Perseo Sirio, il fondo che cresce e guarda oltre i mercati quotati

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Perseo Sirio, il fondo che cresce e guarda oltre i mercati quotati

Crescono gli iscritti, aumentano le masse e si aprono nuove strade di investimento. Il Fondo Perseo Sirio accelera, tra life cycle e primi passi nei private market. Ne parliamo con il presidente Riccardo Realfonzo, tra numeri e prospettive

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Presidente, partiamo da una fotografia aggiornata del Fondo Perseo Sirio: quanti iscritti conta oggi, quali masse gestite e con quali principali caratteristiche della platea di aderenti?

A seguito dell’entrata in vigore dell’adesione semiautomatica con diritto di recesso, negli ultimi anni Perseo Sirio ha visto crescere in maniera esponenziale le adesioni e oggi conta 297mila aderenti. Si tratta di un dato che colloca Perseo Sirio, che è il più giovane fondo pensione negoziale italiano, tra i più grandi per numero di iscritti. In particolare, nel solo 2025, grazie allo sforzo fatto sulla comunicazione e alle iniziative volte a favorire una più ampia applicazione del meccanismo del silenzio assenso nelle amministrazioni pubbliche, hanno aderito 49.500 lavoratori, di cui oltre il 48% su base volontaria.

Nonostante questa dinamica, il tasso di penetrazione rispetto alla platea potenziale resta ancora contenuto, attestandosi al 21%. Siamo quindi consapevoli che il lavoro da fare è ancora significativo, ma allo stesso tempo riteniamo di essere sulla strada giusta, anche alla luce del progressivo avvicinamento alla media della previdenza complementare, pari a circa il 30%. Un dato che, tuttavia, riflette realtà con un’anzianità compresa tra i 20 e i 30 anni, rispetto ai soli 12 anni di Perseo Sirio.

La crescita delle adesioni si riflette anche sull’andamento delle masse gestite, che oggi superano il miliardo di euro. Va inoltre considerato che, nei fondi del pubblico impiego, la quota di TFR – pari a circa due terzi della raccolta – ha natura figurativa: il DPCM del 20 dicembre 1999 stabilisce infatti che non venga versata al fondo, ma resti nella disponibilità del datore di lavoro/ INPS, che ne cura la rivalutazione.

In un contesto di rendimenti tornati positivi ma ancora incerti, come è strutturata oggi la vostra asset allocation? Qual è il peso delle principali asset class e quali scelte avete rivisto negli ultimi anni?

La costruzione del portafoglio prende necessariamente avvio da un’attenta analisi del fabbisogno previdenziale degli aderenti, considerando età anagrafica, livello di reddito e prospettive legate alla pensione di primo pilastro. Su queste basi viene definita la struttura della gestione finanziaria. In questo contesto, è opportuno sottolineare che Perseo Sirio è stato tra i fondi apripista nell’introduzione del percorso life cycle: un modello che, in assenza di diversa indicazione dell’aderente, collega la composizione dell’investimento all’età del singolo, accompagnandolo progressivamente da un’esposizione più azionaria verso soluzioni bilanciate tra azionario e obbligazionario, fino ad approdare, in prossimità della pensione, al comparto garantito.

Va inoltre ricordato che l’introduzione del life cycle è stata più volte raccomandata dalla Covip e che l’ultima legge di bilancio ha previsto questo approccio come soluzione di default per gli aderenti silenti. Alla luce della nostra esperienza, riteniamo che, proprio in questi casi, il life cycle rappresenti la strategia di investimento più razionale nell’interesse dei lavoratori.

Nel vostro portafoglio, che ruolo giocano oggi i mercati quotati rispetto agli investimenti non quotati? State aumentando l’esposizione ai private market oppure mantenete un approccio più prudente?

Perseo Sirio, come osservavo in precedenza, ha visto una forte crescita delle adesioni e del volume di risparmio gestito negli ultimi anni.

