La Fed è pronta a partire con il Qt più rapido di sempre

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Le minute Fed del meeting di marzo hanno indicato un ritmo di riduzione del bilancio che, a regime, arriverà a 95 miliardi mensili

La riduzione del bilancio Fed, che ridurrà Treasury e Mbs sottraendo liquidità dal sistema, potrebbe partire già da maggio hanno indicato le minute

Gli investitori si aspettavano un taglio mensile compreso fra gli 80 e i 100 miliardi al mese; a regime la Fed raggiungerà una riduzione del bilancio nella parte alta della forchetta

Il piano di riduzione del bilancio della Federal Reserve, che fra il marzo 2020 e il marzo 2022 è lievitato fino a 8.500 miliardi di dollari fra Buoni del Tesoro e Mbs, sta per iniziare. Lo ha aveva indicato il membro del Board of governors Fed, Lael Brainard, in un intervento pubblico che ha anticipato la pubblicazione dei verbali della riunione dello scorso marzo. Questi ultimi, pubblicati nella serata italiana di mercoledì 6 aprile, hanno confermato come la Fed sia pronta a considerare una contrazione del bilancio che, nel giro di circa tre mesi, raggiungerà una velocità di 95 miliardi di dollari.

La riduzione dei titoli in bilancio che, al contrario del Quantitative easing, ha l’effetto di ridurre la liquidità in circolazione nell’economia, potrebbe iniziare già da maggio. Il ritmo che seguirà il cosiddetto Quantitative tightening (Qt, qui un ripasso su che cos’è), come anticipato da Brainard, sarà più spedito rispetto a quello avvenuto fra il 2017 e il 2019, quando la Fed fece dimagrire il bilancio dopo la fase di sostegno post-2008.

Non reinvestire i titoli giunti a scadenza, per il Tesoro Usa, significa prepararsi a pagare tassi d’interesse più elevati e, per l’economia in generale, fare i conti con condizioni monetarie meno accomodanti. Ma molto dell’effetto dipende dalla velocità con la quale il Qt verrà messo in atto. Interrogata sull’andatura del periodo 2017-2019, quando la Fed aveva raggiunto un Qt da 50 miliardi di dollari mensili, Brainard aveva dichiarato di aspettarsi, questa volta, una riduzione “considerevolmente più sostenuta”.

Secondo quanto calcolato a marzo da Lorie Logan, una funzionaria della Fed di New York, se la banca centrale si limitasse a non reinvestire i titoli per i quali riceve i rimborsi si arriverebbe a una riduzione media mensile di 80 miliardi di dollari per i Treasury e di 25 miliardi per gli Mbs (titoli aventi mutui come collaterale). Potenzialmente, la banca centrale può decidere di accelerare ulteriormente la dismissione dei titoli che ha acquistato vendendoli prima che arrivino a scadenza.

Il Quantitative tighteting è considerato un aggiustamento necessario per fronteggiare la fiammata dell’inflazione, ulteriormente estesa dalle conseguenze del conflitto in Ucraina. Da un lato, le aspettative degli analisti sono sempre più nette nel prevedere un raddoppiamento dell’ampiezza dei rialzi, che già da maggio potrebbero passare da 25 a 50 punti base. Il Qt accresce la in qualche modo l’effetto dei rialzi dei tassi esercitando ulteriori pressioni al rialzo sui rendimenti. Secondo quanto lo stesso presidente della Fed, Jerome Powell, aveva stimato a marzo, la riduzione del bilancio potrebbe avere un effetto paragonabile ad un aumento ulteriore da 25 punti base nel tasso di riferimento a breve termine.

Per capire quale potrebbe essere la reazione di mercato al lancio ufficiale del Qt è utile fare riferimento a alle aspettative probabilmente già incorporate nei prezzi dagli investitori: secondo l’agenzia Reuters sarebbe già stato messo in conto un range di riduzione compreso fra gli 80 e i 100 miliardi di asset mensili.

Mercoledì 6 aprile la Borsa Usa ha chiuso in rosso, dopo una giornata passata interamente in territorio negativo: l’S&P 500 ha ceduto quasi un punto, mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno il 2,22%.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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