Il banker del futuro? Un leader potenziato dall’AI, capace di leggere dati e persone

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Un essere umano e un robot si stringono la mano con una grafica finanziaria digitale sovrapposta all'immagine, a simboleggiare la collaborazione in ambito commerciale, tecnologico e di consulenza finanziaria tra esseri umani e intelligenza artificiale.

Deloitte: competenze ibride, formazione continua e capitale umano al centro. Nel settore bancario la vita media di una skill tecnica è inferiore a tre anni

Il futuro del banking si gioca su un equilibrio delicato: da una parte la spinta inarrestabile della tecnologia, con l’intelligenza artificiale pronta a rivoluzionare modelli di business e processi; dall’altra, la necessità di valorizzare – e non sostituire – il capitale umano. Secondo Luigi Mastrangelo, Financial Services Industry Leader di Deloitte, e Matteo Zanza, Human Capital Leader di Deloitte, «il banker del futuro sarà affiancato da strumenti di intelligenza artificiale generativa e analitica che lo aiuteranno in attività strategiche come l’analisi dei dati, la gestione dei talenti e il miglioramento della produttività». In altre parole, la tecnologia non toglierà lavoro, ma lo amplificherà, richiedendo però competenze nuove e costantemente aggiornate.

Il profilo del banker di domani non sarà più quello di un semplice esperto di finanza. Dovrà essere un leader “aumentato” dall’AI, capace di interpretare i numeri e le persone, di anticipare i bisogni del capitale umano, di orchestrare team agili e adattivi. «Il banker del futuro non dovrà essere solamente un esperto di finanza, ma un vero leader potenziato dall’intelligenza artificiale, in grado di leggere dati, valorizzare competenze, anticipare i bisogni del capitale umano e orchestrare team agili e adattivi», scrivono Mastrangelo e Zanza.

Per arrivare a questo obiettivo, le banche sono chiamate a un doppio sforzo: intercettare profili con competenze tecniche avanzate – dal cloud alla cybersecurity, dall’intelligenza artificiale al digital banking – e allo stesso tempo costruire team ibridi, in cui figure come data scientist, analisti comportamentali, antropologi e strategic designer lavorino fianco a fianco per comprendere i bisogni del cliente in modo più profondo ed empatico. Perché oggi l’esperienza utente non si gioca soltanto sulla tecnologia, ma sulla capacità di capire i comportamenti, le motivazioni e le emozioni che guidano le scelte.

Il Deloitte Global Banking Industry Outlook evidenzia come oltre il 65% dei CEO bancari consideri la carenza di skill adeguate uno degli ostacoli principali alla trasformazione digitale. La buona notizia è che cresce la fiducia nella possibilità di colmare il gap, con un approccio più proattivo e strutturato allo sviluppo delle competenze. Un’urgenza resa ancora più evidente da un dato: la vita media di una competenza tecnica è ormai inferiore a tre anni. Per questo, osservano i partner di Deloitte, «l’aggiornamento continuo delle skill, attraverso reskilling e upskilling, sarà centrale nella nuova leadership bancaria, perché il banker del futuro dovrà padroneggiare competenze ibride: comprensione dell’AI, capacità decisionali supportate da dati, empatia e capacità di far crescere i team in modo personalizzato».

Il cambiamento tocca anche i modelli organizzativi. Le banche più evolute stanno superando la logica a silos per abbracciare competenze trasversali, utili in più funzioni e strutture, e stanno adottando un nuovo paradigma formativo: continuo, personalizzato, basato su piattaforme digitali e analisi data-driven, ma con la persona sempre al centro. In questo contesto il manager tradizionale lascia spazio a un “coach” o “orchestratore di skill”, che usa l’AI per analizzare i dati del team, individuare gap e costruire percorsi di crescita personalizzati. «La gestione del capitale umano passa da un approccio statico a uno dinamico, predittivo e personalizzato. Non è più scontato che il manager abbia più competenze tecniche della nuova risorsa: ciò che conta è la capacità di guidare il talento, non di possedere ogni skill», sottolineano Mastrangelo e Zanza.

Nonostante il potenziale, l’adozione dell’AI nei processi HR resta limitata. Lo studio Scaling AI across talent management in financial services organizations rivela che solo il 18% delle aziende finanziarie la utilizza attivamente. Ma chi saprà muoversi per primo, avvertono gli esperti, otterrà un vantaggio competitivo strutturale: persone più coinvolte, organizzazioni più veloci e una cultura più orientata all’innovazione. Con un principio fermo: l’AI deve essere un acceleratore, non un sostituto del capitale umano.

Nel futuro del banking, la tecnologia sarà la leva, ma il capitale umano resterà il motore. La differenza la farà chi saprà unirli, trasformando la sfida in leadership.

Domande frequenti su Il banker del futuro? Un leader potenziato dall’AI, capace di leggere dati e persone

Come cambierà il ruolo del banker con l'avvento dell'intelligenza artificiale?

Il banker del futuro sarà affiancato da strumenti di intelligenza artificiale generativa e analitica. L'AI non sostituirà il capitale umano, ma lo potenzierà, permettendo ai professionisti di leggere dati e persone in modo più efficace.

Qual è l'equilibrio che il settore bancario deve trovare per il futuro?

Il futuro del banking richiede un equilibrio tra la spinta tecnologica dell'intelligenza artificiale e la valorizzazione del capitale umano. La tecnologia rivoluzionerà processi e modelli di business, ma l'elemento umano rimarrà fondamentale.

Quali tipi di intelligenza artificiale supporteranno il banker del futuro?

Il banker del futuro sarà supportato da strumenti di intelligenza artificiale sia generativa che analitica. Questi strumenti permetteranno di elaborare e interpretare grandi quantità di dati e di comprendere meglio le dinamiche umane.

Quali sono le implicazioni dell'AI sui modelli di business bancari?

L'intelligenza artificiale è pronta a rivoluzionare i modelli di business e i processi all'interno del settore bancario. Questo implica una trasformazione profonda delle modalità operative e delle strategie adottate dalle istituzioni finanziarie.

Qual è la visione di Deloitte sul futuro del settore finanziario?

Secondo Deloitte, il futuro del settore finanziario si basa sull'integrazione tra tecnologia avanzata, come l'AI, e il potenziamento delle competenze umane. L'obiettivo è creare un banker più efficace, capace di gestire sia dati che relazioni.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Laura Magna

Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Fino al 2025 si è occupata del coordinamento del Magazine We Wealth. Collaboro anche con MF Milano Finanza.