I private markets escono dalla nicchia e riscrivono il wealth

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I private markets escono dalla nicchia e riscrivono il wealth

A IPEM Wealth 2026 i mercati privati escono definitivamente dalla nicchia “alternativa” e diventano una componente strutturale del wealth management. Ma con la democratizzazione arriva anche la fase più complessa: quella della selezione, della distribuzione e della gestione della liquidità

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C’è un elemento che, più dei numeri, restituisce il senso della nuova fase attraversata dai private market: il linguaggio. A IPEM Wealth 2026, andato in scena a Cannes, si è parlato molto meno di “accesso” e molto più di governance, distribuzione, selezione e modelli di portafoglio. Segno che l’industria sta entrando in una fase più matura. I dati dell’evento confermano il momento di crescita: oltre 3.700 partecipanti, più di 1.400 aziende presenti, circa 730 investitori istituzionali e una presenza internazionale superiore al 50%.

Ma al di là dei numeri, il messaggio emerso dai panel e dagli interventi è stato piuttosto chiaro: i mercati privati non sono più un segmento “alternativo”, ma una componente strutturale dell’asset allocation della clientela wealth.

La cosiddetta democratizzazione non è più un progetto teorico. L’ingresso delle famiglie e degli investitori privati nei private market è ormai una dinamica consolidata, sostenuta da nuovi veicoli, canali distributivi più efficienti e una domanda crescente da parte delle nuove generazioni. Nei prossimi vent’anni, infatti, oltre 80mila miliardi di dollari passeranno di mano a livello globale, alimentando una platea di investitori più giovani, più digitali e più propensi agli asset alternativi. In questo contesto, tra i grandi temi che hanno dominato la conversazione a Cannes sono emersi la trasformazione della distribuzione, l’evoluzione dei fondi evergreen e il ripensamento dei modelli di portafoglio.

Il partner giusto non è (solo) quello che colloca

Uno dei messaggi più netti emersi a Cannes riguarda la distribuzione. Nel passaggio dei private markets dal mondo istituzionale al wealth management, il canale distributivo non è più soltanto un veicolo commerciale: diventa una componente strutturale del prodotto.

Durante il panel dedicato alla scelta dei partner di distribuzione, è emerso come non esista un numero “ideale” di banche o piattaforme. La strategia dipende da geografia, prodotto e fase del ciclo di raccolta. In linea generale, però, molti operatori convergono su modelli con tre-cinque partnership principali, capaci di garantire massa critica e integrazione operativa.

Sul tema dell’esclusività, la posizione è stata altrettanto chiara. Secondo Deutsche Bank Private Bank, a esempio, “l’esclusività e la scalabilità sono concetti opposti”. Una visione condivisa anche da diversi gestori: nei prodotti evergreen, l’obiettivo è la diffusione su più piattaforme e non la concentrazione su pochi partner.

Più dell’esclusività, a fare la differenza è l’integrazione operativa. “Senza integrazione operativa non c’è distribuzione”, è stato uno dei messaggi più netti emersi dal confronto. Per le banche private, questo significa lavorare con gestori in grado di offrire una gamma completa di soluzioni e una catena del valore pienamente controllata.

(Articolo tratto dal magazine n. 88 di marzo 2026 di We Wealth)

Domande frequenti su I private markets escono dalla nicchia e riscrivono il wealth

Quali sono i principali indicatori che suggeriscono una maggiore maturità nell'industria dei private market?

La discussione a IPEM Wealth 2026 ha evidenziato un passaggio da un focus sull' 'accesso' a temi come governance, distribuzione, selezione e modelli di portafoglio. Questo cambiamento nel linguaggio riflette una fase più evoluta del settore.

Qual è stato il livello di partecipazione all'evento IPEM Wealth 2026?

L'evento ha registrato una notevole partecipazione, con oltre 3.700 partecipanti e più di 1.400 aziende presenti. Tra i partecipanti, circa 730 erano investitori istituzionali, confermando l'interesse del settore.

Come sta cambiando il ruolo del 'partner giusto' nel contesto dei private market secondo l'articolo?

L'intestazione 'Il partner giusto non è (solo) quello che colloca' suggerisce che il valore di un partner nei private market va oltre la semplice capacità di piazzare investimenti. Si enfatizzano aspetti più strategici e di gestione.

Qual è il tema centrale che caratterizza la nuova fase dei private market?

L'articolo sottolinea che il linguaggio utilizzato è un elemento chiave per comprendere la nuova fase dei private market. Si parla meno di 'accesso' e più di aspetti legati alla gestione e alla struttura degli investimenti.

Quali sono le implicazioni della maturità raggiunta dai private market per gli investitori?

La maggiore maturità dei private market implica un'attenzione crescente verso la governance, la distribuzione efficace e la selezione accurata degli investimenti, oltre a modelli di portafoglio più sofisticati. Questo può portare a una gestione più strutturata e trasparente.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Una donna con i capelli lunghi, che indossa una camicetta arricciata, siede sorridente e tiene in mano un blocco per appunti. Lo sfondo è semplice e di colore chiaro. L'immagine è in bianco e nero.

di Chiara Samorì

Direttore editoriale di We Wealth e responsabile per l’area multimediale. Giornalista professionista, è laureata in Psicologia. Nel passato ha collaborato, tra gli altri, con il Corriere della Sera, l’agenzia di stampa Italpress, Ingenio, Reteconomy e Pop Economy.

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