- Nvidia ha superato la capitalizzazione di mercato di 4mila miliardi di dollari, spinta dal boom dell’intelligenza artificiale generativa
- Debach (eToro): “Attenzione a chi si sta aggiungendo in silenzio al gruppo dei costruttori dell’infrastruttura computazionale globale”
Il titolo di Nvidia, come approfondito da We Wealth, ha superato la capitalizzazione di mercato di 4mila miliardi di dollari. Il colosso dei chip, spinto dal boom dell’intelligenza artificiale generativa, aveva oltrepassato la soglia dei 2mila miliardi di dollari nel febbraio del 2024 e dei 3mila miliardi quattro mesi dopo. Da inizio anno l’azienda californiana, che si prepara ad alzare il velo sui suoi conti trimestrali, è in rialzo del 5,15%. Una trimestrale che, secondo Gabriel Debach, market analyst di eToro, sarà molto più di una conferma. “In questo momento storico, Nvidia è l’unico attore in grado di giocare in contemporanea sui tre livelli della partita: architettura, produzione e adozione. Chi vuole capire dove va l’Ai, non può permettersi di non guardare cosa dice”, osserva l’analista. Ci sono però anche altre azioni del settore che, sotto la superficie, potrebbero risultare vincenti quest’anno.
Osservando i contributi reali alla performance dell’S&P 500, si osserva infatti come qualcosa si stia muovendo sotto la superficie delle cosiddette Magnifiche 7 (Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet, Meta, Tesla e Nvidia, appunto). “Nvidia, Microsoft e Meta restano pilastri dell’economia Ai: insieme hanno già generato oltre 320 punti base di contributo all’Spy nel 2025. Ma attenzione a chi si sta aggiungendo in silenzio al gruppo dei costruttori dell’infrastruttura computazionale globale”, dichiara Debach.
3 azioni per investire sull’Ai (oltre Nvidia)
“Oracle ha superato ogni record storico, trainata da ordini cloud legati all’esplosione della domanda di potenza computazionale”, afferma l’esperto. Il titolo è salito del +20,36% da inizio anno, ma “il potenziale è solo all’inizio”, aggiunge Debach. Al centro della sua strategia c’è Project Stargate, un mega data center da 100 miliardi destinato a servire OpenAI, xAI, Meta e altri attori strategici. Secondo l’analista, se riuscirà a trasformare Stargate da visione a flusso di cassa, Oracle non sarà più un’ex blue chip risorta: sarà l’equivalente cloud di Tsmc per l’intelligenza artificiale occidentale.
Il caso di Broadcom
“Broadcom, con un rendimento year to date del +1,93%, è il tessuto connettivo silenzioso della rivoluzione Ai”, dice Debach. I suoi chip customizzati, gli switch e le interconnessioni sono ciò che permette alla potenza delle Gpu di diventare capacità computazionale distribuita. Nell’ultima trimestrale ha registrato una crescita nell’ambito dell’intelligenza artificiale del +46%, con ricavi attesi per 5,1 miliardi nel trimestre in corso. “Se Nvidia costruisce il motore, Broadcom costruisce la rete neurale che lo collega al resto del sistema”, dichiara l’analista.
“Palantir è invece il caso più paradigmatico del ciclo inferenziale in corso”, chiosa Debach, ricordandone la performance del +65,64% da inizio anno. “È la società che ha saputo anticipare la transizione dalla generazione alla ragione. Non sviluppa modelli né hardware, ma trasforma il codice in decisioni operative per missioni critiche. Difesa, sanità, supply chain: agenti Ai agentici già operativi, con contratti ricorrenti e inespugnabili”.
Micron: la nuova architettura Ai
Chiude il cerchio Micron Technology, in rialzo del +21,86% year to date. “Rappresenta l’asse di memoria della nuova architettura Ai”, dice Debach. Poi conclude: “Le sue Hbm sono la linfa vitale dell’inferenza moderna. Il titolo ha subito prese di profitto, ma non per mancanza di crescita: semplicemente, le attese sono salite troppo in fretta. Resta però una delle poche aziende con visibilità concreta su un ciclo pluriennale di domanda in eccesso”.

