Resilienza dei mercati: perché le Borse reggono alla crisi in Iran

Resilienza dei mercati: perché le Borse reggono alla crisi in Iran

Dopo sei settimane di tensioni in Medio Oriente, i mercati azionari tengono. Una solidità che poggia soprattutto su aspettative ancora favorevoli per la crescita degli utili

L’analisi di Kevin Thozet, Portfolio Advisor e membro dell’Investment Committee di Carmignac, mette in evidenza i fattori che stanno sostenendo i mercati azionari nonostante il protrarsi delle tensioni geopolitiche e un contesto macroeconomico più complesso.

Il prezzo della resilienza

Dopo sei settimane di conflitto in Medio Oriente, l’andamento dei mercati azionari può apparire sorprendente. Dopo una breve fase di flessione, gli indici di Borsa hanno recuperato gran parte delle perdite accumulate, arrivando persino a superare i livelli precedenti allo scoppio della guerra in Iran. La domanda, quindi, è se questo movimento vada letto come un eccesso di compiacenza oppure come il riflesso di una valutazione lucida dei fondamentali societari.

Il ruolo chiave degli utili

L’analisi dei driver di performance dei principali indici globali aiuta a chiarire questo apparente paradosso. I multipli di valutazione non hanno sostenuto i mercati: nel complesso, si è assistito a una loro contrazione. Anche i dividendi hanno avuto un impatto piuttosto marginale. A spiegare il recupero è quindi soprattutto l’effetto dei risultati, cioè la dinamica degli utili.

Dall’inizio del conflitto iraniano, le stime di crescita degli utili per il 2026 sono state riviste al rialzo di oltre il 4%, portandosi intorno al +20% annuo per l’indice azionario globale1. Questo elemento contribuisce a spiegare la tenuta dei mercati nonostante le numerose incertezze.

Aspettative positive in un contesto più difficile

Le attese favorevoli sugli utili si inseriscono però in un quadro più complicato, caratterizzato da condizioni finanziarie più restrittive, rialzo dei tassi legato a un’inflazione più elevata, rallentamento dell’attività economica, pressioni sui costi e margini già prossimi ai massimi storici.

In questo contesto, i mercati hanno letto correttamente la situazione: il comparto energetico ha infatti registrato un forte rialzo delle stime sugli utili, superiori al 35%, sostenuto dal recupero dei prezzi del petrolio e del gas.1. Da soli, questi fattori spiegano la maggior parte delle revisioni positive degli utili per azione, e addirittura più della totalità in Europa e in Giappone. Anche il settore dei materiali segue una dinamica simile.

Anche per il comparto tecnologico, soprattutto negli Stati Uniti, le previsioni continuano a essere riviste verso l’alto. Gli utili attesi sono indicati al +15% per quest’anno, vale a dire circa il 6% in più rispetto alla fine di febbraio1. Gli operatori del settore continuano a beneficiare pienamente del ciclo di investimenti legato all’intelligenza artificiale. Resta però aperto un interrogativo: l’aumento dei prezzi dell’energia è stato incorporato in misura adeguata?

I settori più esposti restano sotto pressione

Di segno opposto, invece, le revisioni per i settori dei beni di consumo e dell’industria, per i quali le stime sono scese. Il rincaro dei carburanti equivale infatti a una tassa aggiuntiva per le famiglie e comprime i margini delle imprese. Finora, però, queste revisioni sono rimaste abbastanza contenute.

In questa fase, gli operatori considerano lo shock energetico abbastanza forte da sostenere i profitti del settore energetico, ma non ancora tale da compromettere il funzionamento del resto del sistema economico. Una valutazione che riflette un certo grado di ottimismo.

Scenario rialzista e ribassista per i mercati

Il punto di svolta è stato raggiunto. Lo scenario ribassista per i mercati è legato a un forte shock negativo dell’offerta e della crescita, causato dalle interruzioni connesse alla chiusura di una rotta marittima attraverso cui transita tra il 10% e il 15% del commercio marittimo globale. A questo si aggiungerebbe la trasmissione del rialzo del petrolio lungo l’intera catena dei prezzi. È questo lo scenario tipico della stagflazione.

Lo scenario rialzista, al contrario, poggerebbe su una normalizzazione delle valutazioni verso i livelli, già ottimistici, precedenti al conflitto, vale a dire da 17 a 20 volte gli utili attesi nei prossimi 12 mesi. Un simile movimento potrebbe concretizzarsi in caso di rapida risoluzione della guerra e di una stretta monetaria meno severa del previsto, favorita dal ritardo con cui gli effetti negativi sulla crescita si trasmettono all’economia.

Ipotizzando che le aspettative sugli utili restino invariate, ciò lascerebbe spazio a un ulteriore potenziale di apprezzamento nell’ordine del 10% per i mercati azionari1.

1Fonte: Carmignac, Bloomberg, 16 aprile 2026.


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Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Domande frequenti su Resilienza dei mercati: perché le Borse reggono alla crisi in Iran

Quali sono i principali fattori che sostengono la resilienza dei mercati azionari nonostante le tensioni geopolitiche in Medio Oriente?

L'analisi di Kevin Thozet evidenzia che i mercati azionari stanno recuperando le perdite iniziali grazie a fattori che ne sostengono la resilienza. Questi includono un contesto macroeconomico complesso ma gestibile e aspettative positive che contrastano le pressioni settoriali.

Come hanno reagito gli indici di Borsa dopo l'inizio del conflitto in Medio Oriente?

Dopo una breve fase di flessione iniziale, gli indici di Borsa hanno mostrato una notevole capacità di recupero. Hanno recuperato gran parte delle perdite subite, dimostrando una resilienza sorprendente nel periodo successivo alle prime sei settimane di conflitto.

Qual è il ruolo degli utili aziendali nel sostenere la performance dei mercati azionari?

Il ruolo chiave degli utili è fondamentale per la tenuta dei mercati azionari. Sebbene l'articolo non fornisca dettagli specifici sugli utili, la loro importanza è sottolineata come fattore di supporto in un contesto di incertezza.

Quali settori di mercato sono maggiormente influenzati dalle attuali tensioni geopolitiche?

I settori più esposti alle tensioni geopolitiche continuano a rimanere sotto pressione. Questo indica che, nonostante la resilienza generale dei mercati, alcune aree specifiche risentono maggiormente del contesto attuale.

Quali scenari sono previsti per i mercati azionari in base all'analisi presentata?

L'articolo menziona scenari sia rialzisti che ribassisti per i mercati. Questo suggerisce che, pur essendoci fattori di supporto, permangono incertezze che potrebbero portare a diverse evoluzioni future.

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