- L’indice Stoxx Europe 600 Banks – che misura la performance delle banche dell’area euro – è in rialzo di oltre il 37% da inizio anno
- Garzone (Gamma Capital Markets): “Non tutte le banche sono puramente rate-sensitive. Molte hanno ricavi ben diversificati”
Banche europee ai massimi in Borsa. Le azioni dei colossi del credito del Vecchio Continente hanno toccato i livelli massimi dalla crisi finanziaria del 2008, in scia al forte aumento dei tassi d’interesse a lungo termine: Hsbc ha archiviato un record storico in vista dei risultati in uscita questa settimana, mentre Barclays e Santander toccavano i livelli più elevati da 17 anni. Come analizzato dal Financial Times, il rialzo rappresenta un’inversione di marcia per quello che viene definito “uno dei settori più trascurati d’Europa”, che ha faticato a riprendersi dalle crisi passate e a competere con l’omologo statunitense.
Banche in rialzo del 37% da inizio anno
Secondo Justin Bisseker, analista di Schroders intercettato dal quotidiano economico-finanziario britannico, le banche europee sono diventate ora “le beniamine del mercato”. A dare slancio ai titoli in Borsa è stata una combinazione di “impatto trasformativo” sui ricavi dei tassi d’interesse più elevati, un contesto economico favorevole e misure che ne hanno migliorato l’efficienza. L’indice Stoxx Europe 600 Banks – che misura la performance delle banche dell’area euro – è in rialzo di oltre il 37% da inizio anno: una performance che non solo non si osservava dal 2009, ma che è anche superiore a quella delle big a stelle e strisce.
Cos’è successo dalla crisi del 2008 a oggi
Dopo la crisi del 2008, le banche europee hanno accumulato riserve di capitale imposte dalle autorità di regolamentazione, con un impatto negativo sui dividendi distribuiti agli azionisti. Tra l’altro, a limitarne le entrate sono stati i tassi d’interesse vicini o inferiori allo zero del decennio successivo. Poi, dopo lo scoppio della pandemia da covid-19, la tendenza si è invertita: con le banche centrali in manovra sul costo del denaro per contenere l’inflazione, i tassi d’interesse a lungo termine sono infatti aumentati rapidamente, innescando un incremento sostanziale del margine d’interesse netto delle banche. Per gli istituti che affiancano attività di trading ai servizi bancari classici, la volatilità dei mercati è stata a sua volta un toccasana.
Il rally delle banche europee continuerà?
“Il rally bancario è stato forte e giustificato da fondamentali solidi che hanno beneficiato di un contesto facile, ovvero tassi d’interesse, Cet1 solidi, valutazioni a sconto e forte leva operativa”, racconta a We Wealth Alessio Garzone, portfolio manager di Gamma Capital Markets. “Tuttavia, la fase di re-rating potrebbe essere ormai matura a causa del contesto più incerto in cui viviamo”, secondo l’esperto, tra le sforbiciate ai tassi d’interesse della Banca centrale europea, la guerra commerciale in corso e il rallentamento della domanda globale. “Detto questo, non tutte le banche sono puramente rate-sensitive”, aggiunge Garzone.
“Molti istituti bancari – soprattutto quelli di grosse dimensioni – hanno infatti ricavi ben diversificati tra gestione patrimoniale, commissioni di trading, credito, corporate e così via, per cui molti segmenti possono addirittura performare bene anche in scenari di tassi in calo, specie se i volumi tornano a crescere”, sostiene l’esperto. “È chiaro che questa dinamica è da valutare caso per caso, ma il messaggio che vorrei lasciare è che la festa per i bancari non è finita”, afferma Garzone. Poi conclude: “Nei nostri portafogli bilanciati continuiamo a mantenere un’esposizione selettiva sul settore finanziario in generale, come componente ciclica da affiancare a settori difensivi e growth. Prediligiamo banche ben capitalizzate e con business diversificati (per il discorso di cui sopra) e con Roe sostenibile. Ci può essere ancora un contributo positivo per i prossimi periodi, ma non mi aspetterei un re-rating forte e strutturale come quello appena vissuto”.

