Eurozona, l’inflazione vola al 10%: pesa vulnerabilità energetica

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L’inflazione è a doppia cifra in oltre la metà dei Paesi dell’Eurozona, con il pesante contributo della Germania. L’euro perde quota

Indice

L’inflazione è cresciuta dell’1,2% rispetto ai livelli di agosto, trainata dai costi energetici

La componente del paniere che ha contribuito di più ai rincari, sia nel confronto annuo sia mensile, è stata quella energetica, aumentata del 40,8% annuo e del 3% su base mensile.

Per la prima volta nella storia della moneta unica l’inflazione dell’Eurozona ha raggiunto la doppia cifra: a settembre il tasso armonizzato Hicp ha raggiunto il 10%, secondo la stima preliminare di Eurostat, con un aumento dell’1,2% rispetto ai livelli di agosto. E’ un livello che supera il 9,7% previsto dal consenso degli economisti sondati da Reuters

La componente del paniere che ha contribuito di più ai rincari, sia nel confronto annuo sia mensile, è stata quella energetica, aumentata del 40,8% annuo e del 3% su base mensile.
Anche l’inflazione di fondo, pur escludendo le componenti più volatili del paniere, è aumentata al 4,8% sul confronto anno e dell’1% rispetto ad agosto.
Fra le poche note positive per la Banca centrale europea, che vedrà in questi nuovi record motivi per proseguire con rialzi dei tassi robusti nelle prossime riunioni, c’è la riduzione mensile nei costi dei servizi (-0,1%). Non abbastanza, comunque, perché si possa eludere il problema di riportare l’inflazione su un obiettivo che oggi e molto distante. 

L’inflazione di fondo e le sue componenti sono di particolare interesse per le banche centrali, in quanto offrono un’indicazione di come i rincari energetici si stiano trasferendo a cascata su varie altre voci di consumo. 

I Paesi più colpiti dall’inflazione 

A livello geografico, l’inflazione dell’Eurozona è stata trainata da alcuni grandi Paesi i cui livelli dei prezzi, rispetto ad agosto, sono aumentati molto più della media. Fra questi, la Germania (+2,2%), l’Olanda (+2,9%), ma anche l’Italia (+1,7%). In Germania, il tasso annuo è arrivato al 10,9% in concomitanza con la fine di alcune misure anti-rincari. 

In Italia la lettura annua del tasso Hicp, leggermente diverso per composizione da quello Istat, è aumentato del 9,7%. Secondo le misurazioni Istat e il relativo indice Nic, l’Italia ha registrato, a settembre, un aumento dello 0,3% su base mensile e dell’8,9% su base annua (da +8,4% del mese precedente).

Rispetto allo scorso anno il costo della vita è esploso soprattutto nelle tre repubbliche baltiche, dove l’inflazione supera il 22% e, nel caso dell’Estonia, è oltre il 24%. Anche in Olanda, un altro Paese per il quale le forniture energetiche dalla Russia erano particolarmente rilevanti, il tasso annuo ha superato il 17%. 

Il Paese meno colpito dall’inflazione è la Francia, che con una forte politica di sussidi ha limitato il tasso annuo al 6,6% (in calo di mezzo punto rispetto ai livelli di agosto). 

Inflazione Eurozona, la reazione sui mercati

L’euro perde quota rispetto alla maggioranza delle altre valute intorno alle 14 italiane, con un calo dello 0,86% sul dollaro a 0,97508. L’azionario ha proseguito la seduta in rialzo oltre mezzo punto (0,64%) mentre i rendimenti dei titoli di stato si sono ridotti per tutti maggiori Paesi (-0,12 punti per il Btp decennale a 4,52%). 

“Rimaniamo negativi sull’azionario europeo, sui ciclici rispetto ai difensivi e sul valore rispetto alla crescita: rimaniamo negativi sullo Stoxx 600, poiché vediamo rischi di ribasso per la crescita e rischi di rialzo per i rendimenti obbligazionari reali rispetto alle nostre proiezioni di base”, hanno dichiarato gli analisti di Bank of America in una nota pubblicata poco prima del dato sull’inflazione dell’Eurozona “Vediamo un’ulteriore sottoperformance dell’8% per i ciclici rispetto ai difensivi”, hanno aggiunto, “di recente abbiamo anche deciso di sottopesare il value rispetto al growth, con le nostre proiezioni macro che indicano un ribasso del 10% nei prossimi mesi. I ciclici che preferiamo sottopesare sono le banche e le auto, mentre i difensivi che preferiamo sovrappesare sono i prodotti alimentari e le bevande e i farmaci”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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