Il ministero dell’Economia ha tolto il velo sulle cedole minime garantite che saranno offerte con la nuova emissione del Btp Valore, acquistabile dal 20 al 25 ottobre.
Sarà offerta una cedola del 2,60% per il 1°, 2° e 3° anno; si salirà al 3,10% per il 4° e 5° anno e, infine, al 4% per il 6° e 7° anno. A questi rendimenti si aggiungerà un premio finale una tantum dello 0,8% per chi manterrà il titolo dall’emissione fino alla naturale scadenza.
Questi valori corrispondono a un rendimento medio annuo del 3,257% lordo (calcolo aritmetico indicativo che decresce di un paio di punti base utilizzando la formula yield to maturity): un premio che, rispetto alle attuali condizioni di mercato, risulta leggermente più generoso rispetto al passato. Al momento dell’annuncio di queste cedole, il Btp a sette anni tradizionale offriva un rendimento lordo del 2,93%. Di conseguenza, il premio offerto da questa emissione – ipotizzando di mantenerla fino a scadenza – risulta pari a 0,32 punti percentuali (32 punti base).
Il codice ISIN del Btp, nel periodo di collocamento, è IT0005672016.
Btp valore ottobre 2025: il rendimento netto
Il rendimento netto del nuovo Btp Valore, riservato ai piccoli risparmiatori, considerando la media delle tre fasi di cedole e il premio finale, risulta pari al 2,85%: un valore che consentirebbe di superare l’inflazione attesa nei prossimi anni (secondo la Bce, attorno all’obiettivo del 2% annuo).
Proprio per la caratteristica delle cedole crescenti, il grosso del rendimento tende a concentrarsi nella parte finale della vita del titolo. Di fatto, si tratta di un disincentivo alla vendita anticipata in caso di riduzione dei rendimenti — una mossa utile per il Tesoro italiano, che mira a stabilizzare la volatilità degli interessi sul debito accrescendo la quota di Btp direttamente in mano alle famiglie italiane (tipicamente poco interessate al trading obbligazionario).
Inoltre, la stessa struttura step-up delle cedole riduce la sensibilità del Btp Valore alle variazioni dei tassi: anche se questi dovessero salire, il prezzo del titolo calerebbe meno rispetto a un Btp tradizionale a cedola fissa. Un vantaggio per chi cerca stabilità, più che opportunità di speculazione.
A We Wealth alcuni esperti avevano già descritto questa caratteristica. Al netto della durata maggiore, “l’emissione appare potenzialmente interessante, pur restando in attesa di dettagli sulle cedole minime garantite e sull’eventuale premio rispetto ai titoli governativi quotati con analoga scadenza. Le curve dei rendimenti mostrano attualmente una pendenza crescente e consentono di ottenere un premio via via più consistente allungando la duration. In questo contesto, cogliere l’attuale finestra di mercato per inserire selettivamente titoli di Stato domestici a medio-lungo termine nei portafogli può rappresentare una scelta opportuna”, ha dichiarato Luigi Pedone, Research Specialist di Finint Private Bank, secondo cui il nuovo titolo merita attenzione, in quanto “riduce parzialmente la sensibilità del titolo alle variazioni dei tassi d’interesse rispetto a un Btp a tasso fisso di pari scadenza”.
“In realtà”, osservava Rocco Probo, analista di Consultique Scf, “la struttura dell’emissione del Btp Valore è un modo più efficiente per gestire il rischio duration rispetto a un classico titolo a tasso fisso. Questo perché, come per gli altri Btp Valore, l’emissione sarà una step-up, ovvero il tasso cedolare incrementerà nel corso del tempo. In presenza di tassi di interesse più elevati in futuro, man mano che passa il tempo, la struttura step-up può avvantaggiarsi grazie a una distribuzione cedolare residua più elevata rispetto a un titolo di pari scadenza a tasso fisso”.

