Cherry Bank spinge sul wealth: 4,5 mld di masse entro il 2027

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Inaugurata la nuova sede milanese della banca veneta, che ha ufficializzato anche l’ingresso di quattro nuovi professionisti a supporto della gestione dei grandi patrimoni. Focus su imprese, mercati privati e sartorialità delle proposte. Con un alert del ceo Giovanni Bossi: “Gli algoritmi nel credito sono l’inferno”

Indice

Un team rafforzato, focus su mercati privati e famiglie imprenditoriali: è il nuovo corso del wealth management di Cherry Bank, che il 26 novembre 2025 ha ufficializzato l’apertura della sede di Milano in via della Moscova 3. A guida della divisione wealth della banca veneta, c’è oggi  

Francesco Bossi Desiata. L’evoluzione dell’area wealth avviene in un contesto di crescita per la banca, che punta a raggiungere 1,5 miliardi di masse entro fine 2025, nell’ambito di un obiettivo complessivo di oltre 4 miliardi e mezzo a fine 2027.

Le competenze specialistiche di Cherry Bank al servizio del wealth

In apertura di conferenza stampa, il ceo di Cherry Bank Giovanni Bossi ha ricordato la rapida traiettoria di crescita della banca (che oggi vanta all’incirca 4 miliardi di attivo, 220 milioni di patrimonio e un indice d patrimonializzazione intorno al 19%): «Siamo partiti che eravamo in dodici, oggi siamo oltre seicento. Abbiamo integrato due banche e continuiamo a lavorare con un elevato profilo di specializzazione». Il riferimento è ai crediti deteriorati, fiscali, al factoring e alle piccole imprese, che «restano il nostro marchio di fabbrica», un’attività che viene svolta sempre con «lavoro umano» e grandi «competenze specialistiche, mai standardizzate». Quello del lavoro umano è un punto di grande importanza per Giovanni Bossi, che definisce “l’anticamera dell’inferno” l’utilizzo degli algoritmi nel credito: la selezione non deve basarsi su un approccio standardizzato, ma su una sartorialità che valuta le esigenze specifiche di ogni impresa, su valutazioni caso per caso.

Tre pilastri per il wealth management

Illustrando l’architettura dell’offerta wealth, Francesco Bossi l’ha declinata in tre pilastri, ribadendo che la banca resta costruita intorno alle esigenze degli imprenditori italiani, seguendo «un modello di wealth management britannico», con «totale allineamento di interessi fra cliente e banca» e «trasparenza delle commissioni». Il primo è la Cherry Open Platform: una piattaforma aperta basata sulla consulenza avanzata, che combina consulenza sugli investimenti, gestione e pianificazione patrimoniale.

Il secondo riguarda l’accesso ai private market, con opportunità graduate per il rischio e selezionate tramite fondi tanto nel private equity che nel private credit e private debt. Club deal vengono messi in campo soprattutto per operazioni immobiliari. Non sono invece previsti investimenti di tipo venture capital, ritenuti non idonei alle esigenze della clientela wealth di Cherry Bank. L’apertura ai mercati privati avviene in un contesto di grande interesse per queste asset class complesse ma di grande potenzialità, cronicamente sotto pesate in Europa. Sulla base degli ultimi dati Ubs, si riscontra infatti che i mercati privati pesano attualmente il 15-20% dei portafogli uhnwi negli Usa, il 5% in Europa e circa l’1-2% in Italia.

Infine, il terzo pilastro è il Cherry Investment Vehicle, che, dopo il lancio del primo veicolo nel 2024 (Cherry Blossom), ha l’ambizione di continuare a permettere ai clienti della banca di partecipare ai rendimenti generati dai portafogli crediti dell’area corporate & investment baking attraverso veicoli dedicati.

Il nuovo team

Quattro le figure nuove figure chiave del team milanese: Francesco Menini, head of investment consulting (da Banca Profilo e Mediobanca Private Banking); Stefania Cardone, investment consultant (da Eurizon Capital, Prometeia, Pioneer Investments e Banca Profilo). Accanto a loro, Lorenzo Dotti e Andrea Reale, entrambi provenienti da Banca Profilo, team leader all’interno dell’unità wealth management.

Domande frequenti su Cherry Bank spinge sul wealth: 4,5 mld di masse entro il 2027

Qual è l'obiettivo di masse gestite da Cherry Bank entro il 2027?

Cherry Bank punta a raggiungere 4,5 miliardi di euro di masse gestite entro il 2027. Questo ambizioso traguardo rientra in un piano di crescita complessivo per la banca.

Quali sono i principali target del wealth management di Cherry Bank?

Il nuovo corso del wealth management di Cherry Bank si concentra sui mercati privati e sulle famiglie imprenditoriali. L'obiettivo è offrire competenze specialistiche per servire al meglio questi segmenti.

Quando è stata inaugurata la nuova sede di Cherry Bank a Milano e chi guida la divisione wealth?

La nuova sede di Cherry Bank a Milano, situata in via della Moscova 3, è stata ufficializzata il 26 novembre 2025. La divisione wealth è guidata da Francesco Bossi Desiata.

Qual è l'obiettivo di masse gestite da Cherry Bank entro la fine del 2025?

Entro la fine del 2025, Cherry Bank si prefigge di raggiungere 1,5 miliardi di euro di masse gestite. Questo rappresenta una tappa intermedia nel percorso di crescita della banca.

Su quali pilastri si basa la strategia di wealth management di Cherry Bank?

La strategia di wealth management di Cherry Bank si fonda su tre pilastri fondamentali. Questi pilastri sono pensati per rafforzare le competenze specialistiche e supportare la crescita dell'area.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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