Aspettando la Fed: verso un rialzo dolorosamente necessario

5 MIN

Con la crisi ucraina l’outlook economico è peggiorato, ma le pressioni inflazionistiche non lasciano alternative alla Federal Reserve

A febbraio, quando ancora gli effetti economici della guerra in Ucraina non potevano dirsi incorporati, l’inflazione statunitense è salita ad un tasso annuo del 7,9%

Nel frattempo, il tasso di disoccupazione statunitense è sceso dal 4 al 3,8% a febbraio, fornendo nuovi segnali di forza sul mercato del lavoro

La Federal Reserve avvia la sua riunione di marzo con tutte le premesse che le consentiranno di procedere con il primo rialzo dei tassi d’interesse dall’inizio della pandemia. La necessità di stringere le maglie della politica monetaria sembrano essersi fatte ancor più pressanti dopo l’introduzione delle sanzioni alla Russia, che hanno contribuito ad aumentare i prezzi dell’energia e di varie altre materie prime.

A febbraio, quando ancora gli effetti economici della guerra in Ucraina non potevano dirsi incorporati, l’inflazione statunitense è salita ad un tasso annuo del 7,9%, con un indice di fondo, quello che esclude le componenti più volatili come l’energia, attestatosi ad un +6,4%. L’aspettativa che l’inflazione sarebbe rientrata dopo il picco invernale si è decisamente ridimensionata ora che sono decollati i prezzi di petrolio, gas, carbone e di altre materie prime che incidono sui costi di produzione dell’intera economia.

Nel frattempo, il tasso di disoccupazione statunitense è sceso dal 4 al 3,8% a febbraio, fornendo nuovi segnali di forza sul mercato del lavoro. Anche questo elemento, che accresce la forza contrattuale dei lavoratori facilitando loro il compito di negoziare retribuzioni più alte, incoraggia una forte sterzata restrittiva alla politica monetaria. Aumentare i tassi nel corso dell’anno dovrebbe contribuire ad abbassare la domanda, sacrificando una porzione della crescita economica per mantenere sotto controllo gli aumenti dei prezzi. Ma non sarà un processo indolore.

“Le attese sul rialzo dei tassi di interesse sono abbastanza scontate con un incremento di 25 punti base del costo del denaro negli Stati Uniti come affermato dal presidente del Federal Reserve System Jerome Powell nelle audizioni al Congresso. L’incertezza rimane quindi solamente sulle prossime azioni della Fed in politica monetaria”, ha commentato a We Wealth Filippo Diodovich, senior market strategist di IG.

“A nostro avviso i banchieri centrali statunitensi non prenderanno impegni e decideranno di tenere i piani molto flessibili, non escludendo anche un’accelerazione delle misure restrittive (come rialzi superiori ai 25 punti base) nelle prossime riunioni per fronteggiare in modo più efficiente le pressioni inflazionistiche”, ha affermato Diodovich. “L’andamento dell’indice dei prezzi al consumo sarà il principale segnale per capire le prossime mosse della principale banca centrale del mondo, tenendo conto che il mercato del lavoro statunitense è praticamente in una situazione di piena occupazione”.

Nel corso dell’ultima audizione al Congresso, il presidente della Fed si è astenuto dal esprimere un giudizio definito su quello che sarà l’impatto economico della crisi ucraina sulle scelte di politica monetaria. E’ prevedibile che, nel corso della conferenza stampa di mercoledì, Powell sarà incalzato dai cronisti su questo punto. Le sanzioni, infatti, non hanno solo contribuito ad esacerbare le pressioni inflazionistiche, ma anche a peggiorare l’outlook sulla crescita globale. Questo renderà potenzialmente più dolorosa, l’inevitabile contromossa restrittiva da parte della Fed.

“Nei prossimi mesi la Fed potrà avere un’idea più chiara sugli effetti del conflitto in Est Europa e dei nuovi lockdown in Cina sui prezzi al consumo”, ha concluso Diodovich, “le nostre attese rimangono comunque fissate su almeno sei rialzi dei tassi di interesse nel corso del 2022”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.