Salvataggio Banca Progetto, il piano c’è: ecco chi paga il conto

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Ricapitalizzazione e cessione dei rischi tra pubblico e privato: lieto fine per il sistema, mentre sulle cause del dissesto si indaga per associazione a delinquere

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L’ampia portata del salvataggio di Banca Progetto ha trovato conferma: con la delibera dell’assemblea straordinaria è stato approvato un aumento di capitale da 750 milioni di euro, interamente sottoscritto dal Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd). Un intervento “di sistema”, quindi, che mette in sicurezza l’istituto controllato dal fondo Oaktree e finito in amministrazione straordinaria il 18 marzo 2025, una fase destinata a chiudersi il 31 marzo con la nomina dei nuovi organi sociali.

L’operazione è strutturata in modo tale da consentire, successivamente all’aumento, una profonda riorganizzazione degli attivi tramite cartolarizzazione, distinguendo tra crediti problematici e crediti performing. Questi ultimi saranno rilevati in larga parte da Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM, Intesa Sanpaolo e UniCredit, insieme ad altri investitori istituzionali. Un portafoglio da 2,1 miliardi di crediti deteriorati sarà invece ceduto a un fondo alternativo partecipato per metà dalla stessa cordata di cinque banche e per l’altra metà da AMCO, la società pubblica specializzata nella gestione di Npl controllata dal ministero dell’Economia. Il rischio di future perdite su questi crediti viene quindi redistribuito tra soggetti privati e pubblici.

In una fase successiva, il Fitd cederà il 90% più un’azione della nuova Banca Progetto post aumento di capitale a una società veicolo partecipata dalle cinque banche, che di fatto rileveranno un istituto già ripulito dagli attivi più problematici, limitando l’impatto sui propri bilanci. Le operazioni di riduzione del rischio saranno completate entro il 9 aprile: una tabella di marcia serrata che mette in campo risorse private (Fitd e le cinque banche) e pubbliche (AMCO) per gestire quella che i commissari straordinari Lodovico Mazzolin e Livia Casale hanno definito una “rilevante criticità per il sistema bancario”. I due si sono detti “estremamente soddisfatti” del risultato, “frutto di un intenso lavoro svolto in stretta collaborazione con il Fitd e le cinque banche”.

Le indagini e le responsabilità della gestione

Sul fronte giudiziario, la scorsa settimana è stata resa nota un’intesa con gli inquirenti: una richiesta di patteggiamento, attualmente all’esame del gip, prevede un pagamento di 40 milioni di euro che ricadrebbe sul Fitd, fornendo un punto di certezza sugli oneri legali. L’origine dell’inchiesta è legata all’erogazione di prestiti coperti da garanzie statali durante l’era Covid, i cui beneficiari si sarebbero poi rivelati soggetti collegati alla ’ndrangheta.

Nel frattempo, le responsabilità penali degli ex vertici restano da accertare. Lo scorso febbraio la Procura di Milano ha prorogato di altri sei mesi le indagini sull’ex amministratore delegato Paolo Fiorentino, indagato (insieme all’intero ex consiglio di amministrazione) per associazione per delinquere, truffa aggravata, falso in bilancio e bancarotta fraudolenta.

Secondo gli ispettori della Banca d’Italia, Banca Progetto e lo stesso Fiorentino avevano “promosso un modello di crescita non prudente, ispirato a un accentuato sviluppo dei volumi, senza sostanziali adeguamenti dei presidi”, rilevando gravi carenze in tutte le fasi dell’erogazione del credito, dall’istruttoria alle procedure antiriciclaggio. L’ipotesi è che la presenza delle garanzie pubbliche abbia incentivato prese di rischio eccessive che, in ultima analisi, hanno contribuito al dissesto dell’istituto: “L’amministratore delegato ha sempre minimizzato la portata del deterioramento della qualità dell’attivo sulla scorta della copertura assicurata dalla garanzia pubblica”.

Dai conti deposito al rischio evitato per i risparmiatori

Per i piccoli risparmiatori Banca Progetto era nota soprattutto per le offerte aggressive sui conti deposito, spesso tra le più remunerative sul mercato. Anche chi aveva destinato somme superiori ai 100mila euro garantiti dal Fitd può oggi tirare un sospiro di sollievo: con il piano di salvataggio ormai in fase avanzata, il rischio di perdite appare scongiurato.

Domande frequenti su Salvataggio Banca Progetto, il piano c’è: ecco chi paga il conto

Chi ha approvato l'aumento di capitale per Banca Progetto e quale importo è stato deliberato?

L'aumento di capitale da 750 milioni di euro è stato approvato dall'assemblea straordinaria di Banca Progetto. Questo importo è stato interamente sottoscritto dal Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd).

Qual è il ruolo del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) nel salvataggio di Banca Progetto?

Il Fitd ha sottoscritto interamente l'aumento di capitale da 750 milioni di euro, agendo come intervento 'di sistema'. Questo ha permesso di mettere in sicurezza l'istituto bancario.

Quando è stata posta Banca Progetto in amministrazione straordinaria e quando si prevede la chiusura di questa fase?

Banca Progetto è finita in amministrazione straordinaria il 18 marzo 2025. Questa fase è destinata a chiudersi il 31 marzo 2025 con la nomina dei nuovi organi direttivi.

Qual è l'obiettivo principale dell'intervento finanziario su Banca Progetto?

L'obiettivo principale è mettere in sicurezza l'istituto bancario, controllato dal fondo Oaktree, e garantire la tutela dei risparmiatori. L'intervento è definito 'di sistema' per la sua ampiezza.

Quali sono le implicazioni per i conti deposito e i risparmiatori a seguito del salvataggio?

L'intervento del Fitd mira a evitare rischi per i risparmiatori, garantendo la sicurezza dei conti deposito. L'aumento di capitale è stato deliberato proprio per scongiurare potenziali problemi legati alla gestione dell'istituto.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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