Bond e diversificazione: perché la mappa geografica non basta più

Bond e diversificazione: perché la mappa geografica non basta più

Spalmare i propri soldi su regioni geografiche diverse è sinonimo di portafoglio diversificato? In teoria, se le politiche monetarie si muovessero in direzioni diverse, puntare su aree differenti porterebbe a un vantaggio in termini di diversificazione. Ma secondo una recente analisi quantitativa, la diversificazione geografica in virtù delle politiche monetarie non è una garanzia

La recente analisi di Andreas Mütter, quantitative analyst di Vontobel Institutional Clients, parla chiaro: la diversificazione geografica per riflettere movimenti differenziati dei tassi di interesse è sempre più un miraggio.

L’attuale contesto economico è apparentemente caratterizzato da deglobalizzazione e cicli di politica monetaria guidati dalle economie dei singoli paesi, ma nella pratica i tassi di interesse dei mercati sviluppati si sono mossi in maniera più o meno uniforme, con solo i mercati emergenti che offrono un po’ più di respiro.

Il paradosso: la fine della diversificazione geografica nel contesto di deglobalizzazione

L’attuale contesto macroeconomico, caratterizzato da frammentazione geopolitica e deglobalizzazione, suggerirebbe una parallela divergenza dei movimenti dei tassi di interesse e delle politiche monetarie.

Questa supposizione teorica non ha trovato riscontro nella pratica: nell’ultimo decennio e specialmente dopo la fine dell’era dei tassi a zero, i rendimenti delle obbligazioni si sono mossi quasi all’unisono.

Perché succede? Perché ormai viviamo in un mondo talmente globalizzato che i cicli dell’inflazione e le reazioni delle banche centrali sono sincronizzati. Se l’inflazione sale per uno shock energetico, colpisce quasi tutti contemporaneamente.

Questo solleva due questioni pratiche per gli investitori: perché le correlazioni sono così alte e cosa dovrebbero fare al riguardo?

L’analisi attraverso le misure di diversificazione

Lo studio di Mütter mette in luce il grado di diversificazione tramite due strumenti di misurazione: 

  • Attraverso la dimensionalità è possibile rilevare quanta diversificazione aspettarsi nel mercato dei tassi. La dimensionalità può essere alta fino a n, indicando una diversificazione perfetta, e bassa fino a 1, corrispondente a nessun potenziale di diversificazione. Esaminare questo numero ci aiuta a capire se i mercati dei tassi sono guidati da poche o da molteplici forze sottostanti.
  • Il clustering invece ci fornisce una mappa delle dipendenze, quindi quali mercati si muovono più vicini l’uno all’altro e quali possono aggiungere maggiore diversificazione.

Il risultato è che la dimensionalità per i mercati sviluppati core (campione composto da Germania, Stati Uniti, Australia, Regno Unito e Giappone) è molto bassa, con un punteggio di 1,5. Pur aggiungendo gli altri paesi sviluppati e i paesi emergenti non c’è un aumento drastico della dimensionalità, e questa scende sempre in casi di stress e nel periodo successivo all’era dei tassi a zero.

Forex (FX) vs Bond: dove si trova la vera varietà

L’analisi evidenzia un paradosso interessante. Se guardiamo al mercato dei cambi (Forex), la diversificazione è molto più alta.

Tre sole coppie di valute (dollaro/euro, sterlina/euro, yen/euro) offrono molta più diversificazione di numerosi mercati obbligazionari diversi messi insieme.

Questo succede perché il tasso di cambio è relativo per natura (il valore di una valuta contro un’altra), mentre i tassi d’interesse tendono a diventare assoluti in periodi di stress finanziario.

La soluzione: diversificare i “modelli”, non le “mappe”

Se comprare obbligazioni di più paesi non è più garanzia di diversificazione, cosa deve fare un investitore? L’analisi suggerisce un cambio di paradigma radicale: la vera sicurezza non sta più nel “viaggiare” (comprare paesi diversi), ma nel “cambiare modo di pensare” (usare regole di investimento diverse):

  • Carry: cercare le obbligazioni che offrono i rendimenti cedolari più alti;
  • Value: cercare obbligazioni “sottovalutate” rispetto ai fondamentali economici del paese;
  • Momentum: seguire la tendenza, comprando ciò che sale e vendendo ciò che scende.

Anziché concentrarsi sulla geografia, concentrarsi sui modelli di investimento quantitativi potrebbe portare a maggiore diversificazione.

Utilizzando contemporaneamente questi modelli diversi, si possono ottenere rendimenti più stabili e meno correlati tra loro, proteggendo il portafoglio molto meglio di quanto farebbe la semplice aggiunta di un ulteriore paese alla mappa geografica degli investimenti.

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Domande frequenti su Bond e diversificazione: perché la mappa geografica non basta più

Qual è il problema principale evidenziato dall'articolo riguardo la diversificazione dei bond?

L'articolo sottolinea che la diversificazione geografica, intesa a riflettere movimenti differenziati dei tassi di interesse, è diventata un miraggio. Nonostante un apparente contesto di deglobalizzazione, i tassi di interesse nei mercati sviluppati si sono mossi in modo più o meno uniforme.

Chi è l'autore dell'analisi citata nell'articolo e quale è la sua affiliazione?

L'analisi è stata condotta da Andreas Mütter, un quantitative analyst. Egli lavora per Vontobel Institutional Clients.

Come si sono mossi i tassi di interesse nei mercati sviluppati, nonostante il contesto di deglobalizzazione?

Nonostante l'apparente deglobalizzazione e cicli di politica monetaria guidati dai singoli paesi, i tassi di interesse dei mercati sviluppati si sono mossi in maniera più o meno uniforme. Questo rende inefficace la diversificazione geografica per catturare movimenti differenziati.

Qual è la soluzione proposta dall'articolo per una diversificazione efficace?

La soluzione suggerita dall'articolo è quella di diversificare i 'modelli' piuttosto che le 'mappe'. Questo implica un approccio che va oltre la semplice distinzione geografica per trovare vera varietà negli investimenti.

Perché la diversificazione geografica per i tassi di interesse è considerata un 'miraggio' nel contesto attuale?

È considerata un 'miraggio' perché, sebbene il contesto economico appaia caratterizzato da deglobalizzazione e politiche monetarie nazionali, nella pratica i tassi di interesse dei mercati sviluppati si sono mossi in modo uniforme. Questa uniformità annulla l'efficacia della diversificazione basata sulla geografia per i movimenti dei tassi.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.