Oggi abbiamo una raccolta positiva pari a circa 25 milioni al mese e un’età anagrafica media dei nostri aderenti in rapido calo, attestatasi intorno ai 44 anni e 3 mesi, con un orizzonte temporale medio del risparmio previdenziale in gestione ben superiore ai vent’anni. Questi elementi hanno fatto sì che alla fine del 2025 il Cda abbia potuto deliberare un investimento di 50 milioni di euro in strumenti illiquidi, anche per diversificare le classi di investimento in linea con il profilo rischio rendimento dei nostri aderenti e nella consapevolezza che i risultati offerti dagli strumenti alternativi del private equity, del private debt e del venture capital sono decorrelati rispetti a quelli registrati nei classici mercati pubblici azionari e obbligazionari.

In particolare, abbiamo deciso di investire nel private equity italiano scegliendo come interlocutore Fondo Italiano d’Investimento, ossia il gestore che fa capo a Cassa Depositi e Prestiti.

In queste settimane stiamo finalizzando questa operazione. L’investimento che abbiamo costruito è fortemente innovativo e prevede tra l’altro, d’accordo con il nostro gestore, la collocazione dell’investimento nel comparto garantito del fondo. Per il futuro Perseo Sirio rimane aperto a ulteriori investimenti negli strumenti alternativi, ad esempio nel venture capital, anche per ottenere il vantaggio fiscale che la Legge assicura agli investimenti e con particolare interesse per operazioni che presentino forme di protezione del rendimento. Siamo infatti consapevoli che sia necessario contribuire alla crescita del Paese, come l’associazione di categoria Assofondipensione ci invita a fare, ma al tempo stesso sappiamo bene che il mercato finanziario italiano pesa meno dell’1% sulla scena globale e che dobbiamo tutelare al massimo i risparmi previdenziali dei lavoratori. Per questa ragione, riguardo gli investimenti alternativi, vediamo con grande favore l’introduzione di meccanismi pubblico-privati con ritorni asimmetrici e protezione del rendimento a favore degli investitori istituzionali. L’auspicio che formuliamo è che, per favorire gli investimenti del risparmio nazionale all’interno del Paese, il Legislatore si decida a proporre questo tipo di soluzione ai fondi pensione negoziali e alle altre forme della previdenza complementare.

(Articolo tratto dal magazine n. 89 di aprile 2026 di We Wealth)

Domande frequenti su Perseo Sirio, il fondo che cresce e guarda oltre i mercati quotati

Quanti aderenti conta attualmente il Fondo Perseo Sirio e qual è il motivo principale di questa crescita?

Il Fondo Perseo Sirio conta oggi 297mila aderenti, un numero in crescita esponenziale. Questa crescita è stata favorita dall'entrata in vigore dell'adesione semiautomatica con diritto di recesso negli ultimi anni.

Come è strutturata l'asset allocation del Fondo Perseo Sirio in un contesto di rendimenti incerti?

L'articolo menziona che l'asset allocation è strutturata per affrontare rendimenti tornati positivi ma ancora incerti. Tuttavia, i dettagli specifici sul peso delle principali asset class e sulle scelte riviste negli ultimi anni non sono forniti in questo estratto.

Qual è il ruolo dei mercati quotati nel portafoglio del Fondo Perseo Sirio rispetto agli investimenti non quotati?

L'articolo pone una domanda sul ruolo dei mercati quotati rispetto agli investimenti non quotati e se l'esposizione ai private market stia aumentando o se si mantenga un approccio prudente. La risposta specifica a questa domanda non è presente nell'estratto fornito.

Quali sono le principali caratteristiche della platea di aderenti al Fondo Perseo Sirio?

L'articolo menziona la platea di aderenti tra le informazioni richieste al Presidente, ma le caratteristiche specifiche di questa platea non sono dettagliate nell'estratto fornito.

Quali sono le masse gestite dal Fondo Perseo Sirio?

L'articolo indica che le masse gestite sono un dato richiesto al Presidente per una fotografia aggiornata del fondo. Tuttavia, il valore specifico delle masse gestite non è presente nell'estratto fornito.

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Una donna con i capelli lunghi, che indossa una camicetta arricciata, siede sorridente e tiene in mano un blocco per appunti. Lo sfondo è semplice e di colore chiaro. L'immagine è in bianco e nero.

di Chiara Samorì

Direttore editoriale di We Wealth e responsabile per l’area multimediale. Giornalista professionista, è laureata in Psicologia. Nel passato ha collaborato, tra gli altri, con il Corriere della Sera, l’agenzia di stampa Italpress, Ingenio, Reteconomy e Pop Economy.

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