Fintech in volata: +21% di ricavi globali, mentre la finanza tradizionale rallenta

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Secondo l’ultimo report di BCG e QED Investors, il settore fintech entra in una nuova fase di crescita trainata da tecnologia, profittabilità e ambizione globale. L’Europa resta indietro, ma ha ancora un enorme potenziale da esprimere

Indice

Nel 2024, i ricavi globali del comparto sono saliti del +21%, in accelerazione rispetto al +13% del 2023 e con un ritmo quasi triplo rispetto alla finanza tradizionale, che si ferma al +6%. È la fotografia che emerge dall’ultima edizione del report di Boston Consulting Group in collaborazione con QED Investors, intitolato “Fintech’s Next Chapter: Scaled Winners and Emerging Disruptors”.

Lo studio racconta un ecosistema che ha superato la fase di euforia e contrazione, e che oggi mostra fondamenta solide, conti in ordine e un mindset orientato alla scalabilità. Il margine EBITDA medio delle società fintech quotate ha raggiunto il 16% e ben il 69% ha chiuso l’anno in utile. Gran parte di questa crescita è guidata da realtà consolidate, con ricavi superiori ai 500 milioni di dollari, che da sole generano oltre il 60% del fatturato globale del settore.

Eppure, a livello di incidenza sul sistema finanziario complessivo, il fintech è ancora all’inizio del proprio percorso: pesa solo per il 3% sui ricavi mondiali del comparto bancario e assicurativo. Una soglia che non sminuisce i progressi, ma evidenzia piuttosto un potenziale enorme ancora da esprimere.

Europa: grande potenziale, ma serve uno scatto

“Il fintech globale sta vivendo una fase di forte maturazione, con stabilizzazione di funding e valutazioni, e focus su crescita e profittabilità”, spiega Ugo Cotroneo, Managing Director e Senior Partner di BCG. “I fondamentali nel lungo periodo restano solidi, come dimostra la crescita dei ricavi al +21%, con segnali promettenti anche in Europa, dove esistono già diversi casi di successo”.

Il continente, tuttavia, resta molto indietro in termini di peso sul mercato: le fintech europee generano appena l’8% dei ricavi globali del settore, contro il 50% degli Stati Uniti e il 16% della Cina. “La frammentazione normativa e di mercato rappresenta ancora una barriera. Nei pagamenti, la penetrazione dei ricavi fintech arriva al 14%, ma nella maggior parte degli altri segmenti è ferma al 2%. C’è quindi un margine di crescita considerevole, specie nel B2B, nel lending e nelle financial infrastructures. Maggiore armonizzazione normativa e adozione strategica dell’intelligenza artificiale possono aiutare l’Europa a colmare il divario”, conclude Cotroneo.

AI, digitalizzazione e capitali: la nuova frontiera dell’innovazione

L’intelligenza artificiale si conferma uno dei principali catalizzatori di trasformazione. Le fintech emergenti sono in prima linea nell’adozione di soluzioni AI-native, in particolare nello sviluppo software e nella personalizzazione dei servizi. Il report individua negli “AI agents” – sistemi autonomi capaci di agire, decidere e interagire con altri strumenti – una delle tecnologie più promettenti per il futuro, con impatti attesi su digital commerce, SaaS verticali e gestione finanziaria personale.

Nel frattempo, crescono le challenger bank: 24 istituti con ricavi annui oltre i 500 milioni di dollari che stanno registrando una crescita dei depositi del 37% annuo, 30 punti percentuali sopra le banche tradizionali. E mentre il credito bancario continua a rallentare, si rafforza il ruolo del credito privato a supporto delle attività di lending fintech: il mercato potenziale stimato per i fondi specializzati è pari a 280 miliardi di dollari.

Le quattro priorità strategiche per il prossimo capitolo

Secondo lo studio, ci sono quattro leve fondamentali per continuare a crescere e consolidarsi. Per le fintech: rafforzare i fondamentali economici, focalizzarsi sui mercati chiave, integrare l’AI nei modelli operativi e valutare opportunità di acquisizione. Gli investitori devono invece allocare capitale verso infrastrutture finanziarie, mercati emergenti e promuovere l’adozione disciplinata dell’AI. Ai regolatori è richiesto un quadro normativo più chiaro, veloce e armonizzato, soprattutto su AI e asset digitali. E infine le banche dovrebbero sviluppare partnership strategiche con le fintech, adottare l’AI in chiave trasformativa e costruire una visione credibile sugli asset digitali.

Il fintech si sta scrollando di dosso l’etichetta di “alternativa” e punta a diventare protagonista del sistema finanziario globale. La crescita è reale, la maturità è in atto e i capitali ci sono. Ora serve una spinta condivisa – tra imprese, investitori, regolatori e banche – per scrivere davvero il prossimo capitolo di questa rivoluzione.

Domande frequenti su Fintech in volata: +21% di ricavi globali, mentre la finanza tradizionale rallenta

Qual è la differenza principale nella crescita dei ricavi tra il settore fintech e la finanza tradizionale?

Nel 2024, i ricavi globali del comparto fintech sono cresciuti del +21%. Questo ritmo è quasi il triplo rispetto alla finanza tradizionale, che nello stesso periodo ha registrato un aumento del +6%.

Come si è evoluta la crescita dei ricavi globali del settore fintech negli ultimi anni?

La crescita dei ricavi globali del settore fintech ha mostrato un'accelerazione significativa. Nel 2024, i ricavi sono saliti del +21%, rispetto al +13% registrato nel 2023.

Quali sono le fonti del report che analizza le tendenze del settore fintech?

Le informazioni provengono dall'ultima edizione del report intitolato 'Fintech’s Next Chapter: Scaled Winners and Emerging Disruptors'. Questo studio è stato realizzato da Boston Consulting Group in collaborazione con QED Investors.

Qual è lo stato attuale dell'ecosistema fintech secondo il report?

Lo studio indica che l'ecosistema fintech ha superato le fasi di euforia e contrazione. Attualmente, mostra fondamentali solidi, suggerendo una maggiore maturità.

Quali elementi sono considerati le nuove frontiere dell'innovazione per il settore fintech?

Le nuove frontiere dell'innovazione per il settore fintech includono l'intelligenza artificiale (AI), la digitalizzazione e l'afflusso di capitali. Questi fattori sono cruciali per il prossimo capitolo di crescita e sviluppo.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Laura Magna

Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Fino al 2025 si è occupata del coordinamento del Magazine We Wealth. Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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