Più fiducia nel fisco per una rapida ripartenza del sistema Italia

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Investire nell’amministrazione finanziaria significa investire nella collettività. Il prelievo fiscale, se efficiente, permette di redistribuire risorse per creare opere pubbliche e servizi a favore di imprese e cittadini

Il Pnrr è una occasione imperdibile per far ripartire l’economia ma può essere perduta se si trascura il ruolo ricoperto dal fisco a favore della collettività e delle imprese e se, conseguentemente, le risorse messe a disposizione non vengono spese bene e in tempi rapidi

Consolidare la digitalizzazione delle imprese e facilitare la transizione green, semplificare il sistema fiscale e avvicinare il fisco al contribuente: questa la ricetta per la ripartenza

Nel corso del summit “Riforma Italia”, organizzato da Ey Italia e da Luiss Business School, a Roma, numerosi sono stati gli spunti offerti dai relatori, provenienti dal mondo istituzionale, accademico, industriale ed imprenditoriale, chiamati ad analizzare le misure che dovranno essere introdotte e le riforme che si aspetta verranno attuate per incentivare la ripartenza del sistema Italia, favorire gli investimenti e, quindi, spendere al meglio le risorse messe a disposizione dal Pnnr.
Tra gli interventi maggiormente significativi, si segnala quello di Ernesto Maria Ruffini, Direttore dell’Agenzia delle entrate, intervenuto nel panel dedicato alla fiscalità.
Ad avviso del Direttore dell’Agenzia, dopo molti anni di stasi è giunta l’ora di avviare una riforma ragionata del fisco. È opportuno investire nell’Amministrazione finanziaria in quanto il fisco è l’infrastruttura di tutte le infrastrutture: in effetti, investire sull’assetto dell’amministrazione fiscale significa investire sulla qualità della vita dei singoli, che potranno godere di maggiori servizi; sulla capacità delle imprese di rimanere competitive; sul rapporto che intercorre tra amministrazione pubblica e cittadino; sulle opere pubbliche, che potranno ottenere maggiori risorse.

Non è un caso se, l’amministrazione Biden, proprio per garantire una ripresa dalle contrazioni economiche dovute alla pandemia, ha destinato 70 miliardi di dollari all’Irs (Internal Revenue Service).

È arrivato il momento, avverte Ruffini, per iniziare a riformare l’interpretazione che si ha dell’ amministrazione finanziaria: non un ostacolo al cittadino o alla grande impresa; bensì un alleato, in grado di restituire valore e stabilità al contribuente e alla collettività.

Per Ruffini, in altri termini: “la riforma fiscale non la si conclude nella Gazzetta Ufficiale”. Le leggi da sole non bastano e non cambiano il volto del Paese. C’è necessità di approvare una riforma e, conseguentemente, di attuarla, traducendo – in tempi rapidi – le norme in fatti: “occorre maggiore dialogo tra chi le norme le pensa e le scrive e chi le norme le applica”.

Dello stesso avviso è Francesca Mariotti, direttore generale di Confindustria. La riforma deve essere pensata per avvicinare il contribuente al fisco; per ridurre, nel lungo termine, il contenzioso e per potenziare gli strumenti di cooperative compliance.

Essere tempestivi è molto importante per permettere alle imprese di rimanere competitive. Dunque occorre investire rapidamente sulla transizione green e sui processi di digitalizzazione.

La digitalizzazione, oltre ad aver abbattuto i confini territoriali ha anche alterato i principi tributari, che consentivano di assoggettare a imposta una società lì dove aveva la sede, dove il servizio era offerto o dove i proventi erano prodotti. Ora l’economia è cambiata e occorre capire come assoggettare a imposta i nuovi modelli di business che sono in grado di operare in diverse aree geografiche, prescindendo da ogni radicamento col territorio.

La digitalizzazione, altrimenti detto, obbliga a capire come redistribuire efficacemente i poteri impositivi tra Stati. In quest’ottica, una riforma ben pensata deve tenere conto del fatto che è sulla transizione green, sulla digitalizzazione e sul rapporto con il fisco che si gioca il futuro della ripresa economica. Il fisco deve essere strumento che accompagna e sostiene le transizioni.

di Nicola Dimitri

Collaboratore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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