione”.

Nel mondo di oggi bisogna “pensare alla diversificazione a livello di intero portafoglio in termini di driver economici. L’oro, per esempio, ha driver economici diversi da azioni e obbligazioni: ha una capacità di diversificare, non ha la capacità di fare hedging”. Per gli investitori è forse questa la conclusione più scomoda dell’outlook: il portafoglio diversificato resta necessario, ma è diventato molto più difficile controllare il rischio.

Domande frequenti su BlackRock, boom AI: l’energia è il prossimo settore da monitorare

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in BlackRock, boom AI: l’energia è il prossimo settore da monitorare?

Quando si investe in BlackRock, boom AI: l’energia è il prossimo settore da monitorare, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in BlackRock, boom AI: l’energia è il prossimo settore da monitorare con un capitale limitato?

Iniziare a investire in BlackRock, boom AI: l’energia è il prossimo settore da monitorare con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a BlackRock, boom AI: l’energia è il prossimo settore da monitorare?

I rischi associati a BlackRock, boom AI: l’energia è il prossimo settore da monitorare sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per BlackRock, boom AI: l’energia è il prossimo settore da monitorare?

Le prospettive future per BlackRock, boom AI: l’energia è il prossimo settore da monitorare sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in BlackRock, boom AI: l’energia è il prossimo settore da monitorare?

La valutazione della performance degli investimenti in BlackRock, boom AI: l’energia è il prossimo settore da monitorare richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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