La licenza bancaria europea ha segnato un cambio di passo per Scalable Capital. La fintech tedesca, nata per semplificare l’accesso agli investimenti, accelera ora sull’integrazione tra servizi di investimento e banking tradizionale, ampliando la propria offerta anche in Italia.
Dall’apertura agli investitori retail dei mercati privati all’introduzione del primo ETF a replica ibrida sul mercato italiano, fino al recente lancio del conto deposito non vincolato, il gruppo guarda a una nuova fase di crescita, con l’Italia oggi secondo mercato per importanza. Ne abbiamo parlato con Alessandro Saldutti, country manager Italia di Scalable Capital.
Partiamo dal recente lancio del conto deposito non vincolato. Quali esigenze della clientela intercetta e che ruolo ha per l’evoluzione della vostra offerta?
Il conto deposito non vincolato risponde a un’esigenza ormai evidente: gestire la liquidità in modo efficiente, senza rinunciare alla piena disponibilità delle somme. In un contesto come quello attuale, i risparmiatori sono molto attenti all’equilibrio tra rendimento e flessibilità e chiedono soluzioni che non li costringano a fare una scelta tra le due dimensioni.
Allo stesso tempo, ha anche una valenza strategica, quella di intercettare nuova clientela, includendo quella fascia di risparmiatori che oggi non investe. In questo contesto, il rendimento proposto non è un elemento accessorio, ma una precisa scelta di posizionamento. Il tasso che una banca riconosce rappresenta la forma più trasparente di impegno verso il cliente, non è solo una leva commerciale, ma un segnale concreto del valore che viene restituito al risparmiatore.
Per questo abbiamo costruito un prodotto coerente con un tasso superiore al riferimento della Bce, senza condizioni commerciali o vincoli accessori (come l’accredito dello stipendio) e senza importi minimi richiesti.
Si tratta di un tassello importante nel percorso di evoluzione della nostra offerta, con l’obiettivo di affiancare alla componente di investimento soluzioni sempre più complete anche per la gestione della liquidità.
A settembre 2025 è arrivata la licenza per diventare, a tutti gli effetti, una banca europea. Cosa ha significato concretamente, in termini di modello di business e posizionamento?
Ha rappresentato un passaggio strutturale nel nostro percorso di crescita. Ci ha consentito di ampliare in modo significativo l’offerta, includendo anche attività bancarie tradizionali come la raccolta dei depositi e i prestiti, già attivi in Germania con una formula innovativa.
Tutto questo si traduce in un cambiamento concreto, una maggiore integrazione dell’offerta e una relazione più diretta con il cliente. Possiamo accompagnarlo in modo continuativo lungo tutte le principali esigenze finanziarie, quindi risparmiare, investire e ottenere credito.
Dal punto di vista del posizionamento, la licenza ci permette di combinare due elementi chiave, da un lato la solidità e le garanzie di un istituto regolato europeo, dall’altro la semplicità e l’efficienza tipiche di una piattaforma digitale. Questa integrazione ci consente di proporre un modello alternativo, capace di competere sia con i broker digitali sia con le banche tradizionali.
Questo passaggio è rilevante anche in termini di credibilità e fiducia. È per voi funzionale ad attrarre una clientela con esigenze più articolate e patrimoni più rilevanti, oppure il vostro focus resta invariato?
Sicuramente rafforza la nostra credibilità e ci consente di dialogare anche con segmenti di clientela più maturi e con patrimoni più importanti. Tuttavia, il nostro DNA non cambia, perché restiamo focalizzati sull’accessibilità e sulla democratizzazione degli investimenti.
Più che uno spostamento di target, parlerei di un ampliamento. Continuiamo a servire una clientela ampia, ma con la capacità di accompagnarla lungo tutte le fasi della crescita patrimoniale, offrendo soluzioni via via più sofisticate in funzione delle esigenze.
Alla luce dell’espansione continua della vostra offerta, qual è oggi l’identikit del vostro cliente?
Il nostro cliente oggi è trasversale. Accanto a una base storicamente più giovane e digitale, vediamo una crescita significativa anche di fasce d’età più mature, sempre più sensibili a un’offerta percepita come più trasparente, efficiente e competitiva rispetto alla gestione tradizionale.
Si tratta di utenti informati, attenti ai costi e alla qualità dell’esperienza, che cercano strumenti semplici ma solidi per gestire e far crescere il proprio patrimonio. In Italia, in particolare, intercettiamo sia nuovi investitori che si avvicinano per la prima volta ai mercati, sia clienti più evoluti che utilizzano la piattaforma in modo consapevole per costruire portafogli diversificati.
L’evoluzione della nostra offerta ci consente di accompagnare entrambe queste tipologie, rispondendo a esigenze che diventano più articolate, senza perdere in semplicità e accessibilità.
Oggi gestite circa 40 miliardi di euro di masse. Avete altri obiettivi di crescita e quali leve sono le più rilevanti per raggiungerli?
I circa 40 miliardi di euro investiti attraverso la piattaforma riflettono un percorso di crescita solido, ma per noi rappresentano soprattutto una base su cui continuare a costruire. L’obiettivo è proseguire lungo questa traiettoria, ampliando la base clienti e aumentando il livello di utilizzo nel tempo.
Le leve principali sono due. La prima è l’evoluzione continua dell’offerta, che puntiamo a rendere più efficiente, accessibile e coerente con le esigenze dei risparmiatori. La seconda è la crescita nei mercati chiave, con un focus particolare su Paesi come l’Italia, dove vediamo un potenziale ancora molto significativo, sia in termini di nuovi clienti sia di sviluppo della relazione nel tempo.
In questo senso, la crescita non è solo una questione dimensionale, ma il risultato della nostra capacità di rendere l’investimento sempre più accessibile e rilevante per un pubblico ampio.
Scalable Capital è nata con l’obiettivo di rendere gli investimenti più accessibili. A che punto siete oggi, rispetto a questa missione, e quali saranno le prossime mosse strategiche per rafforzare il vostro posizionamento, anche in Italia?
Abbiamo fatto passi importanti nel rendere gli investimenti più accessibili, semplificando l’esperienza, riducendo i costi e ampliando progressivamente la gamma di soluzioni disponibili. Oggi vediamo una crescente partecipazione anche da parte di clienti che in passato sarebbero rimasti esclusi dai mercati finanziari, ed è un segnale che la direzione intrapresa è quella giusta.
L’Italia rappresenta oggi il nostro secondo mercato per importanza ed è uno dei Paesi in cui vediamo il maggiore potenziale di crescita. Per questo stiamo investendo in modo deciso. Abbiamo aperto un ufficio a Milano e costruito un team locale con competenze trasversali per rafforzare la nostra presenza sul territorio.
Le prossime tappe vanno in questa direzione. Stiamo lavorando all’apertura della branch italiana, che ci permetterà di offrire un IBAN locale e il regime amministrato, elementi chiave per rispondere in modo ancora più efficace alle esigenze degli investitori italiani.
Siamo convinti che questi sviluppi ci consentiranno di accelerare ulteriormente la crescita nel Paese, rafforzando il nostro posizionamento come interlocutore di riferimento per i risparmiatori italiani.

